Manfredonia
Sentenza del Tar Puglia di Bari

CDM Alimentazione: fondi CdA, ok ricorso al Tar

Azienda beneficiaria dei fondi del Contratto d'Area di Manfredonia-Mattinata e Monte Sant'Angelo

Di:

Bari/Manfredonia – “(…) Pertanto, la eventuale qualificazione del nuovo prodotto offerto da CDM (i.e. nel caso di specie preparazione di prodotti a base di carne fresca) in termini di “produzione innovativa / cd. terza e quarta lavorazione” (…) comporterebbe, in virtù delle menzionate disposizioni di settore (..) la riconducibilità dello stesso entro quelli “ammissibili” a finanziamento (..)“. Con recente sentenza, il Tar Puglia di Bari ha accolto il ricorso proposto da C.D.M. Alimentazione s.r.l., difeso dall’avvocato Gaetano Prencipe del Foro di Foggia, contro il Ministero dello Sviluppo Economico e Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica, rappresentati e difesi per legge dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Bari, domiciliataria in Bari, via Melo, 97; Responsabile Unico del Contratto d’Area di Manfredonia; nei confronti di Europrogetti & Finanze s.p.a.. per l’annullamento, previa sospensione dell’efficacia: del decreto direttoriale n. 1209 del 20.5.2013 del Ministero dello Sviluppo Economico – Dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economia – Direzione Generale per l’Incentivazione delle Attività Imprenditoriali – Div. VII – Interventi di Programmazione Territoriale, a firma del Direttore Generale dr. Carlo Sappino, recante “Provvedimento di revoca totale delle agevolazioni con restituzione”, trasmesso in allegato alla nota prot. n. 0023746 dell’11.7.2013, a firma del Dirigente dr. Antonio Martini, ricevuta il 25.7.2013;
– della citata nota prot. n. 0023746 dell’11.7.2013;
– della “Relazione sullo stato finale del programma di investimento ai sensi della legge n. 662 del 28.12.1996”, con allegata Relazione Tecnica redatta da Europrogetti & Finanza s.p.a. in liquidazione e trasmessa al Ministero ed al Responsabile Unico del Contratto d’area con nota del 30.11.2012; – di ogni altro atto presupposto, consequenziale e/o connesso.

Relatore il dott. Francesco Cocomile nell’udienza pubblica del giorno 8 ottobre 2014.

FATTO e DIRITTO. La ricorrente CDM Alimentazione s.r.l. risultava beneficiaria del finanziamento pubblico in conto capitale per €. 807.000,00, a valere sui fondi nazionali stanziati per l’area di crisi di Manfredonia, a fronte di un investimento complessivo (comprensivo delle risorse private) di €. 1.614.000,00, per la realizzazione di una nuova struttura produttiva finalizzata alla preparazione di cibi precotti refrigerati (primi e secondi). Più precisamente, in data 27.7.2006, all’esito di un apposito bando e relativa graduatoria, l’interessata sottoscriveva il Terzo Protocollo Aggiuntivo – Secondo modulo del Contratto d’Area di Manfredonia, e cioè lo strumento della programmazione negoziata previsto dall’art. 2, commi 203 e ss. legge n. 662/1996 e successive modificazioni ed integrazioni, con il quale si è dato impulso alla reindustrializzazione dell’Area di crisi di Manfredonia, Monte Sant’Angelo e Mattinata, colpita da una crisi economica ed occupazionale.

In virtù della sottoscrizione di tale accordo pubblico-privato ed a fronte dell’erogazione delle prime due rate del contributo assegnatole (per complessivi €. 726.300,00), la CDM Alimentazione s.r.l. provvedeva nei tempi stabiliti alla realizzazione di una nuova struttura produttiva finalizzata alla preparazione di cibi precotti refrigerati, entrata in funzione il 24.1.2009.

In concreto, l’investimento aveva ad oggetto l’acquisto di un capannone di mq 1.212 ubicato in Monte Sant’Angelo (località Macchia) e l’acquisto ed allestimento di tutte le attrezzature e gli impianti della linea produttiva che erano stati previsti nel progetto approvato.

Dopo un periodo iniziale in cui venivano prodotti unicamente i cibi precotti espressamente previsti nella richiesta di finanziamento, la CDM Alimentazione s.r.l. incontrava difficoltà nel collocare tali prodotti precotti sul proprio mercato di riferimento (quello indicato nell’istanza di finanziamento, ossia le regioni dell’Italia meridionale).

A fronte di tale situazione, la società CDM affiancava alla preparazione dei cibi precotti (compresi quelli a base di carne) anche la preparazione di prodotti innovativi a base di carne fresca.

In sede di verifica finale, effettuata a distanza di circa tre anni dall’inizio della produzione, e precisamente in data 2.12.2011, il professionista incaricato dalla Europrogetti & Finanza s.p.a. (società ad intero capitale pubblico incaricata dal Ministero sia per l’istruttoria propedeutica al finanziamento, sia per la rendicontazione finale dell’investimento), accertava la presenza in loco di tutti i beni acquistati con l’aiuto del contributo pubblico, la conformità dell’immobile e degli impianti al lay-out depositato, la correttezza della documentazione contabile relativa alle spese sostenute e la piena funzionalità dei macchinari e delle attrezzature agevolate (come da verbale di sopralluogo).

Nella “Relazione tecnica” allegata alla “Relazione sullo stato finale” del 30.11.2012 il tecnico incaricato verificava e dava atto della presenza in loco di ulteriori attrezzature appositamente acquistate (come forno, fuochi, cappa, banchi da lavoro) che la società beneficiaria “non ha ritenuto di documentare tra le spese del programma”.

Pertanto, l’odierna ricorrente, a fronte del contributo pubblico ottenuto, investiva fondi propri in misura maggiore a quella inizialmente prevista (circa €. 1.200.000,00 anziché €. 807.000,00).

Ciò nonostante, all’esito del sopralluogo e della relativa “Relazione tecnica” del professionista incaricato, Europrogetti & Finanza s.p.a. redigeva la menzionata “Relazione sullo stato finale del programma di investimenti ai sensi della legge n. 662 del 28.12.1996” con esito negativo, che trasmetteva al Ministero ed al Responsabile Unico del Contratto d’area con nota del 30.11.2012.

SENTENZA INTEGRALE

Redazione Stato@riproduzioneriservata

CDM Alimentazione: fondi CdA, ok ricorso al Tar ultima modifica: 2014-11-20T18:00:29+00:00 da Redazione



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