Cronaca
Coautori dell’Opera Letteraria "L’importanza del Maestro è rendere la propria Opera da soggettiva a oggettiva"

Al Palazzetto dell’Arte il Giusto Testimone

Storia di umanità e professionalità vissuta nell'impegno quotidiano

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Foggia. La Fede: un percorso da costruire “goccia dopo goccia”, nel dialogo con se stesso e con l’altro, visto come “arricchimento” morale e spirituale, non come ostacolo. Storia come luce-guida per un futuro solido e duraturo. Generosità, operosità, umiltà e semplicità, non qualcosa di estraneo alla realtà, ma “immerso” nella Società Civile.

La lettura: momento di riflessione, attenzione, concentrazione, solitudine. Voglia, anche se per poche ore, di estraniarsi dalla caotica routine quotidiana. Emblematica è, a tal proposito, la foto di copertina realizzata in Contrada Salecchia, al confine tra due comuni del Sub Appennino Dauno, Bovino e Deliceto, lì dove paesaggio e natura sembrano “incontrarsi, accarezzarsi”, con una piccola bicicletta e un tavolo da studio. Qui il Giudice Francesco Paolo Montanino, immerso nella natura, in un silenzio quasi “assordante”, si “rifugiava” per “prendere fiato”, riposarsi, o semplicemente leggere, senza il “roboante frastuono” urbano, documenti, bozze di processi, articoli di legge, sentenze.

Queste alcune delle idee svisceratesi lo scorso 19 novembre 2016, a partire dalle ore 18,30 c.a., nella Sala Rosa del Palazzetto dell’Arte di Foggia, durante presentazione del libro dal titolo: “Il Giusto Testimone: Studi e interventi in memoria di Francesco Paolo Montanino”, edito da “Rubettino Università”, scritto “a quattro mani” dal professor Lorenzo Scillitani, docente di Diritti dell’uomo e della Globalizzazione presso l’Università degli Studi del Molise e dal professor Marco Stefano Birtolo che ha conseguito un Dottorato di Ricerca presso la stessa Università, in Relazioni e Processi interculturali.

Il primo ha, tra le pubblicazioni al suo attivo, “La Filosofia del diritto di famiglia nell’ antropologia strutturale di Claude Lévi-Strauss”, pubblicato nel 2015, il secondo è autore della Monografia dal titolo “Il ritorno delle religioni. Secolarismo e democrazia alla prova del multiculturalismo”, pubblicato nel 2016, edito da “Rubettino Università”. Presente, tra gli altri, don Bruno D’ Emilio, Direttore Ufficio per l’Educazione, la Scuola e l’Università, presso l’Università degli Studi di Foggia.

Un’Opera Letteraria, esempio di vita, in forma “quasi ibrida”, ha evidenziato, introducendo l’iniziativa, il professor Lorenzo Scillitani, coautore e moderatore della serata, dedicata alla memoria del Giudice Francesco Paolo Montanino, venuto a mancare nel 2006. Un “Giusto Testimone” è proprio il caso di dire, ha sottolineato anche il coautore dell’Opera Letteraria dottor Marco Stefano Birtolo, che è riuscito a coniugare, accanto alla Fede, i valori umani, fatti di affetti e di forte appartenenza alla Famiglia, con quelli professionali. Un “mix” fatto di impegno, dedizione e spirito di abnegazione costante, “attivo e fattivo”, “calato” nella realtà culturale di appartenenza, ha rimarcato in seguito il dottor Luigi Castelli, della Corte di Appello di Napoli.

Parole chiave: la Famiglia come luogo di condivisione e non di divisione, punto-fermo nella ormai “sempre più altisonante” società Social. La Memoria Storica: non come qualcosa da “conservare nel cassetto” lasciandola lì ad ammuffire, ma come qualcosa che va rinsaldata ogni giorno. La Fede come carburante di vita, ha riecheggiato il dottor Michele Rosboch, docente presso l’Università di Torino e Direttore di Politica.eu, fatta sì di timori, paure ma soprattutto di sogni, speranze, voglia di credere e crederci tutto ciò che si fa, lontani dal sempre più “fugace mi piace” sui Social. Parole chiave del suo intervento: Spegni il virtuale e “immergiti” in una buona lettura. Scuola e Famiglia: due “binari non paralleli” ma che si compensano e integrano reciprocamente.

Un percorso di Vita, di Fede e di Impegno Sociale, hanno rincalzato, se pur in modo diverso, il dottor Bruno Del Vecchio, Presidente Associazione Desiderio Piovano per il Progresso degli Studi sulla Storia della Chiesa e il professor Salvatore Amato dell’Università di Catania. Un Cammino documentato da intense testimonianze personali, che diventa punto di partenza per una attenta, precisa, certosina e a tratti “maniacale” riflessione scientifica ad ampio raggio, per cercare, per quanto possibile e con gli strumenti disponibili, ragioni, forme e significati tra dimensione etico-spirituale e valore delle Istituzioni, visti anche qui non come “due Universi Paralleli” ma come “facce della stessa medaglia”, che si compensano l’un l’altro.

Durante il “piacevole incontro tra vecchi colleghi e amici”, come ha rimarcato a più riprese il professor Lorenzo Scillitani, alcuni interventi forti, ironici, a volte pieni di grande “carico emotivo” di esponenti del modo civile e politico che, fuori da ogni schieramento di partito e accompagnati da “sempre più sentiti” applausi del pubblico presente hanno, in modo diverso, portato la loro testimonianza diretta e indiretta nell’ aver conosciuto la grande umanità oltre che professionalità del Giudice Francesco Paolo Montanino.

Interventi accomunati tutti da un unico fil-rouge: Educazione e legalità come rispetto delle regole di convivenza civile, ma soprattutto come rispetto dell’altro. Perché, come ha rincalzato lo stesso moderatore della serata, ogni essere umano è un giusto testimone, l’importante è trovare il giusto percorso da perseguire, se pur, avvolte, irto di ostacoli.



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