Musica

“Concerto in Quintetto”; Piovani a Barletta

Di:

Piovani (st@)

Barletta – SOLD Out, al Teatro Comunale Curci di Barletta, per il nuovo appuntamento del Cartellone della 29.ma Stagione Concertistica dell’Associazione Curci, in collaborazione con la Direzione Artistica, dott. Sergio Maifredi , del Teatro Curci. Appuntamento attesissimo, domenica 27 gennaio, porta ore 18,00 e inizio ore 18,30 ,con il Premio Oscar Nicola Piovani, per la prrima volta a Barletta, con Il “Concerto in quintetto”. Quella del quintetto è la felice formula che Nicola Piovani ha scelto per presentare al pubblico sue composizioni scritte per il cinema, il teatro o la televisione, appositamente rivisitate, e con la quale ha da poco prodotto un album intitolato semplicemente “In quintetto”, frutto proprio dell’esperienza di una lunga tournée teatrale.

“Dovevamo fare un concerto a Cuneo ma non c’era la possibilità di spostare tutta la compagnia, così abbiamo fatto una serata in quintetto che ci è piaciuta molto”, spiega Piovani durante un’intervista, “Abbiamo scoperto che un organico così agile poteva darmi molte soddisfazioni, come quella di permettermi di suonare da solista visto che la formazione a cinque prevede questo. Le orchestrazioni risultano più distillate, intime, dopo degli anni con esperienze in giro in tanti paesi in italia e fuori, volevamo fotografare questo momento registrando il disco come un’istantanea del concerto in teatro. Abbiamo cercato insieme ai tecnici di ridare il suono che uno spettatore sente venendo in teatro. Nel cd ci sono quasi tutti i brani che suoniamo in repertorio, brani essenziali che sono in scaletta scelti tra quelli che si prestavano di più a formare un concerto, quasi a loro discapito, visto che sono composizioni per il cinema, per la tv o per le canzoni”.

Piovani si esibirà al pianoforte affiancato da Marina Cesari al clarinetto e al sax, Pasquale Filastò al violoncello e alla chitarra, Andrea Avena al contrabbasso e da Cristian Marini alla batteria e alle percussioni nonché alla fisarmonica. In questo piccolo gruppo di eccellenti solisti, pur spiccando il ruolo del pianoforte, emerge, rispetto ai concerti con un ampio organico orchestrale, un’attitudine di più intima riflessività, che punta molto sulla cantabilità dei singoli strumenti, ma anche sulla duttilità ritmica di un organico agile, che permette all’invenzione solistica di rivelare lati nascosti fra le pieghe di partiture destinate all’origine a un repertorio corale, collettivo.

Ampia ed emozionante la rassegna di opere dalle quali sono tratti i brani eseguiti: si va infatti da “Good Morning Babilonia” a “La stanza del figlio”, da “Caro diario” a temi composti per Fabrizio De Andrè in “Non al denaro, non all’amore né al cielo” e in “Storia di un’impiegato”, fino all’indimenticabile “La vita è bella” di Roberto Benigni e al Fellini di “La voce della luna”. In chiusura, un sorprendente omaggio alla poesia di Pier Paolo Pasolini arriva con “Poeta delle Ceneri (a Graziella)“, una ballata per pianoforte che si chiude con la confessione del poeta di voler essere un musicista.

Oltre a proporre una carrellata delle colonne sonore cinematografiche, l’autore ha scelto anche lavori destinati al mondo del teatro (La melodia sospesa), della televisione (Annozero), delle canzoni d’autore (Suite De André) mentre la parte centrale è dedicata alla mitologia greca (I Dioscuri, Il volo di Icaro, Narciso e Eco), fonte inesauribile di favole estremamente attuali che nel tempo continuano ad ispirare la creatività degli artisti.

Rispetto ai concerti di ampio organico orchestrale, il “Concerto in quintetto” è anche una riflessione più intima e flessibile, una musica che vuol mettere in risalto la cantabilità dei singoli strumenti e la duttilità ritmica di un organico agile, che permette all’invenzione solistica di rivelare lati nascosti fra le pieghe di partiture destinate all’origine a un repertorio corale, collettivo. “L’organico del nostro quintetto mescola suoni di strumenti classici e di strumenti moderni e anche popolari: il violoncello, la batteria, la chitarra elettrica, la fisarmonica oltre al pianoforte” afferma Nicola Piovani “e permette di avventurarsi in una indefinibilità linguistica, in un classico meticcio, che mi ha sempre affascinato. Navigare attraverso gli stilemi mi attrae e finché ci sarà un pubblico disposto ad ascoltare queste musiche difficili da catalogare – si chiamino contaminate, trasversali, bastarde o come si vuole – finché insomma me le faranno suonare, io lo farò con grande gioia e impegno”.

Nicola Piovani è nato il 26 maggio 1946 a Roma, dove ha sempre vissuto e lavorato. Di mestiere fa il musicista (pianista, direttore d’orchestra, compositore di musica per il cinema e il teatro, di canzoni, di musica da camera e sinfonica). Diplomato in pianoforte al conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, fra i maestri che l’hanno avviato alla composizione ha avuto il greco Manos Hadjidakis.

Risale al 1968 la sua prima musica per immagine, scritta per i cinegiornali sul movimento studentesco della facoltà di Filosofia di Roma che Piovani frequentava. L’anno successivo, compone la sua prima musica per un lungometraggio: N.P. Il segreto di Silvano Agosti. Piovani scriverà musica per più di centocinquanta film collaborando fra gli altri con Fellini, Bellocchio, Monicelli, i Taviani, Moretti, Tornatore, Benigni. Fuori d’Italia ha lavorato con i registi Ben Von Verbong, Pál Gábor, Dusan Makavejev, Bigas Luna, Jos Stelling, John Irvin, Sergej Bodrov, Éric-Emmanuel Schmitt, Philippe Lioret, Danièle Thompson, Xavier Durringer.

Nel 1999, con la musica di La vita è bella Piovani vince il premio Oscar. Tra gli altri premi che ha ricevuto si segnalano tre David di Donatello, quattro premi Colonna Sonora, tre Nastri d’argento, due Ciak d’oro.

Ha ottenuto due nomination ai César, e al festival Musique et Cinéma di Auxerre ha guadagnato il premio del pubblico e la menzione speciale della giuria. Negli anni Settanta ha musicato con Fabrizio De André gli album Non al denaro, non all’amore né al cielo e Storia di un impiegato. Molte le musiche di scena composte da Piovani (tra i registi con cui ha collaborato, si ricordano Carlo Cecchi, Luca De Filippo, Maurizio Scaparro, Vittorio Gassman).

Con Luigi Magni e Pietro Garinei, realizza per il Teatro Sistina la commedia musicale I sette re di Roma. Piovani ha scritto diverse opere da concerto: La cantata del Fiore (1988), La cantata del Buffo (1990), Il signor Novecento (1992), Canti di scena (1993), Romanzo musicale (1998), lo stabat mater La Pietà (1999), La cantata dei cent’anni (2006), tutte su testi di Vincenzo Cerami. E ancora L’isola della luce (2005) su brani dall’Ecclesiaste e testi di Omero, Sicilo, Byron, Einstein, Cerami, Seferis, Mesomede da Creta. Nel 2002, per il Théâtre National de Chaillot, Piovani ha messo in musica Concha Bonita, création musicale, su libretto di René de Ceccatty e Alfredo Arias.

Nel 2007 compone una suite orchestrale ispirata al numero sette, intitolata Epta. Nel 2008 è stato nominato Chevalier dans l’ordre des Arts et des Lettres dal ministro francese della Cultura. Nel 2009, su testo di Eduardo De Filippo, ha composto la cantata sinfonica Padre Cicogna, rappresentata al teatro San Ferdinando di Napoli con Luca De Filippo (voce recitante) e l’orchestra del San Carlo diretta dallo stesso Piovani. Il 27 Agosto 2011 è andata in scena, dal Festival di Ravello, la prima nazionale dell’opera Viaggi di Ulisse.


Redazione Stato@riproduzioneriservata



Vota questo articolo:
0

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi