CapitanataSan Severo
Un iter legislativo rientrato in ballo, dopo le dichiarazioni del Presidente del Senato, Pietro Grasso, riportate da Il Sole 24 Ore, che aprono allo stop per gli emendamenti ‘canguro’

A San Severo, ancora polemiche tra sostenitori e oppositori del ddl Cirinnà

Ampia l’adesione della società civile ai cortei pacifici promossi dalle associazioni lgbt (Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno, Mit), che hanno sfilato a gennaio per le principali piazze d’Italia

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San Severo. A San Severo si riapre la polemica tra sostenitori e oppositori del ddl Cirinnà sulle unioni civili, inasprita dal presunto doppiopesismo dimostrato da alcuni media locali, che avrebbero dato scarso risalto alla manifestazione avvenuta davanti Palazzo Celestini, il 23 gennaio scorso. #SVEGLIATITALIA l’hashtag impazzato in rete per rilanciare con forza il messaggio sul riconoscimento dei diritti civili per le coppie gay, all’indomani della discussione in Senato del disegno di legge Cirinnà. Ddl che ha registrato una pericolosa battuta d’arresto mercoledì scorso, quando il pd si è reso conto che mancavano i voti sul “super-canguro” del dem Andrea Marcucci. Un iter legislativo rientrato in ballo, dopo le dichiarazioni del Presidente del Senato, Pietro Grasso, riportate da Il Sole 24 Ore, che aprono allo stop per gli emendamenti ‘canguro’.

Ampia l’adesione della società civile ai cortei pacifici promossi dalle associazioni lgbt (Arcigay, ArciLesbica, Agedo, Famiglie Arcobaleno, Mit), che hanno sfilato a gennaio per le principali piazze d’Italia. Consistente la partecipazione registrata nel capoluogo dauno. Un autentico flop, invece, quella organizzata a San Severo, stando alle accuse lanciate il giorno dopo da alcuni attivisti attraverso i social. «La mia parte, come sempre, l’ho fatta», commentava Felice Carrabba sulla sua pagina face book. «Una bellissima serata ieri – prosegue il già segretario del circolo Sel di San Severo – pochi ma buoni», chiosa. Certo – sottolinea – mancavano in molti, tipo una buona parte dell’amministrazione che si definisce di ‘sinistra’: erano in 4 ieri. Mancavano i ‘dirigenti’ del PD: forse troppo impegnati a fare fantapolitica sui social, o forse se ne sono solo fregati perché non c’era un palcoscenico o un tesseramento da fare. Mancava la Stampa: perché chi manifesta a San Severo per i diritti civili non fa notizia, dovevamo invitare qualche boss per attirare l’attenzione. E mancavano – conclude Carrabba – tantissimi miei concittadini GAY/LESBICHE/INDECISI: buoni solo a lamentarsi per la vita disagiata che offre la città/nazione, ma quando c’è da metterci la faccia tutti froci col culo degli altri, troppo impegnati a cercare una borsetta da abbinare, una maglia da provare, un paio di scarpe da lustrare!!!»

Polemica che non accenna a diminuire, soprattutto, quando sulle pagine de ‘La Gazzetta di San Severo’ viene pubblicato un comunicato a firma di un gruppo che si fa chiamare ‘Sentinelle in piedi’, annunciando una manifestazione di piazza prevista per il 21 febbraio in difesa dei valori della famiglia. Immediata l’invettiva lanciata contro il giornale da Carrabba e da Veronica Suzanne, referente per l’associazione Makondo. La promotrice dell’iniziativa #Svegliatitalia sanseverese, lamenta di aver inviato una nota stampa tramite il canale di messaggistica face book de ‘La Gazzetta’, da questi – pare – volutamente ignorata e mai pubblicata per ragioni politiche. Al contrario, il giornale nega di aver mai ricevuto in copia il comunicato. «Ora è chiaro, chiarissimo, da che parte sta ‘la Gazzetta di San Severo’…dalla parte SBAGLIATA!», tuona Felice Carrabba. «Il 23 Gennaio – ricorda – si è tenuta a San Severo una manifestazione pro DDL Cirinnà a favore delle unioni civili. Una manifestazione che faceva parte di un circuito nazionale che ha visto numerosissime piazze italiane strapiene di gente. In quell’occasione», evidenzia Carrabba, «denunciai l’assenza totale dei media territoriali perchè giustamente, non fa notizia l’evoluzione, non fa notizia la civiltà, non fa notizia il riconoscimento dei ‘Diritti Umani Essenziali’! Ed oggi cosa mi trovo a leggere sulla Gazzetta di San Severo?», si chiede l’attivista riferendosi al comunicato propalato dal gruppo ‘Sentinelle in piedi’. «Posso dire solo GRAZIE – conclude – grazie per la volontà di perpetuare il pensiero medioevale di una società che non vuole e non si evolve!»

(A cura di Ines Macchiarola – inesmacchiarola1977@gmail.com)

Rif: http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-02-19/unioni-civili-grasso-apre-stop–emendamenti-canguro-boschi-pd-non-autosufficiente-serve-intesa-173536.shtml?uuid=AC2hyEYC&refresh_ce=1
http://www.huffingtonpost.it/2016/02/20/unioni-civili-grasso-renzi_n_9281944.html
http://www.lagazzettadisansevero.it/vegliamo-nella-vita-piedi-nelle-citta-21-febbraio-piazza-la-famiglia/

A San Severo, ancora polemiche tra sostenitori e oppositori del ddl Cirinnà ultima modifica: 2016-02-21T22:09:37+00:00 da Ines Macchiarola



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Commenti


  • Redazione

    È una vergogna. Siamo gli ultimi e resteremo gli ultimi nei diritti civili, con lo stralcio della step child adoption dalle norme sulle unioni all’esame del Senato. Il rottamatore Renzi ha rottamato anche il tentativo di dare all’Italia civile una legge all’altezza della sua storia, della sua cultura e soprattutto delle attese e delle speranze dei cittadini. Di questo dobbiamo essere grati al tatticismo di Grillo e dei 5 Stelle, che si sono ricordati solo a fine corsa dalla possibile esistenza di casi di coscienza.
    Non disperiamo che nelle ultime battute il Senato, nel quale il PD non ha i voti su per approvare da solo la legge Cirinnà, possa trovare al suo interno casi di coscienza di segno opposto, che con un sussulto di dignità riescano a dare all’Italia una legge che tutti gli altri Paesi hanno adottato senza sconvolgimenti.
    È una vergogna. Sono ‘schifato’. C’è da chiedersi se i protagonisti di questo duro braccio di ferro, ai limiti delle peggiori sceneggiate napoletane, avranno la sensibilità di ricordare, all’ultimo momento, che stiamo parlando dei diritti di uomini, di donne e in particolare di bambini, comunque e dovunque nati.

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