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L'idea arriva durante un viaggio in Asia

Manfredonia, farina per l’alimentazione animale, Vittorio Bava: ecco Diptera

"Oggi più di un terzo del pescato è usato per produrre farine alimentari e non si può pensare di aumentare la produzione"

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Chi lo ha detto che i migliori fuggono all’estero? Chi resta ha più coraggio! Vittorio Bava, laurea in economia, un’esperienza importante in Google e nel mondo del marketing digitale ed una grande passione per il mondo della biologia. “Anche quando lavoravo in Irlanda per Google, nel tempo libero leggevo molte cose sull’argomento” racconta Bava.

Biologia, quindi, ma anche automazione, alimentazione animale, ecosistemi, economie alternative ed insetti, questi gli ingredienti che hanno permesso al giovane italiano di fondare Diptera, la start up che, unica in Italia, produce farina per l’alimentazione animale a partire dagli insetti.

L’idea arriva durante un viaggio in Asia: “Nel 2013, chiusa l’esperienza con Google e quella di una prima start up che avevo co-fondata, ho deciso di andare da Tokyo a Melbourne minimizzando l’uso degli aerei, per vedere quello spicchio del Pianeta. Ho quindi avuto modo e tempo di scoprire la cultura asiatica e sono rimasto colpito dall’uso che quelle popolazioni fanno degli insetti a scopo alimentare.” Dunque Bava inizia ad approfondire le potenzialità di questa fonte alimentare: “L’idea non è nuova ma fuori dall’Asia, al di là del mercato di nicchia delle palestre (integratori nutrienti e costosi) o dei piatti stravaganti, è davvero difficile pensare di convincere le persone a mangiare insetti. Però poi, studiando meglio il mercato potenziale, mi sono accorto che le opportunità migliori erano nell’alimentazione animale, dove c’è una vera e propria crisi delle proteine”. Infatti molte specie di animali da allevamento vengono nutrite con farine di pesce ed il progressivo spopolamento dei mari da una parte e dall’altra l’aumento delle persone che nel modo uscendo dalla condizione di povertà introducono nell’alimentazione la carne, impone al mondo dell’agricoltura e dell’allevamento la necessità di trovare una soluzione alternativa.

Ecco che Diptera, l’azienda fondata dal giovane italiano che non ha scelto opportunisticamente di approdare all’estero in strutture già belle e pronte a sfruttare le sue competenze, è capace di soddisfare le necessità vitali del mondo dell’allevamento, guardando alla sostenibilità economica ed ambientale delle attività produttive. Infatti gli insetti, una volta essiccati, vengono trasformati in farine che possono sostituire la farina di pesce attualmente usata negli allevamenti perché più ricca di proteine, grassi e sali minerali.

Oggi più di un terzo del pescato è usato per produrre farine alimentari e non si può pensare di aumentare la produzione. Come sfamare quindi almeno cinque miliardi di persone che escono dalla povertà? Anche la via vegetale non può essere percorsa: oggi già il 70% dei terreni coltivabili è usato per foraggi ed il margine è quindi esiguo. La risposta potrebbe essere allevare insetti in maniera sicura, efficiente, automatizzata.” Continua il giovane imprenditore: “Mentre valutavo proposte nel campo del marketing digitale, un amico a cui avevo parlato della mia idea mi segnala la Global Social Venture Competition, un concorso internazionale indetto da HAAS School of Business di Berkeley, e organizzato in Italia dall’Alta scuola impresa e società dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. L’obiettivo è favorire imprese a forte rilevanza sociale o ambientale. Decido di scrivere un business plan e di partecipare. A febbraio del 2014 Diptera vince il premio per la “best green and circular economy idea”.

A questo punto Vittorio Bava, giovane italiano e ricco di talento, decide che è l’ora di ritornare definitivamente in Italia, e sceglie di far risiedere la sua azienda in Puglia, e precisamente a Manfredonia, con un impianto pilota.

“Il nostro è il primo stabilimento di questo tipo in Italia: per realizzarlo ci siamo attenuti alle normative europee ed abbiamo preso spunto dai nostri concorrenti internazionali. Il dialogo con le autorità è costante, proprio perché si tratta di un campo nuovo, dove anche le norme non sono del tutto chiare. Il nostro processo è innovativo e diverso da quello di altre aziende che operano in questo settore perché è per la maggior parte automatizzato: in questo modo si abbattono i costi di produzione ma soprattutto si ha maggiore flessibilità ed efficienza. In futuro per esempio, potremmo pensare di ottenere farine diverse a seconda delle caratteristiche degli scarti alimentari con cui nutriamo le larve, venendo incontro in maniera personalizzata alle esigenze dei produttori di mangimi.”

Un esempio di attività giovane, dinamica, piccola ed utile, che segue i principi dell’economia circolare e offre un’alternativa sostenibile al mondo dell’agricoltura, del mare, dell’alimentazione e dell’allevamento, cercando di cambiare in meglio il nostro tessuto economico produttivo e non fuggendo all’estero, per un limitante “pappa pronta”, che sia essa inglese, irlandese, svizzera o tedesca.

(A cura di Francesco Saba – francescosaba1989@gmail.com)

Redazione Stato Quotidiano.it

Manfredonia, farina per l’alimentazione animale, Vittorio Bava: ecco Diptera ultima modifica: 2016-02-21T16:30:00+00:00 da Redazione



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