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Si protesta di nuovo a Rignano Garganico per la denominazione ed ubicazione del noto ghetto degli immigrati, attribuite erroneamente al propria competenza e territorio giurisdizionale

Sindaco diffida: “Non chiamatelo ‘Ghetto di Rignano”

A reagire con una certa fermezza ci ha pensato l’Amministrazione Comunale, essendo rimasto finora inevaso ogni tentativo di rettifica

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Rignano Garganico. Si protesta di nuovo a Rignano Garganico per la denominazione ed ubicazione del noto ghetto degli immigrati, attribuite erroneamente al propria competenza e territorio giurisdizionale. A reagire con una certa fermezza ci ha pensato l’Amministrazione Comunale, essendo rimasto finora inevaso ogni tentativo di rettifica. Lo ha fatto tramite un articolato ordine del giorno, a firma del primo cittadino, Vito Di Carlo. Lo stesso è indirizzato: agli Organi di stampa , emittenti TV e testate online; ai Partiti Politici, Associazioni sindacali ed umanitarie; all’Ordine dei giornalisti Nazionale e della Puglia; al Presidente della Regione Puglia e , per suo tramite , ai Consiglieri Regionali della Puglia. Ecco di seguito il testo: “Premesso che a seguito del recente incendio scoppiato nel “ghetto” degli immigrati in località Torretta Antonacci il nome di questo Comune viene tirato in ballo impropriamente sia dai mass-media sia da esponenti di partiti, pubbliche amministrazioni ed associazioni; considerato che tutto questo, oltre a deformare la notizia e a mettere in crisi la deontologia professionale degli addetti ai lavori offende il sentimento di appartenenza di ciascun cittadino di questo centro abitato, residente o nativo che sia, come si evince dalle innumerevoli proteste apparse sia su facebook o pervenute via telefono; precisato che il ghetto in parola trovasi ubicato nella succitata Torretta Antonacci in territorio di San Severo ed a un tiro di schioppo da Foggia al quale è collegato in modo celere dalla SP “Sprecacenere” e che la stessa località dista dai confini del territorio comunale due chilometri circa e dal paese circa 25 chilometri, di cui 11 su strada montana; tenuto conto dell’ordine del giorno approvato con voto unanime mesi or sono dal Consiglio Comunale. Tanto premesso e considerato, si invitano i soggetti e le istituzioni in indirizzo a voler rettificare con ogni mezzo a loro disposizione, compresi quelli previsti dalla vigente legge sulla stampa, dai regolamenti e dalla deontologia professionale. ogni improprio riferimento a questo Ente. Si diffida, poi, chiunque lo fa con artificiose menzogne nel tentativo di minimizzare le proprie responsabilità d’intervento, scaricando sugli altri le proprie colpe ed omissioni. Infine, nello scritto si fa appello al Governatore della Puglia, Michele Emiliano, a mettere in atto in tempi celeri la soluzione definitiva della questione ghetto, liberando così una volta per sempre la comunità interessata dalla macroscopica onta di “paese razzista e sfruttatore” che, a torto, da oltre quindici anni gli è stata cucita addosso”.
(A cura di Antonio Del Vecchio, Rignano Garganico – 21.02.ò2016)

Sindaco diffida: “Non chiamatelo ‘Ghetto di Rignano” ultima modifica: 2016-02-21T20:00:11+00:00 da Redazione



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Commenti


  • e dopo 15 anni vi ricordate?

    La città si ricorda dopo 15 anni? C’è da chiedersi il perchè. forse perchè qualcosa bisogna ora darla?

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