CulturaFoggia
Il vincitore dell’ultima edizione del prestigioso Premio Campiello

Piccole, grandi migrazioni italiane

L’autore pluripremiato presenta il suo libro edito da Sellerio, L’ultimo arrivato

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Foggia. Ninetto ha nove anni quando parte. È un “picciriddo” siciliano e se ne va con un conoscente, come accadeva in Italia fino ai primi anni ’60. È lui a raccontare, prima bambino emigrante, poi ragazzo in fabbrica e infine uomo, a Milano, nuovamente libero dopo un episodio infelice che si prende dieci anni della sua vita. Le piccole, grandi migrazioni interne all’Italia: il campo prediletto da Marco Balzano, giovane scrittore e insegnante nonché figlio di emigranti pugliesi (di Trinitapoli, per l’esattezza), considerato da critica e pubblico una delle voci più belle della recente letteratura italiana. Martedì 22 marzo, alle ore 19, l’autore presenta nello spazio live della libreria Ubik di Foggia il suo romanzo, L’ultimo arrivato (Sellerio, 2015), libro vincitore dell’edizione 2015 del prestigioso Premio Campiello, oltre che dell’altrettanto importante Premio Volponi 2015. A conversare con Marco Balzano, il direttore artistico della libreria, Michele Trecca.

L’ultimo arrivato (Sellerio, 2015; 212 pagine). Negli anni Cinquanta a spostarsi dal Meridione al Nord in cerca di lavoro non erano solo uomini e donne pronti all’esperienza e alla vita, ma anche bambini a volte più piccoli di dieci anni che mai si erano allontanati da casa. Il fenomeno dell’emigrazione infantile coinvolge migliaia di ragazzini che dicevano addio ai genitori, ai fratelli, e si trasferivano spesso per sempre nelle lontane metropoli. Questo romanzo è la storia di uno di loro, di un piccolo emigrante, Ninetto detto pelleossa, che abbandona la Sicilia e si reca a Milano. Come racconta lui stesso, «non è che un picciriddu piglia e parte in quattro e quattr’otto. Prima mi hanno fatto venire a schifo tutte cose, ho collezionato litigate, digiuni, giornate di nervi impizzati, e solo dopo me ne sono andato via. Era la fine del ’59, avevo nove anni e uno a quell’età preferirebbe sempre il suo paese, anche se è un cesso di paese e niente affatto quello dei balocchi». Ninetto parte e fugge, lascia dietro di sé una madre ridotta al silenzio e un padre che preferisce saperlo lontano ma con almeno un cenno di futuro. Quando arriva a destinazione, davanti agli occhi di un bambino che non capisce più se è «picciriddu» o adulto si spalanca il nuovo mondo, la scoperta della vita e di sé. Ad aiutarlo c’è poco o nulla, forse solo la memoria di lezioni scolastiche di qualche anno di Elementari. Ninetto si getta in quella città sconosciuta con foga, cammina senza fermarsi, cerca, chiede, ottiene un lavoro. E tutto gli accade come per la prima volta, il viaggio in treno o la corsa sul tram, l’avventurarsi per quartieri e periferie, scoprire la bellezza delle donne, incontrare nuovi amici, esporsi all’inganno di chi si credeva un compagno di strada, scivolare fatalmente in un gesto violento dalle conseguenze amare. In quel teatro sorprendente e crudele, col cuore stretto dalla timidezza, dal timore, dall’emozione dell’ignoto, trova la voce per raccontare una storia al tempo stesso classica e nuova. E questa voce, con la sua immaginazione e la sua personalità, la sua cadenza sbilenca e fantasiosa, diventa quella di un personaggio letterario capace di svelare una realtà caduta nell’oblio, e di renderla di nuovo vera e vitale.

Marco Balzano è nato a Milano nel 1978, dove vive e lavora come insegnante di liceo. Ha esordito nel 2007 con la raccolta di poesie Particolari in controsenso (Lieto Colle, Premio Gozzano). Nel 2008 è uscito il saggio I confini del sole. Leopardi e il Nuovo Mondo (Marsilio, Premio Centro Nazionale di Studi Leopardiani). Il suo primo romanzo è Il figlio del figlio (Avagliano 2010, finalista Premio Dessì 2010, menzione speciale della giuria Premio Brancati-Zafferana 2011, Premio Corrado Alvaro Opera prima 2012), tradotto in Germania presso l’editore Kunstmann. Con Sellerio ha pubblicato Pronti a tutte le partenze (2013) e L’ultimo arrivato (2014), Premio Campiello 2015 e Premio Volponi 2015.



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