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Libera ha scelto Messina per la manifestazione nazionale per la XXI Giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime innocenti della mafia

Vittime della Mafia, don Ciotti: “Servono ponti che allargano coscienze e traghettano speranze””

Sulla questione dei beni confiscati, don Ciotti ha ricordato che “nel 1996 abbiamo raccolto un milione di firme per chiedere la confisca e l'uso sociale di questi beni"

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Roma. Libera ha scelto Messina per la manifestazione nazionale per la XXI Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti della mafia. L’iniziativa è un segnale di “stima e riconoscenza per quelli che qui si sono impegnati e un sostegno per quanti fanno cose belle e positive”, dice don Luigi Ciotti, presidente dell’associazione. “Abbiamo voluto chiamare questo momento ‘ponti di memoria e luoghi di impegno’ perché per la prima volta a Messina e in altri 20 mila luoghi in contemporanea in Italia il popolo di Libera è sceso in piazza. Il nostro paese ha bisogno di ponti che allargano le coscienze e traghettano le speranze”. Rispondendo a una domanda sui fondi dello Stato per i familiari delle vittime di mafia, tema al centro di polemiche in questi giorni, Ciotti ha detto che “i fondi ci sono, ma bisogna accorciare i tempi e non penalizzare i bisogni e le necessità concrete di chi è vittima di mafia”.

Sulla questione dei beni confiscati, don Ciotti ha ricordato che “nel 1996 abbiamo raccolto un milione di firme per chiedere la confisca e l’uso sociale di questi beni. Dei passi avanti si sono fatti. Il problema ancora una volta è l’accelerazione e le priorità che il parlamento deve dare per permettere più chiarezza, più velocità e più trasparenza. C’è una grande riforma da fare in Italia quella della nostra coscienza”. “Il fine di Libera non è Libera ma l’impegno per il bene comune. 1600 associazioni si sono messe insieme per il bene dell’Italia, siamo qui per testimoniare questo impegno”, ha concluso don Ciotti a chi gli chiedeva un suo parere su quell’antimafia di facciata più svolte svelata da indagini giudiziarie.

(ANSA) – FOGGIA, 21 MAR – Costruttori, funzionari pubblici, passanti che si trovavano per caso nei luoghi delle guerre dei clan: sono le vittime della mafia a Foggia, “un elenco purtroppo molto lungo”. Lo hanno ricordato gli organizzatori della manifestazione voluta a Foggia,luogo simbolo in rappresentanza di tutta la Puglia,e in altre numerose piazze italiane dall’associazione Libera per celebrare la 21° giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. Alla manifestazione di Foggia hanno partecipato più di 5.000 persone, tra studenti, politici e rappresentanti delle istituzioni.A leggere il lungo elenco dei morti si sono alternati parenti delle vittime, volontari e autorità, dal sindaco Franco Landella,al questore Piernicola Silvis al presidente della Provincia, Francesco Miglio. “A Foggia – ha detto il referente di Libera,Sasy Spinelli – si sono verificati negli ultimi mesi preoccupanti episodi criminali: la presenza mafiosa è violenta e ben radicata nel territorio. Ma insieme possiamo farcela”.

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Redazione Stato Quotidiano.it



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  • Redazione

    QUI IL COMUNICATO E LE FOTO DELLA MANIFESTAZIONE ORGANIZZATA CON LIBERA CONTRO LE MAFIE A FOGGIA

    Si è appena concluso il corteo regionale per la XXI Giornata della Memoria e dell’Impegno organizzata da Libera contro tutte le mafie e in ricordo delle vittime innocenti. Oggi, 5000 studenti e studentesse da tutta la Puglia hanno riempito le strade e le piazze foggiane con cori, musica, colori e striscioni a suon di “Noi la mafia non la vogliamo”.
    Le cronache di Foggia degli ultimi mesi raccontano di tanta disgregazione, solitudine e violenza che la cittadinanza tutta subisce ogni giorno. Esplodono le bombe in pieno centro, sparatorie, racket. ” Purtroppo la mafia è ancora ben radicata su tutto il territorio pugliese.” dichiara Nunzio Nardulli, Coordinatore della Rete della Conoscenza Puglia “Tuttavia, la lotta alla mafia da parte delle Istituzioni non sempre si articola sul campo culturale, nè sulla comprensione e sulla risoluzione dei disagi che spingono tantissimi ragazzi ad entrare nelle file delle organizzazioni criminali. La militarizzazione delle piazze, non è di certo una misura efficace. ”

    “Oggi abbiamo manifestato anche affinché la povertà sia presa seriamente in considerazione e per far sì che si scelga di invertire la rotta di una crisi sociale sempre più drammatica, in cui le mafie crescono con sempre più forza. Fino a quando ci sarà ingiustizia sociale, non ci sarà nè democrazia nè sconfitta delle mafie nel nostro Paese.” Conclude Nicolò Ceci, Coordinatore dell’Unione degli studenti Puglia. In Puglia il rischio di povertà assoluta è a quota 27 per cento e il tasso di dispersione scolastica al 17,6%, sintomatico di una trasmissione delle diseguaglianze tra generazioni che non trova risposte strutturali e materiali nelle politiche proposte sia sul piano locale che nazionale. Da anni portiamo avanti con Libera la proposta per un Reddito di Cittadinanza, un strumento di welfare diretto che permetterebbe a migliaia di persone di uscire dalla loro condizione di povertà e di avere la possibilità di emanciparsi, slegandosi dal ricatto sociale a cui sono sottomesse.


    Rete della Conoscenza Puglia- Sara Acquaviva- Resp. Antimafia

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