Foggia
Inaugurato nel 2003, si prepara ad una nuova vita

Parco San Felice gestito dalle associazioni dopo anni. Chi lo sorveglierà? (II)

Dopo 13 anni, due incendi, vandalismi, dissidi anche all’interno delle stesse associazioni che non sempre hanno trovato l’accordo, Parco San Felice si avvia alla riscoperta della sua identità

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Foggia. Inaugurato nel 2003, Parco San Felice si prepara ad una nuova vita. Sono cominciati i lavori di ristrutturazione dell’area, oltre 4 ettari di verde sottoposti in questi lunghi anni al vandalismo e alla devastazione. Un video del 2010, riproposto su facebook dal giornalista Nico Baratta, dà un’idea di quanto degrado negli anni sia passato da quell’area. E non demorde Baratta, ha già filmato l’inizio dei lavori: “Starò con il fiato sul collo, seguirò lo svolgimento del cantiere, sono soldi pubblici. Bene che le associazioni la gestiscano con una trasversale unione di intenti, ma non si tratta solo di ristrutturare, bisogna mantenerli quei luoghi. Credo che la videosorveglianza non basti, serve un presidio fisico di guardanìa, almeno due persone della polizia municipale, o la polizia a cavallo di Parco Incoronata: che sta a fare lì, i giretti nel verde?”.

I finanziamenti e la recinzione. La sicurezza degli ettari verdi resta fra le priorità anche se oggi, alla luce del bando ministeriale vinto nel 2014 cui solo il terzo settore poteva partecipare, l’eterna questione di chi dovesse gestirli e la ritrosia del Comune a compiere il passo ha spostato l’attenzione sulla ripartenza dei lavori, che sono cominciati. Il primo finanziatore del progetto è il governo con 200mila euro, il secondo la fondazione Banca del Monte con 25 mila euro. La suddivisione dei fondi sarà così ripartita: 120 mila euro per il recupero, 100mila euro per le attività da svolgere, e 25 mila euro per la recinzione. Certo si dovrà pensare a come andare oltre i due anni di finanziamento. Dopo questo periodo infatti, il progetto, composto di parte tecnica- e una culturale – con un programma già fissato di eventi, laboratori, spettacoli sportelli informativi per giovani – dovrà camminare con le proprie gambe cercando altre risorse ed, eventualmente, pensare anche a delle attività che abbiano un ritorno economico. Ora si saluta con ottimismo il cantiere avviato, naturalmente.

La convenzione per 5 anni . La convenzione fra le associazioni Ats (associazione temporanea di scopo che include L’Aquilone, Apulia Felix e Monti Dauni Multiservice) e il Comune, stipulata a novembre scorso per 5 anni di comodato d’uso ,“dà un taglio diverso -dice Peppino D’Urso, componente dell’associazione Aquilone e da sempre vicino sia ai problemi del parco sia alla macchina amministrativa di cui consoce gli ingranaggi- fa ben sperare. La recinzione non sarà una barriera ma una cosa garbata, mitigata anche dalla vegetazione per consentire una fruizione ordinata del bene. Stiamo parlando con il Comune del servizio di guardania e continueremo a farlo durante il periodo in cui proseguiranno i lavori. La scommessa era restituire ai cittadini un bene, partirà una campagna di sensibilizzazione e coinvolgimento dei cittadini stessi e di altre associazioni, sono razionalmente ottimista”.

Morese: “Il Comune non ha responsabilità”. La passata giunta di Gianni Mongelli ha colto l’occasione al volo mettendo a disposizione il bene da recuperare previsto dal bando. Sicché oggi si prosegue su una scelta ereditata e in cui l’amministrazione fa la sua parte perché, come fissato nella convenzione, alcuni giorni di gestione saranno affidati al comune. “Quando una struttura è viva e partecipata va bene- spiega Giuseppe Mainiero, consigliere di Fratelli d’Italia- è il caso degli orti urbani al Cep. Il comune non c’entra nulla e come ente non poteva partecipare, poi la spesa non sarà la videosorveglianza piuttosto bisognerà controllare abusivismo della bancarelle in zona”. A dicembre il parco è stato illuminato, particolare che fa dire all’assessore all’ambiente Francesco Morese: “In questo siamo arrivati prima del privato ma nel momento in cui lo do in gestione anche per l’eventuale guardania la responsabilità non è nostra. Se affitto un appartamento questo è il criterio. Di polizia a cavallo trasferita da parco San Felice che sta a 15 Km da Foggia non se ne parla. In ogni caso siamo disponibili, c’è sinergia fra noi e le associazioni”.

Dopo 13 anni, due incendi, vandalismi, dissidi anche all’interno delle stesse associazioni che non sempre hanno trovato l’accordo, Parco San Felice si avvia alla riscoperta della sua identità. Alla fine di luglio è prevista la consegna.

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(A cura di Paola Lucino – paola.lucino@virgilio.it)



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