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Cagnano Varano, abusivismo edilizio costiero e reati ambientali

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Cagnano Varano – NELL’AMBITO di apposite operazioni di polizia giudiziaria finalizzate alla prevenzione e alla repressione dei reati ambientali, il Comando Stazione Forestale di Cagnano Varano alle dipendenze del Coordinamento Territoriale di Mone Sant’Angelo, ha deferito a piede libero all’Autorità Giudiziaria due persone in violazione ai reati di natura urbanistica ambientale e contro il patrimonio.

Nella località “valle sant’angelo – puzzone”, in agro del Comune di Cagnano Varano, dopo i dovuti controlli cartografici e documentali eseguiti anche con l’ausilio di GPS in uso e sistema operativo SIM, venivano deferite all’autorità giudiziaria due persone originarie di Cagnano Varano per aver occupato il demanio marittimo per complessivi metri quadrati 1000, deponendo in maniera del tutto arbitraria, incontrollata e in assenza delle propedeutiche autorizzazioni urbanistico/ambientali, terre e rocce provenienti da attività di scavo sversandole all’interno dello specchio acqueo del Lago di Varano.

Diverse sono le ipotesi di reato ascritte ai responsabili di tale scempio quali occupazione di demanio marittimo, deviazione di acque e modificazione dello stato dei luoghi, opere eseguite in assenza di nulla osta paesaggistico e della propedeutica valutazione di incidenza ambientale in quanto l’intera area è classificata come sito di importanza comunitaria e zona di protezione speciale, distruzione o deturpamento di bellezze naturali e deterioramento di siti particolarmente protetti nonché per il reato di gestione illecita di rifiuti speciali non pericolosi.

Sull’aspetto urbanistico, gravi responsabilità sono state assunte dal proprietario e committente dei lavori per quanto concerne le opere realizzate, che venivano eseguite in assenza di un permesso di costruire e di un progetto esecutivo da redigere da parte di un tecnico abilitato.

I forestali procedevano quindi al sequestro penale preventivo di tutte le opere realizzate nonché della fascia costiera di circa mille metri quadrati ricadente nel demanio marittimo e della relativa fascia di competenza di metri trenta che da accertamenti esperti è risultata di proprietà del demanio pubblico dello stato. Quanto in sequestro veniva messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Sono ancora in corso indagini per individuare ulteriori responsabili. Per segnalazioni in danno all’ambiente comporre il numero verde 1515.

Redazione Stato@riproduzioneriservata



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