Manfredonia
Presentato il 17 giugno alla sezione fallimentare Trib. Foggia

Mucafer, ricorso per concordato ‘senza continuità aziendale’

Di:

Manfredonia – RICORSO della Cooperativa Mucafer alla Sezione Fallimentare del Tribunale di Foggia “per l’ammissione alla procedura di concordato preventivo ‘senza continuità aziendale’ a scioglimento della riserva ex art. 161 6° c. L.F. formulata con ricorso depositato in data 5 dicembre 2013”. E’ quanto comunica la società in una nota del 17 giugno 2014.

Temporalmente, il dato emerge in seguito all’assemblea tra le sigle sindacali (Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil di Foggia) ed i lavoratori, annunciata in un precedente testo del 21 maggio

Si ricorda che nel frattempo era stata costituita una Cooperativa ex novo, la Arca, con “passaggio di circa 45 unità rispetto alle 135 della Mucafer (di cui 2 dirigenti e 3 apprendisti e 109 soci)”. Non si farebbe riferimento ad alcuna continuità aziendale e dunque ad alcun assunzione di onere della nuova cooperativa rispetto ai debiti e crediti vantanti dalla Mucafer, alla quale il Tribunale di Foggia aveva concesso una proroga di ulteriori 60 giorni per la presentazione del piano Concordatario.

Come ricordato, il 5 dicembre 2013 la Mucafer aveva depositato presso il Tribunale un ricorso per l’ammissione alla procedura di concordato preventivo, ex artt. 160 e 161, sesto comma, l.f., con riserva di presentare “(…) la proposta, il piano e la documentazione di cui ai commi secondo e terzo (..)” dell’art. 161 l.f.; la proposta di concordato ed il relativo piano di soluzione della crisi si sono caratterizzati, tra l’altro – come evidenzia il Tribunale di Foggia – “per la volontà del debitore di dare soddisfazione alle ragioni dei creditori mediante continuità dell’attività dell’impresa, nonché liquidazione dei beni non funzionali all’esercizio dell’impresa”.

DEBITORIA EMERSA PARI AD OLTRE 45 MILIONI DI EURO. Come evidente dal documento per l’ammissione al concordato preventivo del 4 dicembre 2013, “la debitoria complessiva secondo una recentissima stima dovrebbe ammontare a euro 45.810.064,46 (14.400.328,00 euro verso le banche ed altri enti finanziatori,ndr) di cui euro 10.686.447,18 rappresentano i crediti privilegiati”. Come per i crediti, possibili aumenti o variazioni dei debiti in base a “diverse pretese” che altre parti ritengono di vantare che sono tuttavia contestate dalla Cooperativa (complessivamente si parla di 135 unità, di cui 2 dirigenti e 3 apprendisti, e 109 soci).

“Crediti da incassare, il cui importo complessivo, secondo una stima effettuata, che sarà oggetto tuttavia di una successiva più attenta verifica in sede di redazione del piano, dovrebbe ammontare a circa 19.000.000,00 di euro, ed il cui ritardo nell’incasso è dovuto a ragioni non imputabili alla Mucafer“.

GIA’ ASSEGNATI 120 GIORNI (17 APRILE 2014) PER LA PRESENTAZIONE DEL PIANO CONCORDATARIO. Con provvedimento del 17 dicembre 2013, depositato il 19 dicembre 2013, il Tribunale di Foggia aveva assegnato alla Mucafer il termine dei 120 giorni (17 aprile 2014,ndr) per la presentazione della proposta, del piano e della documentazione prevista dalla legge, nominando giudice delegato il dott. Murgo e Commissari Giudiziali il prof.avv. Gianpaolo Impagnatiello ed il dott. Alberto Camporeale.

Alla base della richiesta di proroga “le rilevanti dimensioni della società e la complessità delle operazioni finalizzate alla elaborazione e redazione della proposta, del piano e della documentazione (..) nonché le operazioni necessarie per stabilizzare la continuità aziendale (..)”.

REVOCATA COMMESSA DELL’OSPEDALE VITO FAZZI DI LECCE. Alla base dei “giustificati motivi” per la richiesta di proroga per la presentazione del piano concordatario “l’esigenza di completare l’operazione finanziamento richiesto per anticipo contratto euro 500.000 e anticipo fatture euro 2.500.000, per il quale è stata depositata istanza di autorizzazione” al Tribunale di Foggia, e “l’esigenza di completare la costituzione di una Nuova Cooperativa che, costituita da una parte dei soci della Mucafer (disponibili a conferire il capitale sociale e comunque selezionati anche in relazione delle competenza dei medesimi e alle esigenze lavorative della Nuova Cooperativa) e dal socio finanziatore Coopfond (facente capo alla Lega delle Cooperative) si consorzierebbe con il CCC e, dopo l’omologazione (e, dunque, dopo l’approvazione da parte dei creditori), potrà acquisire l’azienda o un ramo della stessa costituito dai contratti di appalti in essere (in particolare dal contratto relativo alla commessa dell’ospedale Vito Fazzi di Lecce(..)” (ma la commessa dell’ospedale di Lecce è stata revocata).

VERSO LA CESSIONE DI UN 38% DELLE QUOTE DELLA MUCAFER NELLA GESPO. Infine, alla base della richiesta di proroga, presentata dal presidente del CdA della Mucafer di Manfredonia, per la presentazione del piano concordatario (entro il 17 giugno 2014), “l’esigenza di programmare e concordare una proposta di cessione unitaria delle quote (pari al 38%) di proprietà di Mucafer nella Gespo, unitamente alle quote di proprietà di un altro socio (pari al 30%), affinchè possa essere ceduto in blocco il più appetibile pacchetto di maggioranza della società”.

Come già ricordato, tra le opere più importanti realizzate dalla Mucafer anche il Porto turistico Marina del Gargano con committente Gespo srl (per 650 posti barca, committente Gespo, ad oggi ospitante 70 imbarcazioni) avente capitale sociale pari a 14.100.000,00 euro. Come emerge dall’atto relativo alla domanda di ammissione al concordato preventivo, la Mucafer risulta proprietaria del 38% del capitale sociale della Gespo (valore nominale 5.358.000); la realizzazione del Porto turistico ha comportato un investimento pari a 56.000.000 euro, di cui 19.600.000 euro finanziati con contributo a fondo perduto concesso dallo Stato e la restante parte con fondi dei soci.

CASSA INTEGRAZIONE STRAORDINARIA, A META’ APRILE LA FIRMA DEL DECRETO. Si ricorda che lo scorso 16 aprile era stata comunicata la firma del provvedimento di cassa integrazione in favore dei lavoratori della MUCAFER .

g.defilippo@statoquotidiano.it



Vota questo articolo:
13

Commenti


  • cavallo pazzo

    chi a fatto brogli deve solo pagare,xche un azienda come mucafer una realta di azienda nn fallisce da un giorno all altro spero che chi sta seguendo tt le pratiche capisca cosa ci sia sotto,spero indaghi la finanza


  • lino

    e adesso, che succedera , a tutti questi operai, per il futuro, ? la cassa integrazione finira da un momento all altro, o avranno altre possibilita di lavoro in futuro?


  • lino

    e adesso, come finira? avranno altre possibilita tutta questa gente?


  • Raffaele

    Redazione, ma se l’appalto del treno-tram è della vecchia Mucafer e la stessa sta chiudendo i battenti, l’opera come sarà completata?


  • Lella

    Se saranno trovate responsabilità gestionali qualcuno deve pagare


  • lavabile bianco

    xgli operai ormainn ce piu niente da fare,anche xla nuova societa,arca coop nn ce futuro e una mina vagante,


  • Redazione

    Buongiorno sig. Raffaele, di seguito un link sul progetto; cercheremo di aggiornare presto la notizia; grazie, buona domenica; Redazione Statoquotidiano

    http://www.statoquotidiano.it/06/12/2013/treno-tram-ok-progetto-esecutivo-per-nuova-fermata-manfredonia-ovest/176876/


  • lavabile bianco

    CMQ CE DA PRECISARE …CHE CI SN STATI E CI SONO NELL AZIENDA NE SONO RESPONSABILI TT IL CDM


  • spider man

    IO MI CHIEDO UNA COOPERATIVA COSI IMPORTANTE COSI GRANDE DAL PUNTO DI VISTA LAVORATIVO,VISTO CHE AVEVA APPALTI PER TUTTA ITALIA,E AVEVA IN PIU UN PORTAFOGLIO LAVORI DA EFFETTUARE,ORA SI TROVA DIFFRONTE A UN FALLIMENTO DI GRANDE DIMENSIONI DI QUASI 46MILIONI DI EURO CIFRE ESORBITANTI, E IN PIU DA NN AVERE CREDITO DA RECUPERARE DALLO STATO,LA COSA CHE VIENE DA DIRMI UNO INDAGARE SU TUTTO IL CDM XCHE NEI CONSIGLI SI DISCUTE DI TUTTE LE PROBLEMATICHE,POI DOPO TROVARE IL TOPO GRANDE


  • Altamar

    Mi dispiace per il personale che d’ora in avanti avrà una vita difficile, ma il CDM ha fatto investimenti sbagliati ed a pagare è sempre l’operaio. Altra catastrofe che si ripercorre in Manfredonia alla già difficile situazione occupazionale.
    Tutto il personale operaio va il mio appoggio morale, come si dice ” si è chiuso una porta e si aprirà un portone”.
    Stavo pensando, e con tutto il rispetto alla Mucafer, ed approfitto la notizia per l’anciare un’idea per uscire dal fallimento, nell’ipotesi che i progetti parco eolico, triv e altro vengono dati in appalto alla Mucafer… cosa ne penserebbero le Associazioni…? E’ un invito provocante hai movimenti, associazioni e politici anti-occupazionale, visto che per questi non c’è progetto che piace per Manfredonia e non propongono mai, dico mai, soluzioni alternativi e che si realizzano.


  • picachu

    purtroppo per la mucafer non ce piu niente da fare il debito causato da chi a gestito e tropp grande quasi 45 milioni di euro,


  • mignota

    dopo tanto e stata sequestrata .. sono finite le gite a carico …


  • Mattesco Venezia

    Segue la logica del “cetriolo”. Saremo sempre noi cittadini e dipendenti Mucafer a pagare.
    C’è chi c’ha

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi