Cinema

Enemy – D. Villeneuve, 2013

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Enemy - locandina

Enemy – locandina

Questa scheda è spoiler-free: nel rispetto del lettore vergine della visione del film verranno isolate, nell’arco della recensione, eventuali rivelazioni critiche di trama (spoiler) su note a piè pagina, oltre a essere suggerito, a fine articolo, un indice della presenza di punti sensibili nell’opera il cui svelamento accidentale possa incidere su una sua corretta fruizione

Titolo originale: Enemy
Nazione: Canada, Spagna
Genere: mistero, thriller

NELLO stesso anno dell’eccezionale Prisoners, Denis Villeneuve dirigeva un film ad oggi ancora esiliato dalla distribuzione italiana, tratto dal romanzo L’uomo duplicato di José Saramago. Coinvolto per la seconda volta il valido Jake Gyllenhaal, questa volta nei panni del protagonista, Enemy narra un’improbabile vicenda kafkiana in cui un professore di storia scopre casualmente […]1. Si metterà sulle sue tracce.

Denis Villeneuve, non ancora sufficientemente considerato dal mondo della celluloide, meriterebbe la stessa salvaguardia che si adopera per le specie rare in via d’estinzione, avendo cura che egli non venga contaminato da tentazioni commerciali e si conservi puro fino alla fine dei suoi giorni. Per la seconda volta il regista canadese mette a segno un lavoro ai limiti dell’impeccabile su un tema difficile e a rischio di tedio, riversandovi tutte le abilità già apprezzate nel grande Prisoners. Con Enemy Denis Villeneuve gioca la carta audace dell’assurdo e costruisce una tensione inquietante, a ritmi lenti, di stoffa pregiata, che indora il poco che viene raccontato con la stessa maestria dei grandi talenti del passato. La sceneggiatura ricama i tempi con un’attenzione encomiabile e la suspense per un soggetto di cui si conosce già tutto dopo i primi quindici minuti prende piede inesorabile e al di là della necessità di scoprire come muoverà i successivi passi il protagonista.

Enemy - poster

Enemy – poster

Le atmosfere sono l’asso vincente di questo ammaliante film, che lascia dubbi e sospetti sani anche sui titoli di coda, non si concede a spiegazioni e chiede allo spettatore l’accettazione del terrore, della deformazione della realtà, delle sue derive surreali. Le riprese eccellenti, gli equilibri di immagine e una fotografia abbacinante non sono più cosa nuova dopo Prisoners, ma rincuora rivederli ancora una volta intatti, perfetti, spaventati solo dall’idea che Denis Villeneuve possa perderle per qualche caduta di efficienza senile o in nome di tentazioni da blockbuster.

Difficile obiettare qualcosa a questa singolare mistery-story, se non forse il rammarico per l’assenza di una virata più enigmatica, una piega per la quale, in finale, si sommassero alle angosce dello spettatore le incertezze sull’assurdo, quando tutto riprende il suo corso e lo spettatore resta col dubbio sulla veridicità dei fatti o […]2. Il film, invece, termina e si prende solo atto di una storia folle e improbabile della quale si sono avuti indizi di certezza ([…]3) e gli unici brividi di mistero ce li dà la Rossellini quando […]4, oltre al […]5.
Questione di scelte e, si immagina, di coerenza con il romanzo ispiratore, ma un tradimento sarebbe stato molto più che apprezzato.

Dopo Enemy l’attesa per Sicario diventa spasmodica.

Valutazione: 8/10
Spoiler: 7/10

Copertina: Denis Villeneuve (fonte: www.lecourriersud.com)

altreVisioni

Mattatoio 5, G. R. Hill (1972) – cult del fantastico, è un film che rapisce per stile più che per soggetto *6.5
The Life of David Gale, A. Parker (2003) – buon lavoro di genere investigativo con colpo di scena che non dispiace *7

In Stato d’osservazione

Predestination, Spierig Bros. (2014) – fantascienza *1lug
Poltergeist, G. Kenan (2015) – horror *2lug
Terminator Genisys, A. Taylor (2015) – fantascienza *9lug



[…]1 di avere un sosia
[…]2 sulla coesistenza di diverse realtà
[…]3 l’incontro dei due, l’esistenza di due relazioni sentimentali, lo scambio
[…]4 invita il figlio a prendere dei mirtilli e ad abbandonare il sogno di fare l’attore
[…]5 ragno finale



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