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Pasqua: “Non serve il lanciafiamme”

Il Pd perde i ballottaggi e conferma il dato negativo del primo turno

A San Giovanni Rotondo brucia la sconfitta per 200 voti

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Foggia. Il Pd perde i ballottaggi a Torremaggiore e San Giovanni Rotondo pur recuperando in entrambi i casi molti voti sul primo turno. Nella città di San Pio sfugge per un soffio la fascia tricolore a Nardino Maruzzi, per soli 200 voti e con un recupero di circa 600 rispetto alla prima tornata. La vittoria è di Costanzo Cascavilla alla guida di una serie di civiche insieme a Cor di Fitto e Udc. Né in versione civica né con il proprio simbolo il partito di Renzi coglie risultati in Capitanata dove i 5 stelle non superano il 12% e dove non agguantano il ballottaggio in nessuno dei dieci paesi al turno elettorale. In due centri, tuttavia, Noicattaro e Ginosa, piazzano un loro sindaco per la prima volta in Puglia.

Di fronte il Pd trova il muro delle civiche e dei centristi. Lino Monteleone, una storia nel centrodestra da An al Pdl, sempre all’opposizione, dovrà governare un paese che esce da una gestione commissariale e in cui la polverizzazione delle liste in campagna elettorale- segno di fazioni l’un contro l’altra politicamente armate- la dice lunga su vari assetti costituiti della città. Stesso discorso per San Giovanni Rotondo. In una nota su facebook la candidata del Pd (non eletta) Maria Elena Ritrovato fa gli auguri al nuovo sindaco: “200 voti di scarto, abbiamo perso.
Resta una città divisa a metà ed un’opposizione attentissima al da farsi dentro e fuori il consiglio comunale perché i problemi non sono pochi. Il centrosinistra a San Giovanni Rotondo c’è, si vede e si vedrà. Al sindaco Cascavilla l’onore ed il compito di essere il sindaco di tutti”. .

Le dichiarazioni di Luigi Vitali (Fi). I vertici del Pd, al momento, tacciono, come i loro cellulari. La delusione è evidente, i risultati attesi nei centri più importanti non ci sono stati. Forza Italia non sta meglio. Di poco fa una dichiarazione del coordinatore pugliese Luigi Vitali: “I partiti tradizionali che non emozionano più, gli elettori hanno premiato volti nuovi e capaci”. A breve sarà convocato un esecutivo regionale per tracciare le linee future. “Il centrodestra ha portato a casa qualche risultato, ma l’insuccesso è chiaro. La nostra attuale classe dirigente è risultata appannata e dobbiamo virare verso il cambiamento aprendo a giovani e società civile, a persone credibili per le quali fare politica significhi vincere. Vincere per costruire, lasciando a casa ogni forma di personalismo, nel partito e nella coalizione, e che sappiano fare squadra”.

Pasqua: “Non serve il lanciafiamme”. In casa Pd Tommaso Pasqua- coordinatore degli enti locali che la campagna elettorale l’ha seguita passo passo e paese per paese- crede “nell’autonomia dei circoli che scelgono i candidati, il metodo, la coalizione e si assume la responsabilità sull’esito elettorale”. In ogni caso non sono previsti commissariamenti di coordinatori cittadini né a San Giovanni Rotondo né a Torremaggiore. “Serve- dice ancora Pasqua- una classe dirigente strutturata e un congresso, lo si faccia subito, abbiamo bisogno di vederci per pensare un’area geografica in cui il Pd torni ad essere protagonista. Non serve il lanciafiamme ma ognuno, come cerchi concentrici, dia il proprio contributo”.

Enzo Quaranta: “Il Pd? ha una nuova classe dirigente”. Su Toremaggiore l’analisi della sconfitta del Pd è articolata da Enzo Quaranta, ex assessore del Pd nel 2012 poi rimosso. Da allora ad oggi il partito ha perso almeno 10 punti. Candidato sindaco possibile, fu superato nella corsa da Costanzo Di Iorio. Vent’anni di militanza, cita Togliatti e in futuro pensa di “leggere l’Unità nella sezione e mettersi a disposizione dei giovani nuovi che si sono avvicinati al partito”. E’ membro dell’assemblea regionale in quota alla sinistra dem di Roberto Speranza. “C’erano 14-15 liste e solo Udc e Pd hanno messo il simbolo, chiaro che con 5 sindaci i voti per il pd sono diminuiti. Noi abbiamo scelto la linea del rinnovamento, su 16 consiglieri in lista 14 non avevano alcuna esperienza amministrativa pregressa. Una visione di prospettiva per rinnovare la classe dirigente, una flessione la metti in conto”. Crede che ci siano stati accordi politici fra Monteleone e il resto delle liste schierate, com’è nella prassi. “Mah, può darsi che avremo qualche vicesindaco che non ci aspettiamo e vedremo a fianco nel governo anche storici nemici”. Nelle ipotesi, un riavvicinamento fra i centristi di Angelo Cera (Udc) e il movimento di Area popolare, Ncd ed altri di Franco Di Giuseppe, quasi un unicum.
La critica a livello nazionale riguarda il doppio incarico di Matteo Renzi: “Svolgere le due funzioni fa perdere capillarità al territorio, la classe dirigente non si riesce a seguire, quando accade qualcosa sul territorio non abbiamo riferimenti nazionali. Una volta per le elezioni scendevano tutti i parlamentari, ora si contano sulla punta delle dita. Non ho mai visto un partito al 40% come quello delle europee di Renzi da quando ero bambino, ma molte attese non hanno avuto riscontro. Ma è possibile che un partito sul referendum sulle trivelle si sia posto in quel modo, che il referendum costituzionale sia incentrato non sulla sostanza dei quesiti ma su che vuole fare Renzi? Noi qui ripartiamo dalla nuova classe dirigente e da quei giovani che si sono avvicinati a noi”.

Masciale: “Sono responsabile della sconfitta”. A San Giovanni Rotondo brucia la sconfitta per 200 voti. Matteo Masciale, segretario cittadino ed eletto in consiglio comunale dice: “I cittadini sono stati dalla nostra parte, gli apparati di potere della città no, qualcosa si è scatenata a favore di Costanzo Cascavilla. Mi ritengo l’unico responsabile di questa sconfitta, il partito è stato rinnovato al 50%, tante decisioni sono state prese col massimo della partecipazione, molti, con il loro pacchetti di voti, sono andati via dal Pd insieme ai loro compagni”. Difficile capire dove stanno quei 200 segni con la matita, i 5stelle avevano subito dichiarato che non avrebbero fornito alcuna indicazione di voto. Poi c’è la lista Emiliano: “La parte che fa politica è rimasta con noi, chi si affaccia ogni 5 anni per coltivare personali ambizioni stava dall’altra parte”. In ogni caso la fiducia al segretario cittadino è riconfermata, nessun commissario. Matteo Masciale lo conferma.

(A cura di Paola Lucino – paola.lucino@virgilio.it)



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Commenti


  • paolo

    ma che ce frega
    l’importante è che ci siamo sistemati noi con i nostri parenti e amici.


  • paras....

    Mandiano a casa la gente inutile diamo fiducia a penta stellati


  • Michele

    Paolo hai ragione!
    Abbiamo perso la faccia!
    Per non parlare dell’Energas…
    Che messa in scena pazzesca stiamo portando avanti da anni. Che cosa succederà quando la gente se ne accorgerà?

  • Nel PD di zapponeta cosa è successo , tutti i politicanti di zapponeta sono andati via . Unitevi con Forza Italia e NCD fate più bella figura .
    Campo , Bordo , Azzarone dove siete , venite a Zapponeta o vi dobbiamo aspettare nel 2018


  • la panza

    cacciate a Campo che non fa niente neanche alla regione.


  • Zuzzurellone Sipontino

    Dall’analisi di Gramsci, di rivoluzioni passive, trasformismo, cesarismo, nella nostra povera Italia non è cambiato granchè. Ultime elezioni. Ulteriore tappa dei verdiniani-ncdniani-renziani verso il “Partito della Nazione” dell’ Onorevole Casini? Il tempo sarà galantuomo!


  • Bruno Quadrato

    Miche Paolo e Francesco, scendete dal piedistallo che le cose possono cambiare. Avete visto che figuraccia ha fatto il PD a Roma?


  • oronzo

    E a MAnfredonia? Succedera’ un pandemonio tra poco x il gas


  • con menal

    I politici sono daccordo sull’impianto?

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