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"Il Tavoliere è fragile. Può essere una ricchezza, ma è fragile"

Daunia infelix. Lungo le vie dell’abbandono e lungo le vie dei rifiuti

Arrivano nuove produzioni meno “assetate”: pomodori, asparagi, ortaggi… Ma sono soprattutto le nuove tecniche di irrigazione a goccia a dare speranza a una agricoltura sostenibile


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Manfredonia, 21 giugno 2017. E’ la gente che protegge la gente – parole di un prefetto in un incontro a Manfredonia. Parto alle 8 … Via del Mare o Via della Fame, come si chiamava nel Novecento. Verso Foggia, a sinistra si apre un paesaggio desolato a perdita d’occhio, stoppie e terreni incolti. Qualche casolare lontano. La superficie dei terreni molto più bassa del manto stradale. Si possono versare migliaia di tonnellate di rifiuti senza che se ne avverta la differenza. Procedo verso Cerignola. Una strada importante, ma lungo di essa numerosi grossi cartelli: “Strada chiusa. Divieto di transito”. Dire dissesto è poco. L’auto si ferma più volte. Si va a passo d’uomo. La strada è dissestata fino al torrente Carapelle. “Anima dannata” “Innacquata”, questi i nomi dei luoghi. Non incrocio alcuna macchina. Dopo il ponte sul Carapelle cambia il paesaggio: uliveti, pescheti, vigneti… e le strade si sistemano. Non sono un granché ma si va. Si arriva a Tressanti. Poderi, case coloniche ben tenute, gente che ci abita, uno spaccio, un bar, immigrati tanti, c’è comunque vita. Il paesaggio dell’agro di Manfredonia e quello di Cerignola sono nettamente diversi. Incontro due anziani agricoltori di Manfredonia: partono la mattina alle 5 e ritornano la sera tardi. La strada dissestata impedisce la valorizzazione dei terreni. Ascolto qualche storia: i furti, l’elettricità che manca all’Anima dannata e poi i cacciatori. Una ventina di anni fa iniziarono a venire dalla Campania. Grosse macchine con il carrello pieno di cani da caccia. E uno di essi acquista un centinaio di ettari. Al confine tra Manfredonia e Zapponeta.

Il Tavoliere è fragile. Può essere una ricchezza, ma è fragile. Negli anni settanta arrivano le barbabietole. Non era questo l’ambiente per una coltivazione del genere, fu una forzatura e si distrusse una economia familiare di piccoli allevamenti e di ortaggi. Grandi appezzamenti di terreni e grande consumo di acqua. E l’acqua ce n’era e tanta. I pozzi artesiani giunsero con la Riforma fondiaria, ma qualcuno fu scavato nel 1926. Non potevano essere costruiti a distanza inferiore di 150 metri l’uno dall’altro. Ci fu un graduale impoverimento delle falde acquifere per via di una siccità prolungata e si scavò… pozzi a distanza di 40-50 metri. Il risultato è la salinizzazione. L’acqua del mare ha invaso le falde e poi il vuoto sotterraneo ha portato a estesi fenomeni di subsidenza. Il suolo si è abbassato anche di mezzo metro. E lo si può vedere a ridosso delle case coloniche, delle strade. E’ una delle aree in Italia a rischio di desertificazione. Un degrado che, in seguito, è stato parzialmente arrestato da annate piovose. Arrivano nuove produzioni meno “assetate”: pomodori, asparagi, ortaggi… Ma sono soprattutto le nuove tecniche di irrigazione a goccia a dare speranza a una agricoltura sostenibile.

Torrente Carapelle-Ordona (fonte image: ambienteeambiente)

Torrente Carapelle-Ordona (fonte image: ambienteeambiente)

Ritorno alle 13. Non si vede nessuno a perdita d’occhio, chi viene può scaricare quello che vuole e poi allontanarsi attraverso i campi. E’ una grande pianura e in estate i camion, i trattori si muovono come su una immensa autostrada. Lungo la strada vedo delle case cantoniere, quelle che la provincia ha messo all’asta e nessuno le ha volute. Intorno ad ognuna vi è un ettaro di terreno occupato dai confinanti. E se fossero utilizzate per gli immigrati? Si risolverebbero due problemi: i ghetti e il controllo del territorio.

Un professore dell’Università Cattolica di Milano (Marco Grazioli) racconta che a New York vede tre ragazzi che con lo spray “lavorano” su un muro. Si ferma a guardarli e uno gli chiede: “Da dove vieni?”. “Italia”. “Ah Lorenzetti. Il buon governo. Qui stiamo facendo la stessa cosa”.

Lorenzetti (1290 ca-1348) dipinse a Siena “Allegoria del buon e del cattivo governo, nella città e nel contado”. Vediamo filari di piante, fattorie ben tenute, contadini al lavoro, mercanti e viaggiatori che sicuri si muovono lungo le strade. Le campagne sono curate come le aree urbane. Lì si va per le scampagnate, per raccogliere frutti ed erbe. Nel passato (dopoguerra) da Manfredonia partono pullman, vi sono vigili campestri, case cantoniere…

(A cura di Paolo Cascavilla, fonte www.futuriparalleli.it)

Daunia infelix. Lungo le vie dell’abbandono e lungo le vie dei rifiuti ultima modifica: 2017-06-21T10:05:55+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Cittadino disgustato

    Ieri sera a Manfredonia nel molo centrale ho notato decine di mini discariche di rifiuti. Scandaloso e vergognoso!


  • Mi vergogno di essere sipontino

    Andate a controllo re sul porto commerciale di Manfredonia!!!

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