ManfredoniaRicordi di storia
A cura di Pasquale e Giovanni Ognissanti (Archivio Storico Sipontino)

I “bagni a mare”a Manfredonia

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Manfredonia. Dalla sitologia si ha che “La prima diffusione del termine stabilimento balneare si ebbe tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo ma si faceva riferimento prevalentemente a strutture poste presso località termali. Nella seconda metà dell’Ottocento iniziano a diffondersi le prime strutture sulle spiagge marine. In una prima fase, in ossequio ai costumi dell’epoca che imponevano riservatezza alle donne in abbigliamento da bagno, si trovarono cabine montate su ruote per permettere alle donne di calarsi direttamente in acqua. A poco a poco si diffusero strutture balneari in molti luoghi d’ élite. Molte località si fornirono di una Rotonda a Mare (in genere una costruzione su palafitta raccordata da un pontile) che permetteva anch’essa ai bagnanti di passare dai camerini nell’acqua. Tale carattere viene conservato fino agli anni trenta del novecento, quando si verifica un maggiore afflusso e una diffusione di colonie marine per ragazzi”.

Ora, in un documento del luglio 1849, recante un articolo addizionale al Regolamento di polizia, si affronta direttamente la questione della gestione di questi stabilimenti nella comunità sipontina, con il divieto specifico di portare animali nei luoghi dei “bagni marini”. Nella fattispecie sono rilevanti i riferimenti “ai camerini” e alle “baracche”.

Dal contesto della “narrativa” del documento, l’impianto degli “stabilimenti balneari” in sito non pare sia avvenuto da poco tempo, anche perché, chiaramente vien detto che vi è la frequentazione delle donne. Non solo; ma se si vuole regolamentare un modo di essere, con l’eliminazione dei relativi incovenienti, significa che, come al solito, la normativa segue di molto l’incoveniente lamentato, per cui è da credere che la presenza dei “ bagni a mare” a Manfredonia debba datarsi ancor prima del 1849.

Alla luce di quanto su riportato e fatto riferimento, si può pur dire che la comunità sipontina è tra le prime località marittime ad organizzare gli stabilimenti (o “bagni a mare”) in Italia, anche a fini terapeutici o di salute.

…riflettendo che l’uso de’ bagni da considerarsi sotto l’aspetto di salute pubblica, e come tale essere espediente lo allontanare qualunque sconcio che mena ad ogni sorta di indecenza, quella cioè di portarsi a bagnare nelle vicinanze de’ camerini qualunque specie di animale, e con ciò gli uomini o ragazzi che li conducono senza la menoma decenza e con scandalo massimo precisamente delle donne, che vi si trovano a bagnare….
…essere vietato a qualunque persona al tempo de’ bagni marini d’introdursi nel mare, nelle vicinanze delle baracche, animali di qualunque specie, come essere vietata a tutti avvicinarsi in detto sito in modo indecente da rendere scandalo alle persone che vanno a bagnarsi.

A cura di Pasquale e Giovanni Ognissanti (Archivio Storico Sipontino)



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