Cronaca
A cura di Salvatore Aiezza

Dal discorso dell’avv. Luigi Sbano, primo sindaco di Foggia il XXII luglio 1945

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Foggia. Si celebra, il 22 Luglio , il 73° anniversario della tragica estate del 43. Come sempre, nutrito e di alto livello il programma predisposto dal Comune, per le manifestazioni: religiose, cn la celebrazione di Monsignor Pelvi e civili con il grande concerto serale di P.zza Cesare Battisti diretto dal M° Nicola PIOVANI, premio oscar per le musiche di “La vita e’bella”. Per il 5° anno sarà visitabile La oramai consueta esposizione di cimeli, foto, oggetti e documenti organizzata dal Comitato per il monumento alle vittime dei bombardamenti.

In questa occasione, vorrei ricordare ai lettori, specie ai più giovani che spesso poco o nulla sanno di questa funesta vicenda, uno dei primi anniversari delle celebrazioni del 22 luglio; quello del 1945. Quando il dolore e la tragedia erano ancora vive. Lo voglio ricordare con alcune frasi pronunciate dall’allora, primo sindaco di Foggia: Luigi Sbano,nominato dal CLN nel settembre del 44 e fautore di numerose iniziative per ottenere una rapida ricostruzione della città distrutta. Sua l’oramai storica memoria inoltrata al ministro della ricostruzione, Meuccio Ruini, dal titolo “La tragedia di Foggia” in cui elencava con puntualità le distruzioni subite dalla città e le “proposte di provvedimenti che si riteneva di dover adottare immediatamente per risollevare, sia pure in minima parte, le sorti della popolazione priva di tutto. Ma l.Avv. Sbano fu anche l’uomo che riusci’ a portare a Foggia e far commuovere, in un solo giorno, nel gennaio del 45, alcuni Ministri del Gabinetto del terzo Governo Bonomi. Precisamente: Il Ministro dei Lavori Pubblici e Presidente del Consiglio Interministeriale della Ricostruzione Francesco Cerabona, Ministro dei Trasporti e Mario Cevolotto, Ministro delle Poste e Telecomunicazioni; cioè i Ministri dai quali dipendeva tutta l’opera delle ricostruzioni ; dalle case, agli uffici, alla rete dei trasporti, del nostro Paese.

Il 22 luglio del 1943, dunque, cosi’ si rivolgeva al popolo foggiano il Sindaco Sbano. “Si compiono oggi due anni dalla tragica giornata. …Dopo i primi lutti ed il panico la gente nostra, attaccata più d’ogni altro alla sua casa era tornata al lavoro…..Alle 9.40 di quel giorno la vita ferveva……Un gran traffico di cittadini e forestieri animava la città. In poco tempo tutto fu sconvolto. Morti e sangue per le strade. Nelle case e campagne…..I danni, i dolori enormi…..Quella gente che non trovo’ sepoltura e che ancora geme dall’al di la’ per l’inenarrabile travaglio dei superstiti, per la inutilità del suo sacrificio, per la sete di vendetta, desidererebbe almeno essere placata….Non diciamo che nel 1940 nessuno sarebbe stato capace di prevedere la vittoria delle Nazioni Unite, perché tutti vedevano l’impossibilità di un successo: ma nessuno avrebbe potuto prevedere come le cose si sarebbero svolte e…l’immensità delle rovine che sarebbe derivata dal folle gesto dell’uomo di Predappio. Ora….il XXII Luglio per Foggia, è data memorabile e fatidica…..Nessuno deve dimenticare tuttociò. Il popolo si renda conto dei suoi doveri e delle sue necessità ma si armi della volontà di rinascita…matrice di ogni bene. Il popolo di Foggia ha compiti pari alla sua forza ed alla sua capacità…è una nuova via che deve aprirsi innanzi a se per un divenire sicuro. ….il dolore muto ed accorato troverà maggiore eco nel cuore di chi deve provvedere al pubblico bene anziché un atto di violenza o cattiveria. Luigi Sbano”.

Per non dimenticare…mai!

(A cura del Dr Salvatore AIEZZA)



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