Cronaca

Biccari, festa patronale nella Borgata bizantina Tertiveri

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Una veduta di Biccari (ST - spaziosociale)

Biccari – TUTTO pronto per la festa patronale di Tertiveri, domani, in onore della Santa Maria delle Grazie. Come da tradizione, l’evento nella frazione bizantina a 5 chilometri da Biccari inaugura l’ultimo scorcio del cartellone estivo.

Nella chiesetta vicina alla torre, Santa messa alle 10.30 officiata dal vescovo di Lucera-Troia, monsignor Domenico Cornacchia e dal parroco di Biccari, don Donato Nardone, coadiuvato da don Angelo Lombardi. Al termine, la processione. Bancarelle e festa durante la giornata, ad incrementare sensibilmente il numero delle presenze (26 residenti nella borgata). In serata, spettacolo musicale con i Masters e fuochi pirotecnici finali.

Del ricco cartellone dei 53 eventi estivi, da segnalare sabato 24 agosto alle 21.30 in Piazza Municipio a Biccari il convegno sul tema ‘Le verità scomode del Risorgimento’, a cura della associazione Daunia Due Sicilie. Alle 22, pigiama party di fine estate con i ragazzi di Effetto Domino. Chiude il calendario la gara di spinning sul Lago Pescara il 31 agosto, a cura dell’associazione Pesca sportiva.

CENNI STORICI SU TERTIVERI. Tertiveri (dal latino Turtibulum) nasce come luogo di frontiera edificato dai Bizantini, per difendersi dalle razzie dei Longobardi a nord e degli Arabi a sud, ma anche dei Normanni, che imperversano nel deserto Tavoliere.

I Catapani inviati da Bisanzio si lanciano alla conquista della Daunia, muovendo i confini dall’Ofanto al Fortore. Nascono così, oltre a Tertiveri, Fiorentino, Troia, Dragonara, Civitate, Montecorvino, e Devia, subito sedi vescovili, eccetto quest’ultima.

Nel tardo Medioevo di queste fortezze resta abitata solo Troia. Soltanto nel XIII secolo, Tertiveri viene popolata da Lucerini espulsi dalla loro città per ordine dell’imperatore Federico II di Svevia. Quando verso il 1223 Federico II, per fare di quella città una roccaforte contro Papa e guelfi, porta a Lucera colonie di saraceni musulmani, molti cristiani fuggono nel circondario col Vescovo. Non mancano insediamenti provvisori a Tertiveri, che diventa sede vescovile. Molti di questi fuggiaschi si raccolsero a Tertiveri, ove si insediò e continuò ad operare la sede episcopale di Lucera.

In seguito, nel centro bizantino stanzia il saraceno Abd-el Aziz, che sostituisce una moschea alla cattedrale.

Tertiveri è abbattuta dalla furia angioina contro i saraceni di Lucera. Ma nel 1441, Alfonso I d’Aragona la sottomette crudelmente, per vendicare la fedeltà di Tertiveri a Renato D’Angiò. Dell’antica fortezza resta la torre, a forma di prisma quadrangolare, alta 80 palmi e quadrata circa 40. La sua struttura muraria, come si evince dai ruderi, si può dire identica alla cinta della fortezza federiciana di Lucera.

Redazione Stato

Biccari, festa patronale nella Borgata bizantina Tertiveri ultima modifica: 2013-08-21T14:12:22+00:00 da Redazione



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