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Referendum radicali, Amati: colleghi PD sottoscriveteli

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L'ex assessore regionale Fabiano Amati (archivio)

Bari – IL Consigliere regionale Fabiano Amati ha inviato questa mattina ai colleghi del gruppo PD una lettera, per invitarli a sottoscrivere i quesiti referendari proposti dai Radicali.

Ecco il testo: “Nei giorni scorsi ho comunicato la mia intenzione di sottoscrivere i quesiti referendari promossi dai Radicali, ritenendoli più che compatibili (tutti) con i più radicati punti di vista culturali del nostro partito e nella consapevolezza che in Italia abbiamo più da cambiare che conservare. Dopo aver dato notizia di questa mia decisione, alcuni esponenti del comitato promotore pugliese dei referendum mi hanno contattato per aiutarli a promuovere l’invito alla sottoscrizione ad altri colleghi consiglieri regionali. Ho dunque accettato la richiesta di collaborazione, preferendo però inoltrare l’invito solo ai colleghi del nostro gruppo, nella consapevolezza che nessun quesito proposto si ‘scontra’ (tutt’altro) con i nostri comuni convincimenti, diversamente da quanto potrebbe dirsi per altri colleghi appartenenti ad altre formazioni politiche”.

Naturalmente conosco l’unica obiezione che si potrebbe muovere e che io stesso ho valutato prima di comunicare la mia adesione. Essa attiene alla complessità delle questioni avanzate con la richiesta di consultazione referendaria, che suggerirebbe la preferenza per un’iniziativa parlamentare di riforma. La fondatezza di tale obiezione, tuttavia, non è incompatibile con la sottoscrizione dei quesiti. Come voi sapete, la proposta del referendum non paralizza l’intervento del Parlamento, semmai lo dota di tempi più stringenti per approvare tempestivamente una legge che vada incontro alle richieste referendarie, paralizzando così lo svolgimento della consultazione elettorale”.

In altre parole, la richiesta referendaria è in grado di mettere la ‘sveglia’ al Parlamento, su argomenti ove si rischia che il giudizio di complessità delle materie proposte col referendum finisca per giustificare l’inerzia del Parlamento, favorendo così le istanze più insensibili alle necessità di cambiamento di cui il nostro Paese ha bisogno. In questo senso, vi rivolgo l’invito a valutare la possibilità di sottoscrivere i referendum proposti dai Radicali ed eventualmente farvi portavoce di ulteriori sollecitazioni. Con il mio grato saluto”.

Redazione Stato



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