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In un’intervista l’autore parla delle fonti che ci sono dietro la stesura del romanzo

“L’Adriatico che legge’ al Cineteatro di Vieste

A me è capitato, per fare solo un esempio, di andare alla ESMA, il più grande centro di detenzione clandestino di Buenos Aires, dove sono scomparse circa 5.000 persone, oggi Museo della Memoria

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Vieste – Dopo Malacrianza (vincitore del Premio Calvino, finalista allo Strega e al Viareggio), Giovanni Greco torna con un nuovo intenso romanzo dal titolo L’ultima madre, edito da Nutrimenti in collaborazione con Feltrinelli, nella collana Indies che vuole proporre le voci nuove della narrativa italiana. L’ultima madre è un romanzo ambientato a Buenos Aires nel 1978, ma che spazia nel tempo (inizia e termina nel 2011 e nel mezzo ci sono escursioni in altri anni) e narra due storie parallele, due storie di maternità: da un lato abbiamo María, umile casalinga di un quartiere povero e vedova di un muratore di origini italiane; dall’altro troviamo Mercedes, benestante (“nata e cresciuta nell’agio e nella mancanza di preoccupazioni”). María ha due figli, Pablo e Miguel, che sono spariti durante la Guerra Sporca della Giunta militare argentina; anche Mercedes ha due figli – Nacho e Mari – che però sono figli di un’attivista politica arrestata e poi scomparsa: Nacho e Mari sono cresciuti in una famiglia che non è quella loro di origine, ma non l’hanno mai saputo. Giovanni Greco ne L’ultima madre racconta, quindi, la storia dei desaparecidos argentini e delle madri e nonne di maggio che eroicamente li hanno cercati.

In un’intervista l’autore parla delle fonti che ci sono dietro la stesura del romanzo (che nasce come progetto teatrale): “Le fonti sono state molteplici, scritte e orali. Libri letti, documenti consultati, come il rapporto Nunca mas sulle violazioni dei diritti umani negli anni della dittatura militare, ma anche romanzi argentini e non solo. E soprattutto molti incontri e interviste in loco, con donne e uomini, ragazzi e ragazze, le cui parole sono penetrate nel racconto insieme alle strade, ai vicoli, ai luoghi anonimi o memorabili di una città irresistibile come Buenos Aires. A me è capitato, per fare solo un esempio, di andare alla ESMA, il più grande centro di detenzione clandestino di Buenos Aires, dove sono scomparse circa 5.000 persone, oggi Museo della Memoria, proprio il giorno in cui uno dei ragazzi che ha recuperato la propria identità, tornava a rivedere la cella, il pavimento della cella dove la madre lo aveva messo al mondo prima che gli fosse strappato di mano, quella madre biologica che lui non ha mai incontrato. È stata una delle esperienze più forti che mi sia mai capitato di vivere e che è valsa più di mille libri e di troppe parole”.

La programmazione al Cineteatro Adriatico di Vieste proseguirà con :
LUNEDì 24 AGOSTO ORE 21.30
Appuntamento da non perdere! Nella splendida cornice del nuovo Cine-teatro Adriatico di Vieste, sarà possibile assistere a un concerto unico e irripetibile. Si esibirà il premio Oscar LUIS BACALOV (premio oscar per le musiche del film di Massimo Troisi “Il Postino”) con l’intervento di MICHELE MIRABELLA di “Elisir” in una conversazione tra musiche e parole su “La televisione: storia della più grande industria culturale italiana”.

MARTEDì 25 AGOSTO ORE 21.30
TREMITI E GARGANO di Angelo Cavallo. Una serata in storie e musiche in cui l’Autore narrerà brani del suo ultimo libro: “Sul mare del ritorno scorgemmo quell’isola deserta che vedevamo quel giorno giorno da dentro la pineta. Non era un’isola ma due….”. Presenterà la serata il giornalista Gianni Sollitto. VENERDì 28 AGOSTO ORE 21.30

Una serata all’insegna della comicità e …non solo. A intrattenere il pubblico GIOBBE COVATTA, pugliese di nascita, comico, attore e scrittore in grado di spaziare in tutti i campi dello spettacolo, riscuotendo sempre grande successo. Il pubblico lo ama non solo per le sue innate doti comiche ma anche per la straordinaria umanità e spontaneità che traspare dal suo modo di essere. È anche un testimonial di AMREF e Save the Children.



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