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Emanuele Pacca e la compagnia “Luci in scena”

Lontano Lontano nel tempo.. omaggio a Dalida e Tenco

Per il Foggia Estate lo spettacolo dedicato ai due artisti

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Foggia. La formula del Foggia Estate secondo la quale nelle domeniche di luglio ed agosto, a manifestazioni alterne, alcune sono riservate ai tributi per cantanti famosi, vede un pubblico sempre più affezionato, d’essai. Nei giorni di festa non va al mare ma nel chiostro di Santa Chiara ascolta musica o guarda spettacoli. “Mentre sto sul mio balcone mi arrivano le canzoni di Tenco, ed arrivano a cuore”, scrive un utente su facebook che abita dalle parti di via Arpi a concerto iniziato.

Note, certo, ma anche racconto, spiegazione dei testi, interpretazione delle personalità nella voce narrante di Giuseppe Marzio. Lo spettacolo è ‘Ciao amore ciao’, omaggio a Dalida e Tenco a trent’anni dalla morte di lei, a 50 anni da quella di lui. “Uniti da una canzone e da un amore troppo discusso e poco vissuto”, con queste parole si avvia la serata. Vanno in scena le voci di Emanuele Pacca, cantante, attore, regista, di Francesca d’Ambrosio e Rosangela Onorato, si alternano le canzoni di Tenco e quelle di Dalida rigorosamente in francese per due artiste che sulla interpretazione originale hanno lavorato a lungo: sul ritmo, sugli accenti, sulla pronuncia. La compagnia, col narratore Giuseppe Marzio, è “Luci in scena”, il maestro al piano elettrico Francesco Monaco.

“Non siamo una cover band ma noi stessi”


Affrontano due storie diverse e parallele, “lui ombroso, cerebrale, maldisposto verso lo star system, lei una stella, istintiva, intrigante”. Sì le vicende sono più o meno note, il pubblico ha una fascia d’età che gli permette di ricordare quelle melodie in francese, più moderno Tenco, cioè più trasversale nel tempo. Ma alla compagnia che ha sceneggiato due vite d’artista di rivedersele su Techeteché o di proiettarle in un video proprio non andava: “Questa non è una cover band, volevamo portare questo piccolo recital sul palco senza interpretare- dice Emanuele Pacca dopo lo spettacolo- o imitare qualcuno ma comunicando le nostre emozioni e rimanendo noi stessi”.

Vita e morte degli artisti

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In bianco e nero ci sono due pannelli con le loro immagini, Dalida e Tenco, la storia di due suicidi, dello scalpore post San Remo, dei biglietti lasciati ai posteri con una frase passata alle cronache e alla storia, vite segnate dalla frustrazione e forse involontariamente simili: dal 27 gennaio 1967 al 3 maggio 1987, le due date di morte, passano vent’anni. Se Tenco aveva inciso il suo messaggio di protesta contro un sistema che non l’aveva capito, Dalida, che il suicidio l’aveva tentato più volte, è più concisa nell’addio: “Questa vita mi è diventata insopportabile”. Tutto narrato la sera del 20 agosto 2017, il pubblico lo sa ma non si perde una virgola. Sono vibranti e toccanti le note sussurrate e modulate in francese, più compassata la voce maschile che questo concerto l’ha pensato e voluto. Incisivo il narratore: “Vedrai vedrai non è un generico appello contro ma è una rivolta perché si costruisca il mondo di domani: ma perché non ti arrabbi con me invece di comprendermi? Questo dice Tenco”. Sfilano le canzoni di Dalida e “Guaglione” diventa “Bambino” in una cover che salta dal napoletano al francese, rimane fredda come nella versione italiana – infelicità perdita della illusioni… mah- la canzone “Tutt’al più”. Si passa a “Histoire d’un amour” cantata anche da Orietta Berti, il Volo, Iva Zanicchi.

I temi e le canzoni

Passano gli approfondimenti sul perdono, sull’amore, sul senso del fallimento personale e di come viene vissuto, dallo scrigno dei testi si prendono spunti, la canzone non è più, o forse mai, di chi l’ha scritta. In quest’oscurità di prospettive balenano speranze e segnali, Tenco canta “Ho capito che ti amo”, quasi una certezza, “Quando il mio amore tornerà” è una perla ritrovata, “Lontano Lontano” del 1966 partecipa al Disco per l’estate, non ha successo e poi vende 35mila copie. Bravi gli autori nell’attualizzare, nel dare un canovaccio a due vicende che corrono parallele ma si sono perse nei ricordi della tv, dei nostri genitori, nei revival di rito. “L’arte, anche se è in forma di malattia e depressione, è sempre arte e ci resta nel cuore”, dice Pacca quasi a luci spente dopo che, nello svolgersi della serata, l’annuncio che Dalida si “è addormentata per sempre” è già stato dato.

La domanda è retorica dopo che uno sul tema si è già espresso: “L’amore come nasce e perché è così contraddittorio? Tutti hanno capito che “Mi sono innamorato di te” sta per partire. Il chiostro è assorto.“Se stasera sono qui” non si decideva ad inciderla perché non era molto nel suo stile, Mogol lo convince e il pubblico di Santa Chiara sa benissimo perché ha fatto questa scelta in una sera d’agosto.

(A cura di Paola Lucino, Foggia 21.08.2017)

Lontano Lontano nel tempo.. omaggio a Dalida e Tenco ultima modifica: 2017-08-21T19:26:29+00:00 da Redazione



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