Manfredonia

Nerli: “inutili le Authority di Trapani e Manfredonia”

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Il presidente di Assoporti Nerli (nauticaetrasporti.it)

Il presidente di Assoporti Nerli (nauticaetrasporti.it)

Manfredonia – “L’AUTONOMIA finanziaria distinguerà fra porti che producono tanta o poca ricchezza. Il vero pericolo, semmai, è che in base al federalismo regionale possano nascere decine di piccole Autorità portuali”. Difatti “il ddl del Pd e del senatore Grillo (Luigi, presidente della Commissione trasporti del Senato e relatore della proposta di riforma,ndR) non prevedono l’abbattimento del numero di Autorità portuali”. Anche se gli enti portuali, in ogni modo, “non rappresentano un problema”. Dato che “non producono debiti, non possono chiudere i bilanci in passivo, da anni non godono di finanziamenti statali. In Spagna ce ne sono ventotto, cinque in più rispetto all’Italia. (…) Se poi mi chiede un parere su Manfredonia e Trapani, beh, sono il primo a riconoscere che non devono essere sedi di Autorità portuali”. Così Francesco Nerli, ex senatore Ds e presidente di Assoporti, in una intervista rilasciata a Shippingonline, a sole ventiquattr’ore dal varo in Consiglio dei ministri del ddl di riforma della legge 84/94. “Mi facciano almeno il favore di non chiamarla riforma. Questo è un testo che non cambia nulla e che, anzi, cancella l’idea stessa di autonomia finanziaria”. Fissata per il prossimo 28 settembre a Roma un’assemblea di Assoporti.

UNA RIFORMA ATTUATA IN CONSIDERAZIONE DELLO “SPOSTAMENTO AD ORIENTE DEL BARICENTRO DELLA PRODUZIONE” – Lo scorso 17 settembre il Consiglio dei Ministri ha approvato infatti (dopo l’approvazione dello schema del ddl nella seduta del 16 aprile su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti A.Matteoli) il disegno di legge per la riforma del sistema portuale: “Un disegno di legge per la riforma del sistema portuale – si legge nel testo relativo all’approvazione – che adegua la legge vigente in materia (n.84 del 1994 – La normativa ) alle nuove sfide dell’economia globale”. Questo “in considerazione del significativo cambiamento della realtà del settore negli ultimi anni”. Il baricentro della produzione si è spostato infatti “verso i Paesi orientali – si legge nell’approvazione del Ddl da parte del Governo – e Cina, India e Giappone contribuiscono oggi in gran parte alla crescita del prodotto mondiale con traffici che in mare hanno l’unica via concretamente ed economicamente percorribile per far giungere le merci sui mercati”. “Il disegno di legge rivede la classificazione dei porti e ne prevede i piani regolatori, innova la normativa in materia di Autorità portuali e marittime, interviene sulla disciplina del lavoro temporaneo e sulla concessione di banchine ed aree, riconversione e riqualificazione di aree portuali. Sul testo si è favorevolmente espressa la Conferenza unificata”.

I PILASTRI DEL DDL: RIDEFINIZIONE RUOLO AP E PREVISIONE FUNZIONI MANAGERIALI DEI LORO PRESIDENTI – “Si tratta –disse Matteoli dopo l’approvazione ad aprile dello schema del Ddl– di una riforma a cui abbiamo lavorato in collaborazione e con il supporto del Parlamento, che punta a modernizzare l’attività, il ruolo e l’efficienza dei porti“. Cinque i pilastri del ddl, come spiegato dal ministro Matteoli:la ridefinizione del ruolo delle Autorità portuali e del processo della loro governance e la previsione di funzioni tipicamente manageriali dei loro presidenti. Grande attenzione viene riservata inoltre al rapporto tra porto e territorio, tra porto e reti di accesso e quindi alle problematiche legate all’ultimo miglio. “Attenzione anche rispetto ai provvedimenti di semplificazione e razionalizzazione dei procedimenti di approvazione dei piani regolatori generali dei porti, per il rilascio delle concessioni ai privati e di sdemanializzazione e per facilitare il dragaggio dei fondali”, disse Matteoli. Il disegno di legge prevede, inoltre, norme per stabilizzare il lavoro portuale e un riferimento certo, attraverso un Fondo per le infrastrutture già in vigore, per il rilancio degli investimenti nel comparto. Nel ddl era stata inserita anche una norma, concordata con il ministro del Turismo Michela Brambilla, che favorisce la realizzazione di nuovi pontili per la nautica da diporto, che consentirà l’aumento del numero dei posti barca, a beneficio delle attività turistiche connesse.

SODDISFAZIONE UCINA – “Si tratta di un provvedimento che invochiamo da tempo – aveva dichiarato Anton Francesco Albertoni, presidente di Ucina-Confindustria Nautica – e che in parte affronta la vera e propria emergenza ormeggi, divenuta un vincolo allo sviluppo del turismo nautico e di tutta l’industria del settore”. Due i motivi di soddisfazione: la previsione che i piani regolatori delle Autorità portuali debbano prevedere che le strutture sottoutilizzate siano destinate al diporto e quella che acquisisce l’emendamento del Turismo sull’esenzione dei pontili galleggianti stagionali dalla licenza edilizia.

PROTESTE DA GENOVA: UNO SCHIAFFIO PER I COMUNI – Ad aprile non si fecero attendere le proteste dei comuni. “Un provvedimento inaccettabile, uno schiaffo pesante e inopportuno nei confronti dei Comuni”. Così il Sindaco di Genova e delegato alle Città portuali dell’Anci, Marta Vincenzi, commenta l’approvazione del disegno di legge che riforma l’ordinamento dei porti italiani. “Con la legge si delinea una sorta di commissariamento dei porti da parte del Governo – continuò il sindaco Vincenzi – con i Comuni completamente esautorati da ogni decisione.” Di fronte all’esigenza di “un sostanziale riordino delle autorità portuali, della politica dei porti e della logistica integrata – disse Vincenzi – si preferisce privare i porti stessi di ogni autonomia finanziaria. E’ una banalizzazione del problema, è il riaffermarsi di un centralismo burocratico che stride fortemente con i precetti del tanto decantato federalismo” ( Approfondimento Ddl)

LE CRITICHE DA PARTE DELLA CONSULTA’ DELLE CITTA’ PORTUALI DELL’ANCI – Ritardi per l’approvazione dei Piani regolatori dei comuni con la definizione del ddl Matteoli. Tra le criticità principali: la mancata eliminazione delle Autorità Portuali (che al contrario verrebbero aumentate di numero), oltre ad un accentramento delle fiscalità locali. Questo il giudizio emerso all’unanimità dopo la riunione, svoltasi lo scorso 3 giugno a Roma, della Consulta delle citta’ Portuali dell’Anci, riunione durante la quale i sindaci di diverse città italiane (compreso il sindaco di Manfredonia Angelo Riccardi) stroncarono il contenuto del disegno di legge sul sistema portuale.

“DDL MATTEOLI ? UN PASSO INDIETRO INACCETTABILE” – Il disegno di legge sulla Riforma del sistema portuale è un passo indietro rispetto alla legge 84/94, che i Comuni non possono accettare – dissero i rappresentanti amministrativi presenti nell’ultima riunione della Consulta delle citta’ Portuali dell’Anci- I Comuni sono i primi ad avere bisogno di tempi rapidi per l’approvazione dei piani regolatori per evitare conflittualita’- continuano – ma il testo proposto non affronta il problema e non propone risposte a queste esigenze”, rischiando al contrario di “creare ulteriori conflitti”. ”Le autorita’ portuali – ricorda la Consulta – devono gestire solo i servizi all’interno del porto, e rappresentano uno strumento, non un soggetto portatore di funzioni di Governo del territorio”. Nel ddl del governo, inoltre, ‘‘non vengono presi in considerazione una serie di fattori dirimenti: scompare l’aspetto legato alla fiscalita’ locale, a dispetto di ogni federalismo; non viene considerato il ruolo del Comune nella creazione delle adeguate infrastrutture”.

GIA’ CAMPO E BORDO CONTRO AP CON SEDE A MANFREDONIA – LA QUERELLE RICCARDI-FALCONE DURANTE LA CAMPAGNA ELETTORALE Focus: la classe dirigente di Sinistra di Manfredonia contro l’Ap

CONTRO LA RIFORMA DEL SISTEMA PORTUALE ANCHE IL SINDACO DI MANFREDONIA RICCARDI- Alla riunione presenziò come detto il sindaco di Manfredonia Riccardi, che contestò la scelta del Governo di “includere tra le autorità portuali italiane storiche le due nuove di Manfredonia e Trapani” così “derogando a tutte gli elementi che determinano effettivamente un’autorità portuale”. “E’ stato realizzato un nuovo elenco – disse Riccardi – senza tener conto di dati come il traffico portuale, il numero di imbarchi e sbarchi o la movimentazione merci”, ha detto Riccardi. Sulla centralizzazione delle competenze: “tutte le questioni che riguardano la pianificazione territoriale, l’urbanistica e le altre mansioni che, storicamente, competono agli enti locali, sono state centralizzate”, continua Riccardi, “in contrasto con gli stessi temi del federalismo. Queste sono attività che vanno necessariamente decentrate verso i Comuni e altri enti, affinché possano essere pianificate a livello territoriale”. Contro l’istituzione di un’autorità portuale a Manfredonia (“questo significherà – disse Riccardi – la nomina di un presidente, l’istituzione di un comitato portuale, di cui farà parte la città; e significherà avere ruoli, che fino a oggi non abbiamo avuto Riccardi sostenne inoltre che “dal punto di vista strategico e politico, continuiamo a pensare che sarebbe stato più utile stare all’interno di una rete sinergica allargata”.

Nerli: “inutili le Authority di Trapani e Manfredonia” ultima modifica: 2010-09-21T00:25:28+00:00 da Giuseppe de Filippo



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