Cronaca

Giovinazzo, lottizzazione abusiva. Sequestro beni per 50 milioni

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Giovinazzo, lottizzazioni abusive

Giovinazzo, lottizzazioni abusive (giovinazzolive)

Giovinazzo – SECONDO il Piano regolatore la vasta area doveva essere destinata a “zona artigiana”, di fatto si tratta di vere e proprie “villette” acquistate da chi non aveva nessuna intenzione di aprire un’attività artigianale. Acquistate come abitazioni residenziali (e non come “casa e bottega”), alcune pagate a prezzi di mercato, altre con le agevolazioni previste dalla legge per gli artigiani, appunto.

IL SEQUESTRO – I carabinieri, gli agenti della Polizia municipale e del Corpo Forestale (tutti in servizio alla sezione di Polizia giudiziaria della Procura di Bari) da questa mattina alle 9 stanno eseguendo ordinanze di sequestro preventivo nell’intera area. Si tratta di 146 lotti, alla periferia Nord di Giovinazzo (contrada Chiuso del Nero, nelle vicinanze del campo sportivo), 34 già abitati, alcuni ultimati ma non ancora in uso, altri in costruzione, altri non ancora edificati: il valore dell’intera lottizzazione è stimabile intorno di 50 milioni di euro. Le operazioni di sequestro sono durate per tutta la mattinata e sono state completate nel primo pomeriggio. Ai lotti abitati è stata data facoltà d’uso.

IL FATTO – Il Piano di lottizzazione della Maglia D1.1 del Piano regolatore di Giovinazzo prevedeva che nella zona, proseguimento di via Devenuto, fossero realizzare unità immobiliari “destinate ad attività artigianale di servizio”. Per ogni lotto si sarebbero potuti realizzare tre piani, di cui uno (interrato) da destinare a garage, uno (piano terra) all’attività artigianale e uno (il primo) per gli uffici e l’abitazione dell’artigiano. Di fatto nelle unità immobiliari non vi sarebbe traccia di questa suddivisione, anzi i “tre piani” sarebbero stati adibiti a locali esclusivamente residenziali: il piano terra, per esempio, dove doveva essere realizzato il laboratorio artigianale, era nella gran parte delle unità immobiliari realizzate diventato un “piano rialzato” ed adibito a “zona giorno”, il primo piano a “zona notte”; esternamente erano stati realizzati dei balconi che, invece, non sono previsti nei lotti “artigianali”.

LE INDAGINI – Le indagini della Procura di Bari, inizialmente condotte dalla Polizia municipale della sezione di Polizia giudiziaria, avevano fin dall’inizio evidenziato i primi profili di illegittimità. Le zone residenziali sono sottoposte a vincoli urbanistici diverse ad quelle artigianali, devono, per esempio, prevedere scuole, servizi alla residenza (primi fra tutti i trasporti pubblici), aree a verde e locali per le attività commerciali (negozi e supermercati) per i residenti. Non solo, urbanisticamente sarebbero stati necessari “cambi di destinazione d’uso” per adibire le unità abitative da artigianali a residenziali. Non solo, ma anche l’iter amministrativo della lottizzazione sarebbe, sempre per la Procura illeggittimo: in fase di approvazione da parte del Consiglio comunale non è stato richiesto il parere delle Ferrovie dello Stato, proprietaria di alcuni suoli nella zona; in fase di realizzazione non sono state rispettate le distanze di sicurezza dai binari (i lotti sono stati costruiti a 20 metri di distanza, le normative urbanistiche ne richiedono 30); la volumetria residenziale non doveva, poi, essere superiore al 20% di quella prevista ad attività produttiva; infine, non è stata rispettata la legge Tognoli, lì dove si stabilisce la superficie minima che in ogni lottizzazione deve essere riservata ai parcheggi. La Procura, nell’inchiesta, si è avvalsa di due consulenti tecnici.

LA DECISIONE DEL GIP – Su richiesta della Procura il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari (che si è avvalso di un proprio consulente tecnico) ha disposto il sequestro preventivo dei 146 lotti accogliendo la tesi dell’accusa non solo per “bloccare” un illecito già compiuto-edificato, ma per evitare sia la costruzione di altri immobili abusivi, sia per non permettere che le unità abitative continuassero a essere utilizzate come residenza in assenza di una licenza di abitabilità


Redazione Stato, riproduzione riservata



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