Manfredonia

Aggressione a clochard. Il sindaco: “Comune parte civile nei confronti degli autori. Un’ipotesi”

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Manfredonia, aggredito clochard. Condanna del sindaco (archivio, ST)

Manfredonia – FERMA condanna e sdegno – da parte del Comune di Manfredonia – per la vile aggressione di cui è rimasto vittima, in questi giorni, Paolo: un clochard noto ai più per essere solito sbarcare il lunario vendendo verdure, presso i mercatini rionali e per l’abitudine a lasciarsi accompagnare da un paio di cani, che lo seguono fedelmente nei suoi spostamenti quotidiani a bordo di una bicicletta.

“Condanna e sdegno che esprimo come primo cittadino di Manfredonia e per conto della comunità sipontina che rappresento. Dinanzi ad uno squallido gesto come questo sento, prepotente, la necessità di riaffermare con maggiore convinzione il valore dell’integrazione e del rispetto verso chi viene considerato diverso, perché non corrispondente ai canoni che solitamente vengono attribuiti alla normalità”, dice il sindaco.

“Dietro la facciata, apparente, del benessere, si nascondono, sempre più spesso, ampi vuoti relazionali, educativi e sociali. Sono certo di incarnare lo spirito dei miei concittadini invocando uno scatto d’orgoglio, che parta dalla condanna dei colpevoli, ma che abbia seguito nella ricerca approfondita, alla radice, di questa deleteria maniera di porgersi e rapportarsi nei confronti dei soggetti più deboli. Quanto accaduto deve essere interpretato come un inquietante segnale di disagio e mi spinge non solo a prendere le distanze dai soggetti protagonisti dell’aggressione, ma soprattutto a riflettere sul contesto che li conduce a compiere un gesto di tale violenza. E’ palese, infatti, l’esistenza di una grave emergenza educativa e sociale, rilevata sin dal mio insediamento a Palazzo San Domenico, e la stessa deve continuare a rappresentare una priorità di intervento nella nostra città. Ciò, ovviamente, non può rappresentare un alibi di alcun tipo per chicchesia ed è doverosa, oltre che necessaria, la massima fermezza nella punizione”.


“Non si può essere indulgenti nei confronti di chi perpetra atti di una intolleranza così bestiale, per giunta nei confronti di una persona assolutamente indifesa, ed il mio auspicio, riponendo massima fiducia nell’operato delle Forze dell’Ordine, è che vengano individuati e perseguiti, al più presto, le persone resesi responsabili di una tale barbara aggressione. A tale proposito aggiungo che sto valutando, di concerto con l’Ufficio Legale del Comune di Manfredonia, anche la possibilità di costituirci parte civile nei confronti di chi verrà individuato e denunciato dall’Autorità preposta“.

“Forza Paolo, la vera Manfredonia, quella dei cittadini ligi e rispettosi del prossimo, ti è vicina. Vicina quanto Bianca, la tua cagnetta che, dal giorno del ricovero in Ospedale, si è stabilita nell’atrio del Pronto Soccorso in attesa di vederti risalire in bici e pedalare verso le campagne, verso i mercatini, verso il riaffermare la dignità dell’individuo al di là delle sue condizioni economiche, personali e sociali”.


Redazione Stato



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Commenti


  • chiedo

    ma a che servono le telecamere????


  • Anonimo

    solo per bellezza servono le telecamere


  • alice

    forza Paolo……..ci manchi già


  • Okin

    strano ma io ho visto Paolo ieri camminare con le sue gambe, l’altro giorno il giornale parlava si un clochard in fin di vita ma sarà la stessa persona?


  • mah

    la nostra città è ormai piena di gente che non merita di essere chiamata gente…vergognatevi, ma forse non conoscono neanche la vergogna!!!! la colpa è della droga troppa e troppo facile trovarla….che schifo!!!!


  • ma p' favor

    sveglia comuneeeeeeeeeeeeeeeeee


  • anonimo

    siamo arrivati un un mondo schifoso,gente ignorante che circonda le nostre vie..mi rivolgo al comune.ci sono per le vie della citta’ oltre 100 telecamere,ma vorrei sapere a cosa servono.diamoci una mossa.


  • anonimo

    a me dispiace moltissimo della persona.anche se era un barbone comunque era una persona come noi. insieme a lui c’erano 2 cani che erano amici a lui.

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