Cronaca

AICS Foggia: “Dalla Federico II alla Tarsu: storie di fallimenti senza un perchè”

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Il sindaco Gianni Mongelli (Ph: Piero Ferrante, St)

Foggia- L’AICS (Associazione Italiana Cultura e Sport) esprime sconcerto per la recente decisione del Comune di Foggia di aumentare la Tarsu (tassa per lo smaltimento) del 35%. “Una decisione che peserà e non poco sulle già disastrate tasche dei cittadini foggiani, il tutto di fronte ad una pressoché assenza di servizi offerti alla popolazione del capoluogo dauno. L’aumento della Tarsu, decisa anche a fronte del contenzioso tra il Comune di Foggia e la società di riscossione tributi, ha origini lontane e rientra tra le scellerate decisioni della politica di questo territorio, che fa pagare ai cittadini le conseguenze dei propri fallimenti. Non è la prima volta che ciò accade”.

A tal proposito, l’AICS ricorda la vicenda della Federico II Airways, compagnia aerea municipalizzata, nata il 16 novembre del 1998 da un’idea dell’allora sindaco, Paolo Agostinacchio i cui soci, oltre al Comune di Foggia, erano le aziende Amica, Ataf e Amgas, per un capitale sociale di circa 10 miliardi delle vecchie lire. Una compagnia nata sotto i migliori auspici, ovvero il decollo industriale, sociale ed economico della Capitanata, con conseguenti investimenti di imprenditori che avrebbero fatto “scalo” a Foggia e creato decine di migliaia di posti di lavoro, senza contare il turismo religioso per la vicinanza a San Giovanni Rotondo, meta di pellegrinaggio per i fedeli di San Pio. Foggia sarebbe diventata il centro geo-strategico del sistema aeroportuale italiano: tre coppie di voli da Foggia per Roma Fiumicino, dove i mezzi avrebbero dovuto fare scalo prima di ripartire alla volta degli aeroporti di Cagliari, Catania, Palermo, Torino, Genova, Milano, Bologna, Crotone. Parole cui però non sono seguiti i fatti: solo quattro anni dopo la sua creazione, la Federico II fu dichiarata fallita dalla sezione fallimentare del Tribunale di Foggia.

Tra le numerose istanze di fallimento avanzate dai creditori, ci furono quelle dell’ Aeroporto di Catania, che avanzava crediti per 70mila euro, e della Cooperativa di vigilanza Apulia, i cui crediti sfioravano i 100 mila euro. Senza contare le ingiunzioni di pagamento fatte dai dipendenti che non percepivano stipendio da oltre un anno. Fallimento che ricadde sulla tasche dei foggiani, con aumenti di tasse e prezzo dei biglietti, e che ha avuto conseguenze drammatiche. Perché a distanza di tanti anni non si fa ancora chiarezza su questa vicenda? Di chi fu la colpa? E’ ora di dire basta a questo modo di fare politica, in cui le sorti del territorio vengono decise sempre da pochi e dai soliti “baroni”, senza che venga fatta chiarezza sui fallimenti per cui Foggia sta pagando un prezzo altissimo. L’AICS Foggia invita tutti i cittadini foggiani a prendere coscienza di questi problemi, che non hanno uno specifico colore politico ma sono frutto di, e invita le attuali forze politiche del territorio o la magistratura a fare chiarezza, una volta per tutte, su una vicenda.


Redazione Stato



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