Politica

Foggia, snodo verifica. De Santis a Stato: “L’ora delle competenze”

Di:

Leo De Santis (St)

Foggia – ORA che le carte sono scoperte, Leonardo De Santis, consigliere comunale in quota civica Mongelli, ma aderente a Sinistra ecologia e Libertà, non nasconde oltre le sue remore da “uomo sinceramente di sinistra”. La verifica è una cascata che ha ingenerato già le prime forti avversioni interne alla fu coalizione. E, soprattutto, tanta confusione sull’asset dell’alleanza. A quel che è possibile dedurre dall’affondo dell’ex vicesindaco Lucia Lambresa, a raccolta da ‘Gianni’ martedì pomeriggio, è insanabile la frattura tra Noi Sud e l’Ingegnere. Lambresa passa in minoranza, anche se solo virtualmente. Lucia non siederà in consiglio. I suoi, invece, sì. Con lei, si distacca una volta per tutte dalla stretta del primo cittadino, anche il suo partito. Compagine in crescita e con ambizioni di risultati. Ma l’ex missina sa bene che, ormai, è out, tagliata fuori dai giochi per la composizione della nuova giunta.
Ma se la destra dell’amministrazione sbraita, l’ala sinistra non reste in silenzio. A Stato, De Santis prova a spiegare gli errori, ma anche a far luce su coni d’ombra rimasti sguarniti dall’elettrificazione.

De Santis, siamo al cataclisma politico, un’ammucchiata di tutti contro tutti che impedisce di riconoscere amici ed avversari. È la fine dell’impero Mongelli?
No, non credo si tratti di fine dell’impero Mongelli, come lo chiama lei. Sono certo anzi, che possa essere addirittura un inizio. L’inizio della discussione. Si è aperta una grande opportunità politica per il sindaco innanzitutto, chiamato a dare una nuova linfa ad un’amministrazione rinsecchita da interessi di parte e rivendicazioni spontanee. Ma anche per i partiti. Tutti devono dimostrare ad una cittadinanza arrabbiata di avere a cuore le sorti di Foggia. Ci troviamo di fronte una ramificazione. Che fare? Alimentare il solito sistema delle spartizioni, oppure ascoltare la città le sue esigenze. Mongelli deve imboccare questa seconda strada. Anzi, lo lancio come un consiglio: “Gianni, scrollati di dosso le segreterie dei partiti e Ascolta la città”.
o Voglio ricordare che il sindaco ha preso un impegno pubblico durante il Consiglio: ha chiesto a tutti di bussare alla sua porta per consigliarlo. Lui sapeva bene che, una settimana dopo, sarebbe incominciata questa fase.

La “fase due”…
Si, l’hanno chiamata tutti così. Ma io non amo le frasi precostituite. Non mi piacciono. Anche quando si riferiscono al cambiamento lo si fa servendosi di standard lessicali. Che, per giunta, dicono tutto e niente. Ora servono fatti, non slogan. Per due anni qualcuno è andato avanti credendo che la città gli i avesse regalato una delega in bianco. Dobbiamo prendere atto che le cose non stanno più così. Le condizioni economiche della gente sono peggiorate, la società è in balia della crisi, dello sfacelo anche etico. Senza dimenticare che, per strada, ci sono ancora quintali di rifiuti in marcescenza. Non possiamo sempre nasconderci dietro i tagli o dietro l’impossibilità di fare le cose. E la stessa minoranza perpetua una sterile polemica, un muro contro muro fatto di brusii, di voci alimentate, di menzogne diffuse a mezzo stampa e non solo. Non ho mai sentito una proposta sensata per la risoluzione del problema dei rifiuti. L’amministrazione chiusa a riccio e l’opposizione come testa di un ariete

De Santis ma lei fa parte della maggioranza che avrebbe dovuto fare le cose concrete di cui ora parla…
Ne sono cosciente, me ne assumo la responsabilità. Anzi, l’ho già pienamente assunta. Dopo una fase in cui mi sono dibattuto fra partito e amministrazione, obbligato a votare, ratificare, accettare, anche lì mi sono interrogato e mi sono credo distinto , come il mio voto contrario sulle varianti urbanistiche possa essere un esempio, oggi mi sono, lo dico fra mille virgolette, ancora più emancipato.

Boom, consigliere…
La verità è che sussiste un paradosso inconcepibile. Io, consigliere, amministratore, eletto dai cittadini attraverso libere consultazioni può essere scavalcato da un accordo tra Sindaco e segreteria. E questo fino a quando? Questo accade quando non si consulta la base, e forse nello specifico fino a quando il Sindaco non ha ben presenti i ruoli, personalmente non sono attaccato ad una poltrona così scomoda, ma credo sia giusto esigere rispetto per il mio ruolo.

Una guerra intestina De Santis…
Non si tratta di guerreggiare o non guerreggiare. Né di stabilire chi abbia, in campo, gli eserciti più decisivi, meglio equipaggiati, con le divise più lucenti. Si tratta di amministrare una città. E non è plausibile che, in un frangente come questo, pieno zeppo di trappole ed ostacoli, possa trovarmi in disaccordo con la mia stessa gente. Per dire, quando lanciai, proprio prima dell’approvazione del Bilancio, la nota in cui descrivevo delle difficoltà materiali di Foggia, ebbi il supporto della segreteria cittadina di SeL. Il resto è storia ed acqua passata.

E allora torniamoci a Foggia. Che ruolo avrà SeL nella verifica. Fino a pochi mesi fa, eravate divisi fra chi voleva entrare in giunta (la maggioranza) e chi in consiglio (il circolo Luxemburg). Oggi cosa chiederà il partito di Nichi Vendola al sindaco Mongelli?
Il partito non ha dei nomi in ballo, anche se all’interno ci sono tutte le competenze necessarie per qualsiasi ruolo, ma la mia posizione personalissima è chiara: dobbiamo chiedere il bene di Foggia, non un assessorato, ma una politica. Possiamo fare da sponda, da punto di riferimento per portare avanti istanze di cambiamento, di rinnovamento, ci potrebbero essere nomi di eccellenze proposti al Sindaco da parte della città che potrebbero avere il mio favore per quel poco che conta. Una cosa è certa: auspico una grossa presenza di professionalità, competenze e soprattutto donne all’interno della Giunta. Affrontiamo la tematica dei rifiuti. Diamo una risposta sulla questione municipalizzate. Io ho proposto, e continuerò a proporre, la soppressione dei Cda e la loro sostituzione con tavoli permanenti composti di gruppi di cittadini, tecnici ed associazioni.

p.ferrante@statoquotidiano.it



Vota questo articolo:
1

Commenti


  • vittoria gentile

    C’era questo testo di Diego Della Valle su alcuni importanti quotidiani nazionali, oggi. Io l’ho letto come un incitamento e uno sprone al paese tutto (politica e società civile). Pur portandosi appresso un senso di pesantezza e di stanca notevole da cui queste parole sembrano venir fuori come un fiotto, anche con una rabbia notevole. Non so, naturalmente ciascuno potrà leggerle a proprio modo. A me sono comunque piaciute, credo meritino di essere lette.

    Pagine di quotidiani comprate da Diego Della Valle. Non dedicate alla pubblicità della Tod’s, ma per criticare l’attuale classe politica. Ecco il testo dell’ultima pagina di Repubblica:

    “POLITICI ORA BASTA”

    Lo spettacolo indecente ed irresponsabile che molti di voi stanno dando non è più tollerabile da gran parte degli italiani e questo riguarda la buona parte degli appartententi a tutti gli schieramenti politici.
    Il vostro agire attento solo a piccoli o grandi interessi personali e di partito, trascurando gli interessi del Paese, ci sta portando al disastro e sta danneggiando irrimediabilmente la reputazione dell’Italia nel mondo.
    Rendetevi conto che tanti Italiani non hanno più nessuna stima e nessuna fiducia in molti di Voi e non hanno più nessuna intenzione di farsi rappresentare da una classe politica che, salvo alcune eccezioni, si è totalmente allontanata dalla realtà delle cose e dai bisogni reali dei cittadini.
    La grave crisi che ha colpito le economie mondiali, Italia compresa, impone serietà, competenza, buona reputazione, senso dello Stato ed amore per il proprio Paese, per uscire da questo momento molto preoccupante.
    Invece, purtroppo, bisogna prendere atto che solo una piccola parte dell’attuale classe politica possiede queste caratteristiche, mentre il resto è composto da persone incompetenti e non preparate che non hanno nessuna percezione dei problemi del Paese, della gravità del momento e tantomeno una visione mondiale degli scenari futuri che ci aspettano.
    Anche una parte del mondo economico del Paese (intendo quella che non vive di mercato e di concorrenza) ha le sue gravi responsabilità della condizione in cui ci troviamo ora: per troppo tempo ha infatti avuto rapporti con tutta la politica (in base alle opportunità e alle loro convenienze del momento) sostenendola in tanti modi, senza mai richiamarli al sesnso del dovere e nell’interesse dell’Italia.
    Ora la gravità della situazione impone che le componenti della società civile più serie e responsabili, che hanno veramente a cuore le sorti del Paese (politici-mondo delle imprese-mondo del lavoro) si parlino tra di loro e si adoperino e lavorino per affrontare con la competenza e la serietà necessaria questo difficile momento.
    Bisogna dare prospettive positive per il futuro dei giovani, creare e proteggere posti di lavoro e garantire a tutti una vita dignitosa, soprattutto a chi ha più bisogno.
    Alla parte migliore della polita e della società civile che si impegnerà a lavorare seriamente in questa direzione, credo che saremo in molti a dire grazie.
    A quei politici, di qualunque colore essi siano, che si sono invece contraddistinti per la totale mancanza di competenza, di dignità e di amor proprio per le sorti del Paese, saremo sicuramente in molti a volergli dire di vergognarsi.

    Diego Della Valle

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Condividi