Economia

Il Governo rivede in peggio le stime: Pil calerà del 2,4%

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Roma – IL Governo rivede in peggio le stime: Pil calerà del 2,4%. Così dopo il Consiglio dei Ministri riunitosi oggi alle ore 15.30 a Palazzo Chigi, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio, Mario Monti e con segretario il Sottosegretario di Stato alla Presidenza, Antonio Catricalà.

Il Governo ha dunque aggiornato le stime sulla crescita e i conti pubblici per il periodo 2012-2015 rispetto ai dati comunicati nel Documento di economia e finanza dello scorso 18 aprile. A causa del peggioramento dello scenario internazionale, in particolare della zona euro, nel 2012 è prevista una contrazione del Pil del 2.4 per cento e nel 2013 la crescita dovrebbe essere leggermente negativa. L’anno prossimo infatti, a causa dell’effetto di trascinamento del calo registrato nel corso del 2012, è prevista una contrazione dello 0,2 per cento. Nel 2014-2015, invece, è prevista una crescita rispettivamente dell’1,1 per cento e dell’1,3 per cento grazie all’ aumento della domanda interna ed esterna in virtù degli effetti positivi delle riforme strutturali per rilanciare l’economia.

Nonostante l’avverso scenario internazionale, la situazione dei conti pubblici è migliorata nei primi otto mesi dell’anno, con un Fabbisogno di cassa del settore statale che si è ridotto di 13.6 miliardi di euro attestandosi a 33.5 miliardi di euro. Questo è stato possibile grazie ad una riduzione della spesa e ad un aumento delle entrate sebbene, in quest’ultimo caso, più modesto del previsto. Purtroppo gli oneri finanziari sono aumentati in questa fase a causa delle incertezze nella zona euro, che solo di recente sembrano avviarsi verso una attenuazione.

A legislazione vigente è previsto un indebitamento netto strutturale della PA del -0,9% del PIL nel 2012, in riduzione di 2,8 punti percentuali rispetto al 2011. Nel 2013, l’indebitamento è atteso attestarsi a +0,2%. Pertanto il Governo conferma l’obiettivo del bilancio in pareggio in termini strutturali nel 2013, malgrado l’impatto di eventi naturali avversi – quali il terremoto che ha colpito l’Emilia Romagna nel 2012 – e la presenza di un rallentamento dell’economia più significativo di quanto previsto nel DEF, abbiano determinato l’esigenza di assumere spese incomprimibili. Si ricorda che, in conformità con quanto previsto dal Trattato di Stabilità europeo (Fiscal Compact) “il saldo strutturale annuo della PA è pari all’obiettivo di medio termine specifico per il Paese (…) con il limite inferiore di un disavanzo strutturale dello 0,5% del PIL ai prezzi di mercato”.

Redazione Stato@riproduzioneriservata



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