Capitanata

Bruciò auto vigili dopo un sequestro, arrestato 44enne

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Incendio a parco auto vigili urbani San Severo, un arresto (st)

Foggia – I Carabinieri della Compagnia di San Severo hanno tratto in arresto, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP presso il Tribunale di Foggia, Michele Colio, classe 1968, già detenuto per altra causa, “ritenuto responsabile dei reati di incendio, resistenza a pubblico ufficiale continuata e minaccia aggravata”.


I fatti.
La notte del 9 aprile 2012 veniva appiccato un incendio di origine dolosa all’interno del parco macchine della Polizia Municipale di San Severo, provocando la distruzione di quattro autovetture in dotazione, nonché il danneggiamento di una quinta e di gran parte della tettoia al di sotto della quale gli automezzi venivano parcheggiati. Altri mezzi e materiali in dotazione alla Polizia Locale erano presenti in loco e l’insano gesto non giungeva a conseguenze peggiori solo grazie all’immediato intervento dei Carabinieri e dei Vigili del Fuoco, che riuscivano a domare le fiamme e a mettere in sicurezza l’intera zona.


Le indagini.
Le immagini estrapolate dall’impianto di videosorveglianza presente, a causa di lavori realizzati nel corso degli anni, non permettevano all’operatore della Polizia Locale, deputato alla vigilanza del luogo, di avvedersi in tempo dell’accaduto, ne’ tantomeno consentivano l’identificazione del responsabile. Sul fatto avvenuto la notte di Pasquetta, che destò grande allarme sociale e la preoccupazione delle Istituzioni locali, furono attivate immediate indagini dai Carabinieri della Compagnia di San Severo, unitamente a personale del locale Comando dei Vigili Urbani, che permettevano da subito di concentrare i sospetti su Colio Michele.

Da quanto emerso, l’uomo è risultato “fortemente risentito del sequestro del proprio ciclomotore da parte degli Agenti della Polizia Municipale avvenuto pochi giorni prima dell’incendio” e, nell’occasione, aveva anche indirizzato gravi minacce agli operanti. I sospetti trovavano puntuale conferma nel corso delle successive indagini allorquando si constatava che Colio, a seguito del sequestro del proprio ciclomotore, era solito muoversi con una bicicletta da donna di colore bianco. Le immagini estrapolate da alcuni sistemi di videosorveglianza presenti in città ed alcuni segni caratteristici del mezzo permettevano agli inquirenti di individuare la bicicletta in uso all’uomo con quella utilizzata la notte del 9 aprile da un anonimo ciclista ripreso mentre si dirigeva in direzione del parco macchine della Polizia Locale pochi minuti prima che scattasse l’allarme dell’incendio.

“Il quadro probatorio e’ divenuto schiacciante grazie ad ulteriori particolari raccolti dalle testimonianze di altri operatori della Polizia Locale e di terze persone che a vario titolo avevano avuto a che fare con il Colio, nonché da attività di intercettazione poste in essere dai Carabinieri”.


Redazione Stato@riproduzioneriservata



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