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No petrolio conferenza di Venezia, Incontra sollecita Clini

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Ministro Ambiente Clini (fonte image: bora.la)

Roma – UN incontro urgente, a Roma, per approfondire gli aspetti organizzativi della Conferenza delle Regioni adriatiche e del Mediterraneo europeo, in programma a Venezia l’8 e 9 novembre. È la richiesta rivolta al ministro dell’Ambiente Corrado Clini dal presidente del Consiglio regionale della Puglia Onofrio Introna.

Come annunciato, Clini ha aderito alla proposta del presidente dell’Assemblea pugliese di affrontare in un grande convegno internazionale il tema della tutela dei mari da ogni inquinamento, in particolare da idrocarburi. “Per le intervenute difficoltà della Regione Friuli – fa notare Introna – è Venezia la sede indicata dalla Conferenza plenaria dei presidenti dei Consigli regionali, per la disponibilità del collega presidente Clodovaldo Ruffato”. Il Veneto, con l’Abruzzo, non a caso ha seguito l’esempio del Consiglio regionale pugliese, approvando una proposta di legge alle Camere, per chiedere il divieto di prospezioni e ricerche di idrocarburi in mare.

Dallo stesso ministro Clini, del resto, è venuta di recente l’indicazione di un percorso parlamentare per una legge No petrolio, in Adriatico, Ionio e Tirreno, bloccando così l’iter di qualsiasi autorizzazione richiesta dalle aziende petrolifere. E il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, ha sensibilizzato i segretari nazionali dei partiti, segnalando l’esigenza di un’iniziativa parlamentare in tal senso. Importante, in questa direzione, l’ordine del giorno approvato all’unanimità dai presidenti dei Consigli regionali italiani, con l’invito a tutte le Giunte regionali “ad opporsi con ogni atto alle decisioni del governo nazionale che autorizzino prospezioni nel sottosuolo marino e consentano qualsiasi attività di sfruttamento del mare e di ricerca e coltivazione di idrocarburi liquidi”.

L’incontro richiesto al ministro Clini, aggiunge il presiedente Introna, servirà anche a concordare le modalità di partecipazione alla Conferenza di Venezia delle nazioni transadriatiche, Croazia, Albania, Montenegro e Grecia, “per allargare a tutti i Paesi del bacino la battaglia a difesa della salute del mare e della sua determinante e articolata economia”.


Redazione Stato



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