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“Pax: un villaggio globale dove confermare la fratellanza universale”

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Pax: un villaggio globale dove confermare la fratellanza universale” (st)

LE civiltà evolute da sempre hanno dato prova della loro grandezza cooperando tra loro, lasciando spazio alla competizione giusto in ambito sportivo: le olimpiadi ne sono un esempio. Lo scontro tra civiltà ha da sempre prodotto tragedie umane, la storia ce lo insegna. Per questo, nelle contese, può essere utile mettere da parte le ostilità ed inseguire i buoni propositi ispirati pure dai sogni, che a volte, inconsciamente, ci indicano la strada da seguire, come questo sogno di tanto tempo fa che inizia pressappoco così: “Una Colomba dal Cielo scende nel luogo, che osservo intorno a me, una piazza con tante genti di diversa nazionalità, intenti in abbracci e saluti in segno di pace, e tante case equidistanti.

Trovo anche una mia conoscenza di vecchia data, l’amico Paolo della devoto pure lui a San Michele Arcangelo, che mi dice: “ci siamo riusciti” e poi “osserva! di qui si notano pure San Giovanni Rotondo e Monte Sant’Angelo”. A questo punto la Colomba sale in alto, e credo, dal suo punto di vista osservo un villaggio, che si sviluppa circolarmente dalla piazza, anch’essa a forma di cerchio, in cui c’è tanta gente in festa.

Poi una voce esclama: “Pax è la località dell’armonia, sviluppala ponendoti domande e proponila ad uomini di buona volontà, insieme la potete realizzare (…)”. Questo il Sogno, così di prima mattina, subito scrivo il ricordo degli avvenimenti del sogno e sviluppo in maniera semplice il villaggio osservato dall’alto, disegnando i primi insediamenti intorno alla piazza centrale ( Vedi disegno piantina ) e poi, sempre ispirato al sogno, descrivo quanto segue rispondendo a domande quali: cosa, chi, perché, dove , come e quando (…) Cosa? Fondare il villaggio della Pace, denominato “PAX”: da una piazza a forma di cerchio si sviluppa un villaggio circolare, il disegno evidenzia solo i primi insediamenti: quartieri, che si sviluppano in modo concentrico con strade, che si estendono a raggio dalla Piazza centrale. “Un luogo “ideale” fondato sulla fratellanza universale (…).

L’architettura “varia”, in “stile continentale”, ossia caratterizzata da modi e stili di costruire tipici di ogni continente, forma uno “spicchio” (quartiere) abitato da uomini provenienti dai continenti di riferimento, ad esempio: costruzioni in stile pagoda per il quartiere orientale (asiatico), abitato da uomini con gli occhi a mandorla, e così via per gli altri quattro continenti, disegnati nella piantina. Un sesto “spicchio” può essere destinato al libero tempo spirituale; la cui sede a forma di “triangolo” è un luogo di culto “comune”, dove professare la fede di provenienza, immersi in una natura rigogliosa, un “giardino naturale” dove accrescere la dimensione spirituale… Chi? Gli abitanti di questo luogo, come prima accennato, verranno da ogni dove in rappresentanza dei cinque continenti, ognuno dei quali caratterizzerà il luogo con il proprio stile culturale, urbano, e spirituale, creando una località a misura d’uomo ispirata ai valori della fede.

Perché? Perché si renda tangibile la coesistenza pacifica della diversa umanità, che si fa unità in una civiltà dell’amore verso il prossimo, Dio e l’ambiente (che almeno questo luogo sia ecosostenibile e dia opportunità di un sano lavoro ai suoi abitanti! Dall’agricoltura biologica al terzo settore, ai servizi, alla comunicazione ed altre attività con cui gli uomini si faranno onore).

Dove? Sviluppare Pax in un punto del Tavoliere da cui sono visibili due Città “Sante”: San Giovanni R., e Monte Sant’Angelo. In questo luogo le distanze tra i continenti saranno ridottissime, sarà semplice fare un salto nell’altro continente, basterà andare dall’amico-fratello, che abita dall’altra parte della strada. Come? Per costruire questo luogo servono fondi, che possono essere raccolti dai Paesi, che vorranno aderire a questa impresa, magari coordinata da Enti soprannazionali. Quando? Pax si svilupperà quando ci saranno uomini di buona volontà decisi a costruirla! A tal punto, da affermare: “ci credo con tutto me stesso!”.

Speriamo dunque che questo sogno trovi “uomini di Dio” propensi a creare quegli elementi di coesione sociale atti ad iniziarlo e continuarlo per questo ricordo un aforisma di Mons. Helder Camara “Se un uomo sogna da solo, il sogno resta un sogno,ma quando tanti uomini sognano la stessa cosa il sogno diventa realtà”. Allora sipontini sognate come Ben Acta in arte detto Bene.


Redazione Stato



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