Manfredonia

“Stalking” per eredità locale: “ve lo brucio”; arrestato 82enne

Di:

Rione Monticchio, Manfredonia (archivio)

Manfredonia/Monte Sant’Angelo – DISSIDI in famiglia per eredità: eseguita ordinanza di custodia cautelare.

Personale della Squadra di PG del Commissariato di Manfredonia ha infatto arrestato – in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare che dispone gli arresti domiciliari, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Foggia, dr. Domenico Zeno – su richiesta del Sost. Proc. Rep. Dr.ssa Maria Giuseppina Gravina – il 82enne Matteo Totaro, originario di Monte Sant’Angelo ma residente a Manfredonia. L’uomo è accusato di “stalking.” (da mattinale stampa Questura: “arresto in esecuzione ordinanza dell’AG in regime di detenzione domiciliare, per minaccia”).

L’operazione. Il provvedimento restrittivo è scaturito dall’attività investigativa condotta dalla Polizia Giudiziaria del Commissariato P.S. di Manfredonia, dalla quale è emersa la sussistenza a carico dell’uomo “di gravi indizi di colpevolezza in relazione al reato contestatogli“.

I dissidi per l’eredità. Il procedimento trae origine da una querela sporta lo scorso anno presso il Commissariato di P.S. di Manfredonia da una nipote nei confronti dello zio, odierno arrestato; la donna lamentava che quest’ultimo aveva ripreso, nell’agosto 2011, “ad inviare numerose lettere minatorie dirette a lei ed ai suoi familiari”. Da quanto rappresentato in denuncia e dalla lettura del contenuto delle stesse gli agenti riscontravano “chiaramente che lo zio nutre un profondo sentimento di astio nei confronti della nipote a seguito della divisione ereditaria successiva alla morte di suo fratello, nonché padre della denunciante, avente ad oggetto un locale commerciale sito in zona Monticchio e l’appartamento ad esso sovrastante“.


Anche minacce di morte.
Da qui l’uomo avrebbe minacciato “reiteratamente di morte i familiari della nipote, manifestando più volte l’intenzione di dar fuoco allo stabile oggetto del contendere” ed aggiungendo “di non aver nulla da perdere attesa l’età di anni 82” e promettendo alla nipote che “presto andrà a far compagnia al padre al cimitero “, nonostante quest’ultima avesse già nel 2010 presentato un atto di diffida nei confronti dello zio, invitandolo ad astenersi dal compiere atti molesti nei suoi confronti, comprensivi anche di esternazioni molto personali ed infamanti su di lei.

Sulla scorta degli atti acquisiti, gli agenti del Commissariato, oltre a prendere atto dell’invio delle lettere minatorie, constatavano “il perenne stato di ansia e di paura della perseguitata e dei suoi familiari”. “Nel corso dell’attività di indagine la persona offesa riceveva ben altre sei missive di analogo tenore a quello delle precedenti, nelle quali l’odierno arrestato minacciava che se non avesse lasciato il locale avrebbe fatto una strage colpendo il palazzo oggetto della diatriba”.


Le disposizioni del G.i.p.
Alla luce di ciò ha ritenuto il G.I.P. sussistessero gravi indizi di colpevolezza a carico di Matteo Totaro “ricorrendo una reiterazione di atti fortemente intimidatori posti in essere nei confronti della vittima e dei suoi familiari che, proprio a causa delle continue minacce che duravano ormai da più di cinque anni, vivono uno stato di forte stress psicologico, nel terrore che lo zio possa mettere in atto gli insani gesti più volte paventati”. Ha ritenuto inoltre il G.I.P vi fossero esigenze cautelari in quanto si evidenziava “il concreto ed attuale pericolo che il Totaro, avvalendosi della forza intimidatoria che in più occasioni ha dimostrato, potrebbe indurre la parte offesa a ritrattare le accuse mosse, nonché il pericolo di reiterazione del reato in quanto vi era il concreto pericolo che lo stesso potesse commettere altri gravi delitti della stessa specie di quello per cui si procede.

“Si teme effettivamente che l’anziano possa porre in essere un attentato ai danni del palazzo, della stessa vittima e dei suoi familiari, anche in considerazione del fatto che l’indagato ha più volte ribadito la serietà delle sue intenzioni“, in considerazione della sua età e del fatto “che non ha nulla da perdere”, continuando altresì a “perseverare nel compimento degli atti delittuosi, a mezzo di numerose lettere, spedite anche in tempi recenti”.

Da qui, dopo le formalità di rito Matteo Totaro è stato accompagnato nella sua abitazione dove si trova ristretto agli arresti domiciliari.


Redazione Stato, ddf@riproduzioneriservata



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