Capitanata

Giannatempo su chiusura Tatarella: “i rami secchi andavano tagliati prima”


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Ospedale Tatarella di Cerignola (St)

Cerignola – NOTA dell’Amministrazione Comunale di Cerignola, sindaco Giannatempo, sui problemi e le prospettive dell’Ospedale Tatarella e della sanità cittadina. “L’Ospedale e in genere la sanità della nostra città non hanno purtroppo interlocutori. Tutti hanno parlato, tutti ne hanno scritto, ma nessuno ha ricevuto da chi di dovere risposte concrete, decisive, esaurienti. Le nostre richieste si fanno rimbalzare da una città all’altra, da Cerignola a Foggia, da Foggia a Bari, da Bari a Roma, da Roma a Bruxelles. E’ il classico gioco dello scaricabarile. Il paradosso è che l’unico ente ad essersi proposto come interlocutore è stato il Comune, pur non avendo istituzionalmente un ruolo decisionale in merito. Non si ha il coraggio di prendere decisioni, cioè di dire se un reparto debba chiudere o possa rimanere aperto. Ma se deve rimanere aperto, che sia messo in condizione di operare al top delle proprie potenzialità. La mancanza di decisioni lascia invece ai medici e agli infermieri la responsabilità di chiudere i reparti rischiando fisicamente e penalmente.
E’ acclarata l’importanza dell’asse sanitario San Severo-Foggia-Cerignola, in quanto questi costituiscono presidi irrinunciabili sia da un punto di vista logistico-geografico che strutturale”.

“Non dimentichiamo che Cerignola è schiacciata tra due caselli autostradali ed è il comune geograficamente più lontano da Foggia rispetto a San Severo, Lucera e Manfredonia. Quello di Casa Sollievo della Sofferenza, a San Giovanni Rotondo, è invece un caso completamente diverso, in quanto quell’ospedale costituisce il punto di riferimento del Gargano e non solo. Noi pensiamo che la cosa più giusta da fare sarebbe stata far precedere il Piano di rientro dal debito sanitario da un Piano di riordino ospedaliero, e in base a questo criterio eliminare prima gli sprechi e i privilegi, poi eventualmente tagliare i rami secchi. Il 31 ottobre, purtroppo, assisteremo all’interruzione di un pubblico servizio, in quanto non potrà essere rinnovato il contratto a tantissimi medici assunti a tempo determinato. Ciò costringerà alla chiusura di interi reparti e metterà a rischio la sopravvivenza di altri”.


Il sindaco di Cerignola Antonio Giannatempo (ST - fonte image: stradalarga.com)

“L’Assessore alla Sanità, mediante incontri che si sono succeduti in questi giorni, ha potuto ascoltare la voce dei responsabili dei reparti e dei servizi dell’Ospedale Tatarella e colto il loro grido di allarme ma ha anche recepito la loro disponibilità a trovare con gli amministratori della Asl una soluzione, anche se sofferta, però condivisa e razionale, in tempi brevi. Già alcuni sindaci, tra questi quello di Manfredonia, hanno chiesto un incontro tra tutti i primi cittadini dei comuni della Capitanata alla presenza del Prefetto di Foggia, intravedendo nell’imminente futuro anche la possibile insorgenza di problemi di ordine pubblico. Un confronto necessario, che a nostro avviso è improrogabile e che richiede una piena assunzione di responsabilità da parte di tutti gli attori coinvolti: il ridimensionamento o la cancellazione di interi reparti ed ospedali è una prospettiva preoccupante, qualcosa che può ulteriormente ridurre il livello della qualità della vita in una provincia, Foggia, già relegata ad un ruolo marginale in Puglia. Non si capisce dunque perché i responsabili amministrativi e politici della sanità si siano finora sottratti a un civile e necessario confronto con gli enti locali. Denunciamo la mancanza di regole: non c’è un piano dei servizi gestito da un Consiglio di Sanitari, proprio perché non esiste una direzione strategica. I vari direttori generali, sanitari ed amministrativi delle strutture operanti nel territorio non riescono a formalizzare un piano dei servizi. Ci sono due leggi da rispettare, o se vogliamo due principi: uno è il diritto alla salute, sancito dalla Costituzione; l’altro è il rispetto del tetto di spesa preventivato. Qualcuno dovrà dire ai medici e ai paramedici quale dei due principi saranno costretti a violare”, termina Giannatempo.


Redazione Stato

Giannatempo su chiusura Tatarella: “i rami secchi andavano tagliati prima” ultima modifica: 2011-10-21T18:33:36+00:00 da Redazione



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