Lavoro

La Pac, mannaia per la Puglia. Stefàno da Foggia: “Meno greening più innovazione”


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Una parte dei relatori di questa mattina (N.M., St)

Foggia – “QUESTA Pac mortifica e delude gli agricoltori italiani e, ancor più, quelli pugliesi”. E’ di Dario Stafàno, Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia, l’affronto più duro contro la Politica Agricola Comune varata dall’Unione Europea. Una strategia che, allo studio di Straburgo e Bruxelles, rischia di mandare a rotoli l’intero sistema produttivo regionale. Secondo le nuove norme comunitarie, infatti, l’Italia è fra i paesi più danneggiati dai provvedimenti, passando i finanziamenti dagli attuali circa 2000 euro ad ettaro ai futuri 320 euro. Una mannaia mortifera per gli agricoltori, che rischiano di veder mortificato il proprio lavoro. La Commissione Europea ha inoltre previsto un innalzamento del livello d’attenzione per quel che riguarda il greening, oltre ad un maggiore livellamento fra i vari paesi membri ed una nuova stima dei suoli, non più valutabili sulla base della produttività storica, ma su quella estensiva.

ONOFRIO GIULIANO – Un controsenso che rammarica Confagricoltura e politica, riunite questa mattina a Foggia al tavolo del convegno “Riforma della politica agricola comunitaria” per capire in che misura, questa, potrebbe ricadere sull’economia dauna. Bastano i primi dieci minuti, in effetti, per capire che, dalle parti dell’associazione degli agricoltori, è tutto pronto per l’erezione delle barricate: “Ridimensionare il valore delle colture storiche, significa cancellare questa provincia dalla faccia della terra”, critica il presidente di Confagricoltura Onofrio Giuliano. E’ la prima di una serie di ammutinamenti della Capitanata rispetto ai provvedimenti europei.

STEFANO SILVESTRIS: “UNA BATTAGLIA CAMPALE” – Tanto che il parlamentare europeo di Bisceglie Sergio Silvestris (Pdl), scaglia il primo sasso contro il Golia di Strasburgo, invitando a raccolta tutto il popolo dell’agricoltura: “Abbiamo tempo, strumenti e proposte per contrastare questi provvedimenti. E lo faremo, perché questa è una battaglia campale”, tuona con voce squillante ai microfoni fissi dell’aula magna della Facoltà di Economia. Quantifica in termini monetari il danno per il nostro paese: “Saranno, per l’Italia, 285 milioni di euro in meno”. Cifra che significa “la fine di molte aziende”. Perché colpire l’agricoltura, spiega, vuol dire “colpire l’intera filiera che, da noi è rappresentata dai frantoi o dai conservifici”. Impossibile e pretestuoso, secondo Silvestris, un sistema di giudizio che, facendo leva suul conceto di equità non tenga in considerazione “le condizioni dei singoli paesi”. Ed esemplifica: “Con 300 euro un agricoltore rumeno compra, nel suo paese, un trattore. In Italia, non paga neppure l’assicurazione per sei mesi”. Invertire l’ordine imposto da Strasburgo, dunque, diventa necessario per la stessa sopravvivenza. Economica e fisiologica. Il parlamentare barese lancia poi le sue proposte. Primo: “Chiediamo che, nella ripartizione dei fondi, si tenga conto della forza lavoro”. Condizione il cui adempimento rimescolerebbe le carte in tavola. “Un ettaro di bosco non occupa, per monte ore, giornate lavorative e persone impiegate neppure una minima èarte di quanto fa un ettaro di uliveto”. Secondo: “Chiediamo che si tenga in considerazione il prodotto lordo vedibile”. Ovvero, quanto dela produzione finisce sulla tavola, reimmessa sul mercato, utile per il soddisfacimento dei bisogni concreti di un popolo. “Ci vogliono convincere che un ettaro di bosco produce la stessa quantità di prodotto vendibile rispetto ad un ettaro coltivato a grano?”
Terzo: “Chiediamo che si tenga conto del potere d’acquisto”. Dunque, per tornare all’esempio del trattore, del valore dell’importo concesso rispetto al costo della vita di ogni songolo paese.

BARBARA MATERA: “PUGLIA INVIDIA DEL MONDO” – Della contesa promette di essere anche l’altra voce pugliese del Parlamento europeo, la lucerina (anche lei pdl), Barbara Matera. “Le nostre ricchezze agricole, i nostri campi di grano, di pomodori, di carciofi, i nostri uliveti sono invidiati in tutto il mondo. Noi li difenderemo” assicura con zelo l’ex volto della Rai. Fissando però anche l’importante paletto della “difesa dell’ambiente”.

DARIO STEFANO – Che non trova il puntello, però, dell’assessore Stefano. Perché “si, la difesa dell’ambiente va bene, non si discute”. Ma “non possiamo dimenticarci che una cosa sono le politiche ambientali ed una cosa quelle agricole”. E che, “la Pac rientra nel novero delle seconde e non delle prime”. Stefàno critica il rigore ambientalista e le strategie di greening fissate dalla Comunità Europea. “L’agricoltura ha bisogno di innovazione, di miglioramenti, di scosse”. Certo, “rispettando l’ambiente”, ma purtuttavia senza fiato sul collo.

L’assessore regionale lancia duri ammonimenti anche nei confronti del Ministro Saverio Romano. “Non è possibile che, ai tavoli, si presenti con relazioni scritte da terzi e senza uno straccio d’idea attinente alla Pac, alle misure da adottare, alle strategie da prendere”. Anche perché “Le Regioni sono molto più avanti”. E tira in ballo la Puglia, “laboratorio che fornisce dati e comparazioni per tutte le altre regioni”. Infine, domanda accesso diretto alle risorse, attraverso un filo unico che fonda enti locali e Ministro delle Finanze.

n.marchitelli@statoquotidiano.it
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La Pac, mannaia per la Puglia. Stefàno da Foggia: “Meno greening più innovazione” ultima modifica: 2011-10-21T18:06:20+00:00 da Redazione



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