Economia

Traporto locale in Puglia, Affatato (Cgil): meno 33 milioni per il 2012


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Affatato (CGIL)

Foggia – LA manovra economica del Governo, approvata il 14 settembre dal Parlamento, che si aggiunge ai tagli già operati, assesta un altro colpo disastroso al trasporto pubblico urbano, extraurbano e ferroviario nel Paese. Per la Puglia i tagli prevedono per il 2012 una riduzione di circa 33milioni di euro, pari al 75% delle risorse necessarie a garantire il trasporto locale, in particolare quello svolto da Trenitalia –Trasporto regionale. Ciò provocherebbe il blocco delle attività e la crisi del settore.

Tanto è emerso dal confronto svolto nei giorni scorsi tra l´Assessore Regionale ai Trasporti – Guglielmo Minervini – e CGIL CISL UIL Regionali, Confederali e di Settore. La pesantezza dei tagli si aggiunge al mancato trasferimento di ulteriori 7milioni di euro per il TPL faticosamente ottenuti lo scorso anno, ma ancora mancanti nella disponibilità della Regione, per il 2011. A fronte della gravità delle scelte operate dal Governo i Sindacati Confederali nazionali stanno attivando tutte le necessarie iniziative, a partire dal confronto unitariamente richiesto al Presidente della Conferenza delle Regioni – Vasco Errani -. Regioni anch´esse impegnate ad evitare i tagli e i pesanti effetti negativi sul TPL.

Per Nicola Affatato – Segretario regionale CGIL – “E´ indispensabile mettere in campo tutte le iniziative necessarie per scongiurare la paralisi dei trasporti e le gravissime conseguenze sociali con un´azione decisa, volta a contrastare le gravi scelte operate dal Governo. Nel contempo è necessario aprire un confronto non più rinviabile in Puglia per avviare una fase di riorganizzazione e di rilancio del settore, eliminando duplicazioni, sovrapposizioni e diseconomie per recuperare risorse finanziarie da investire sul potenziamento dei servizi dove necessario – rispondendo alle sempre maggiori richieste rivolte dai pendolari e dalle comunità – e sulla valorizzazione del lavoro.

Una fase, prosegue Affatato, che deve essere preceduta da un confronto indispensabile tra Regione, EE.LL., Sindacati, Imprese, per ricercare un´intesa sui criteri e gli obiettivi da perseguire nella riorganizzazione. Per garantire la socialità dei servizi, lo svolgimento delle attività e i diritti dei lavoratori, a partire dalla garanzia del mantenimento dei livelli occupazionali. I tempi sono più che maturi, conclude Affatato, per interventi di forte discontinuità con il passato e con pratiche gestionali caratterizzate da una eccessiva frammentazione delle attività e dalla parcellizzazione delle imprese. Sia per la gestione delle infrastrutture per il trasporto locale, a partire dalla rete ferroviaria, che per lo svolgimento dei servizi, serve un sistema unitario e regionale di gestione delle attività. Unico modo per affrontare con più forza – con l´integrazione vettoriale, oraria e tariffaria e con l´intermodalità – le difficoltà e i processi di liberalizzazione in corso”.


Redazione Stato

Traporto locale in Puglia, Affatato (Cgil): meno 33 milioni per il 2012 ultima modifica: 2011-10-21T13:03:39+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Redazione

    E mentre si parla d’altro, la casta si toglie i tagli.

    La notizia è clamorosa e bisogna dire che nessuno ne ha parlato,ormai si va sempre dietro la distrazione di massa e l’altro.Benvenuta manifestazione del 15 Ottobre che hai regalato alla casta rivitalizzazione magnetica,benvenuta morte di Gheddafi,benvenuta manifestazione del 23 no tav sperando che ci regali altre sommosse così si possono produrre chiacchere all’infinito e non si danno e si daranno mai risposte al paese…e tra una chiacchera e l’altra la casta mette a segno il solito colpaccio.

    La casta resterà esente dai tagli previsti dalla manovra correttiva.
    Nessun giornale ne ha parlato,nessun politico della maggioranza,nessun politico dell’opposizione,nessun partito .Certo che questo paese è amato dai rappresentanti del popolo sovrano,a cui si richiedono eterni sacrifici,e dopo aver incassato la fiducia il Premier candidamente ammette che per la crescita non ci sono soldi. La notizia è venuta fuori dal quotidiano Italia Oggi ,in una nota del Tesoro di cui il giornale è in possesso ,dal Ministero si fa sapere che:” il taglio del 5% per i redditi sopra i 90.000 euro, e quello del 10% per quelli sopra i 150.000 euro, valgono per tutti i dipendenti della pubblica amministrazione, ma non per ministri e sottosegretari. Siccome ricoprono cariche politiche, e non sono titolari di un rapporto di lavoro dipendente, a loro non si applicano i tagli disposti dall’articolo 9, comma 2 della manovra correttiva del 2010. Perciò sarà rimborsato, nella mensilità di novembre, quanto già trattenuto”. Chiamare vergogna è riduttivo,molto riduttivo,e di questa vergogna loro non ne vogliono mai parlare.

    (Alfredo D’Ecclesia)

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