Capitanata

Ex Sfir, morto operaio 43enne. Calamita: “eppure si è continuato a lavorare”


Di:

Zuccherificio Sfir di Borgo Incoronata (archivio Ph: IlGrecale)

Foggia – UN operaio 43enne di Lucera, Marcello Cassinese, è morto stamane all’interno dell’ex stabilimento Sfir di Borgo Incoronata a Foggia. Cassinese era dipendente della SfirLog, società controllata dalla Sfir specializzata in attività di logistica, e prima dell’incidente stava lavorando con una macchina per pallett quando – per ragioni che toccherà ora alla magistratura approfondire – sarebbe rimasto schiacciato dalla stessa. Inutili i soccorsi del personale del 118, che non hanno che potuto constatare la morte sul colpo.

IL CORDOGLIO DELLE ISTITUZIONI

FLAI CGIL: se la riconversione deve costare vite umane, allora la Sfir può anche lasciare la Capitanata. Marcello Cassinese, dipendente della SfirLog, società controllata dalla Sfir specializzata in attività di logistica, stava lavorando con una macchina per pallett quando per ragioni che toccherà ora alla magistratura approfondire è rimasto schiacciato dalla stessa. “Esprimiamo alla famiglia il più profondo cordoglio – afferma il segretario della Flai Cgil, Daniele Calamita-. Da quel che ci dicono i compagni di Marcello erano al lavoro senza alcuna misura di sicurezza e garanzia. Se questa è la riconversione del sito industriale, se il prezzo da pagare è la vita stessa degli operai, allora la Sfir può anche andar via. Non è questo lavoro che serve al Mezzogiorno e alla Capitanata”. “L’azienda – conclude Calamita – è stata destinataria di finanziamenti pubblici di notevole entità. Eppure, alla semplice richiesta da noi avanzata di istituire la figura del Rls – il Responsabile dei lavoratori per la sicurezza, che con l’impresa deve valutare i rischi e predisporre misure preventive di messa in sicurezza di tutto il ciclo lavorativo – dall’altra parte abbiamo riscontrato solo rinvii e perdite di tempo”.

Incidente sul lavoro alla SFIR, il cordoglio e la solidarietà della Fai Cisl. Foggia – La FAI CISL di Foggia esprime “cordoglio e solidarietà” alla famiglia di Marcello Cassinese, lavoratore originario di Lucera, deceduto questa mattina in un incidente sul lavoro presso lo stabilimento della SFIR di Foggia. “Siamo sconcertati ed addolorati per la perdita della vita di un giovane e valido lavoratore del nostro territorio”, rileva il segretario generale, Franco Bambacigno. “Ancora una volta, torniamo a chiedere a tutti maggiore attenzione e vigilanza in materia di sicurezza. Da tempo, sosteniamo che lo sviluppo sociale ed economico di una comunità non può prescindere dalla massima attenzione alla salute, sicurezza e qualità del lavoro e, quindi, dal benessere del lavoratore. In questa direzione, auspichiamo inoltre che trovi piena attuazione la nuova legge regionale sulla sicurezza nei luoghi di lavoro”.

Il segretario generale della UIL di Foggia, Gianni Ricci, interviene dopo l’ultimo mortale incidente sul lavoro: “Fermiamo l’atteggiamento criminale che caratterizza troppe aziende della nostra provincia”. Foggia – “PERDERE la vita in questo modo è la più ignobile caratterizzazione di una società che, a questo punto, di civile ha ben poco. Alla famiglia di Marcello Cassinese va il cordoglio di tutti i lavoratori e dirigenti della UIL di Foggia”. Queste le parole del segretario generale della UIL, Gianni Ricci, alla notizia del decesso di un operaio nell’area dell’ex SFIR, morte avvenuta – a quanto saputo – durante un’attività di lavoro svolta in completa assenza di misure di sicurezza. “Oggi aggiorniamo nuovamente il nostro elenco di decessi sul luogo di lavoro – commenta Ricci –, che da alla nostra provincia un triste primato. Quanto accaduto oggi è semplicemente vergognoso e ci auguriamo che, quanto prima, la magistratura individui le responsabilità aziendali e presenti il giusto conto a chi continua a speculare sulla vita e sulle necessità dei lavoratori. Da notizie interne abbiamo saputo che l’operaio era costretto a lavorare in assenza di ogni forma di sicurezza e che la stessa azienda avrebbe ostacolato in questi mesi la nomina di un RSI per garantire i livelli di legge in termini di sicurezza sul lavoro. E’ arrivato il momento – continua Ricci – di assestare un colpo a un atteggiamento criminale che, purtroppo, caratterizza troppe aziende della nostra provincia, a volte assecondato da incolpevoli lavoratori che pur di conservare il posto di lavoro accettano condizioni che, inevitabilmente, possono determinare epiloghi drammatici. Nei prossimi giorni, di concerto con le altre sigle sindacali, credo sia il caso di valutare azioni concertate per sensibilizzare il territorio sulla tematica della sicurezza e intervenire in maniera diretta sulla Prefettura e sulle forze dell’ordine per intensificare i controlli e prevenire questi incidenti, che di fatale non hanno assolutamente nulla”.


Morte operaio SFIR, Mongiello: “Il dolore non sopisce la richiesta di verità”.
“Il dolore per l’ennesima morte bianca non deve sopire la ferma richiesta di un rapido intervento della magistratura per l’accertamento delle cause che l’hanno determinata e delle eventuali responsabilità”. Lo afferma la senatrice Colomba Mongiello che esprime “profondo cordoglio e affettuosa vicinanza” alla famiglia del’operaio morto questa mattina all’interno dell’impianto del gruppo SFIR nella zona industriale di Foggia-Incoronata. Le testimonianze dei suoi colleghi, raccolte dalla FLAI-CGIL, circa la sicurezza nel luogo di lavoro “sono gravissime e meritano attenzione e approfondimenti da parte degli organismi preposti, verso i quali mi auguro ci sia piena collaborazione da parte della società. Oggi, però, non possiamo fare altro che piangere un altro nostro concittadino morto lavorando – conclude Colomba Mongiello – Morto mentre era impegnato a costruire per se e per i propri cari un pezzettino di futuro”.


Morte bianca ex zuccherificio Sfir, il cordoglio dell’assessore provinciale alle Politiche del Lavoro Leonardo Lallo.
«La morte di Marcello Cassinese ci indigna e ci rattrista. In provincia di Foggia, purtroppo, si continua a morire di lavoro. E questo non è tollerabile. Attendiamo di conoscere le dinamiche dell’incidente di cui è rimasto vittima Cassinese. Perché intendiamo comprendere se questa morte sia l’ennesima conseguenza della mancanza di sicurezza sui luoghi di lavoro». Così Leonardo Lallo, assessore provinciale alle Politiche del Lavoro, commenta la morte di Marcello Cassinese, l’operaio 42enne della “SfirLog”, deceduto in un incidente presso l’ex zuccherificio Sfir. «Alla famiglia di Marcello Cassinese vanno la nostra vicinanza e la nostra solidarietà in questo momento difficile e drammatico – afferma l’assessore Lallo – Non è possibile continuare ad assistere a questa lunga scia di sangue, al susseguirsi di queste morti che colpiscono e scuotono la nostra coscienza. Aspettiamo che la magistratura faccia chiarezza sulle dinamiche dell’incidente. Alla classe imprenditoriale di questo territorio, da questo punto di vista, rivolgiamo un appello affinché la sicurezza sui luoghi di lavoro sia una priorità e insieme un dovere”


Morte bianca SFIR, Pasqua: “Sicurezza precondizione della produzione;
quanto accaduto serva a scongiurare altre tragedie”.
“La sicurezza nei luoghi di lavoro è una delle precondizioni allo svolgimento stesso di qualunque attività produttiva, ma così non è in troppe aziende della Capitanata”. Il responsabile del dipartimento Lavoro e Welfare della segreteria provinciale, Tommaso Pasqua, commenta “l’ultima di una lunga serie di morti bianche che strappano alla vita e agli affetti donne e uomini impegnati a guadagnarsi, giorno dopo giorno, dignità e futuro”. Alla famiglia dell’operaio della SfirLog “esprimo il cordoglio e l’affetto dell’intera comunità Democratica, invitando la stessa società e tutte le istituzioni coinvolte in questa triste vicenda a compiere, fino in fondo e con lealtà, il proprio dovere, affinché quanto accaduto possa almeno servire a scongiurare un’altra tragedia in quella e in tante altre aziende”.

Daniele Calamita,CGIL (ST)

Lettera Aperta alla SFIRLOG del segretario Generale Territoriale Daniele Calamita. “RAMMARICO” del segretario Generale Territoriale Daniele Calamita dopo le disposizioni dell’azienda di continuare l’attività lavorativa, “in una bruttissima giornata come questa che ha visto la morte di un povero innocente ed onesto e ligio lavoratore nello stabilimento del vostro Gruppo di Foggia, atroce evento che ha scosso ed emotivamente e distrutto una famiglia, tutte le Maestranze, il Sindacato e tutta l’opinione pubblica di questo territorio”. “Non so se questi eventi sono la norma per il vostro Gruppo, ma ritengo doveroso avere rispetto per le persone e per i lavoratori che da anni prestano la loro opera per Voi, ritengo che in questa società, cosiddetta civile, serva rispetto per la vita umana ed altrettanto vada dimostrato per il dolore, sentimento quest’ultimo che tutte le Maestranze insieme al Sindacato tutto, stiamo vivendo. Cassinese Marcello, aveva 42 anni è lascia una moglie, straziata dal dolore, lo dice uno dei tanti che questa mattina alle 9 ha avuto la notizia, e dalle 9.15 è stato in azienda ed ha visto con i proprio occhi l’arrivo dei familiari ed il dramma frammista ad incredulità di sentirsi dire che un proprio caro non è più in vita”. “Ritenevo scontato e logico che da parte Vs. vi fosse rispetto e compassione per una vita che si spezza brutalmente, ritenevo che fosse scontato sospendere l’attività lavorativa in questa brutta e dolorosa giornata, ritenevo che le lacrime ed il dolore dei lavoratori immediatamente arrivati nei primi minuti dopo l’accaduto, è quelle del sottoscritto, fossero condivise anche da parte della Direzione Aziendale e del Gruppo, ma evidentemente visto l’ordine di andare avanti, mi sbagliavo, per Voi evidentemente parliamo di robot o di soli numeri di matricola, e forse per Voi la morte di un collega è una cosa normale”. “Ritengo che questa vostra disposizione sia un offesa per tutti lavoratori d’Italia e per l’intero Territorio di Capitanata, e ritengo a questi lavoratori e a questo Territorio Voi dobbiate rispetto, ma prima di tutto a Cassinese Marcello ed alle sua Famiglia”, termina Calamita.

Redazione Stato@riproduzione riservata

Ex Sfir, morto operaio 43enne. Calamita: “eppure si è continuato a lavorare” ultima modifica: 2011-11-21T13:08:05+00:00 da Redazione



Vota questo articolo:
5

Commenti


  • germano 78

    Buon giorno a tutti
    volevo spezzare una lancia a favore della Sfir (zuccherificio di Foggia).
    Tutto quello che è stato detto da quel fantomatico protettore dei lavratori (Daniele Calaminta) in riferimento alle norme di sicurezza all’interno della Sfir vi posso assicurare che non è vero nulla. Chiunque può chiedere ai dipendenti e vi diranno il contrario di tutto quello che è stato scritto.
    per il Sig. Calamita si deve solo vergognare sia come persona,e anche come rappresentante di sigle sindacali………


  • brindisi 7..

    e no Germano/78 qui ti devo contraddire mi spiace.Sono dipendente sfir e felice di esserlo ma noto tanto la mancanza di fondi destinati alla sicurezza quando invece i ricavi della produzione sono veramente notevoli.Purtroppo ormai si punta troppo sulla necessità della gente di un posto di lavoro tant’è che spesso e volentieri ci ritroviamo a lavorare in condizioni veramente difficoltose la qual’è si fà veramente difficile denunciare e ad avere un riscontro con la questa società


  • germano 78

    per brindisi 7
    Mi può spigare quali sono le carenze. Punto primo: Nomina dell’RLS. Se non sbaglio all’inizio dell’anno il datore di lavoro vi ha mandato un comunicato dove vi metteva a conoscenza che dovevate nominare l’RLS aziendale. Se non erro a quella comunicazione voi avete anche firmato la presa visione. Allora io mi domando per quale motivo vi attacate a questa nomina quando chi doveva nominarla dovevate essere voi(lavoratori), e non il datore di lavoro.
    Punto secondo. Se non ricordo male sono stati fatti anche corsi di formazione teorico pratico con simulazione dove avete partecipato tutti i dipendenti, e avete firmato la vostra presenza.
    Punto terzo: se non sbaglio l’azienda mette in atto tutte le disposizioni di sicurezza fornendo a ciascuno di voi tutti i dispositivi necessari per la vostra protezione.
    Infine se non ricordo male fate anche delle visite mediche.
    dimmi tu se questa non è sicurezza, allora si vede che tu e il sig. Calamita di sicurezza del lavoro non capito proprio nulla e qualora vogliate avere un confronto accomodatevi che avete tutto da imparare.


  • germano 78

    Comunque volevo dire un’ultima cosa, non sono io a fare le difese della sfir, però alcune notizie divulgate da alcuni quotidiani e testate internet, non sono veritiere, e questo fa molta rabbia, anche a chi all’interno ha lavorato a stretto contatto con il Sig. Cassinese al quale alla famiglia in questo momento va solo ed esclusivamente il cordoglio di tutti.


  • brindisi 7..

    ma forse parliamo di 2 mondi diversi!fare i corsi teorico pratici sulla sicurezza per poi sentirsi rispondere che la sicurezza non e in badget vuol dire solo: mettersi in norma con la legge ma trovare tutti gli escomotage per poter lavorare senza il rispetto dei propri lavoratori approfittanto solo della nostra buona volonta e l’arte di arrangiargi.Mi spiace ma questo penso che sia successo anche al nostro povero collega di foggia la quale siamo tutti vicini

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Nota. Si informano i lettori che la testata giornalistica Statoquotidiano (www.statoquotidiano.it) è responsabile solo dei contenuti multimediali (video, foto etc) e dei testi presenti nella sezione "Articoli" e "Documenti". Non è in alcun modo responsabile dei contenuti e dei commenti presenti in tutte le sezioni del sito.

Articoli correlati

Pin It on Pinterest

Share This