Capitanata

Gino Lisa, crudo day after tra web e dichiarazioni. Jacob: “Una fiction che va avanti”


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Uno degli striscioni nella pancia del corteo (R.P, St)

Foggia – “QUESTA è la storia di quattro individui: Ognuno, Qualcuno, Chiunque e Nessuno. Bisognava fare un lavoro importante e si chiese a Ognuno di occuparsene. Ognuno si assicurò che Qualcuno lo facesse. Chiunque avrebbe potuto occuparsene, ma Nessuno non fece mai niente. Qualcuno s’arrabbiò perché considerava che per questo lavoro Ognuno fosse responsabile. Ognuno credeva che Chiunque potesse farlo, ma Nessuno mai si rese conto che Ognuno non avrebbe fatto niente. Alla fine Ognuno rimproverò Qualcuno per il fatto che Nessuno non fece mai quello che Chiunque avrebbe dovuto fare”.

La storiella, postata da Paolo Chinni sulla home del gruppo fb “Basta chiacchiere, Aeroporto” (lo strumento mediatico-comunicativo della rete di associazioni pro Gino Lisa) è la chiosa esatta delle mille polemiche che stanno dividendo, spaccando, facendo litigare associazioni, partiti sindacati, gruppi più o meno organizzati di cittadini. Partecipanti della manifestazione di sabato e non. Così, fra un ‘noi l’avevamo detto’ ed un ‘poteva andare peggio’, non v’è più uno straccio di moderazione fra i gruppi che vogliono mettere o non vogliono mettere le ali al capoluogo foggiano. Colpa anche dell’atmosfera che si respira in città. Certo, ancora nel fine settimana, il quotidiano torinese la Stampa, sempre attento a quel che di economico si muove da lissù nel nord Ovest dello Stivale, riportava in pompa magna la notizia dell’interessamento di Air Vaille per i voli da e per Foggia. Ma la sensazione è che lo scoramento e l’incertezza rendano fumoso l’avvenire. Il vuoto lasciato dall’abbandono della Darwin, che aveva avuto il merito o il demerito di portare allo scalo di Foggia 90 mila passeggeri, non è acora stato colmato. A Foggia serpeggiano vittimismo e rabbia commisti a vero e proprio sprezzo nei confronti dell’odiata “Bari ladrona”.

La manifestazione. A non andare giù agli organizzatori della manifestazione è stato il ruolo egemone assunto, in piazza, dai sindacati. Troppo il tempo loro concesso sul palco. E troppa distanza marcata rispetto a chi, con riunioni e battage ha messo in piedi la giornata. Il solo plauso, con tanto di standing ovation pubblica, è per le Acli. Nell’immediato dopo-corteo, Fabio Carbone aveva dedicato una lunga missiva, rigorosamente virtuale, ai promotori della mobilitazione, di fatto invitandoli ad abbassare i toni e a non cadere nella trappola della provocazione. Appello caduto nel vuoto.

Riorganizzazione. Così, tanto per dirne una, Andrea Vescera, uno dei massimi frequantatori del profilo ufficiale, commenta: “Mi sarebbe piaciuto vedere nel corteo ogni gruppo dietro la bandiera o lo striscione della propria associazione. Dico questo perché ho come l’impressione che tra le 74 associazioni aderenti ve ne siano più di una solo VIRTUALI, vale a dire o con solo il presidente oppure con parecchi soci che però non sono stati sensibili (o sensibilizzati) alla partecipazione. Leggo, giusto per fare due nomi, la Consulta studentesca così come Unifg, ma io tranne uno sparutissimo gruppetto di ragazzi e non ne ho visto neppure l’ombra di studenti. È vero che l’unione fa la forza ma forse sarebbe il caso di iniziare voi stessi a scremarvi in maniera naturale”. E la scrematura dovrebbe avvenire già a partire dalla giornata di domani. La rete di Vascello & Co. torna a riunirsi presso i locali della Carboneria di Foggia. Ufficialmente, per capirne di più di quanto successo. Verosimilmente, per dare il via ad una conta che eviti, in passato, nuove dafaillance come quella di sabato.

Consiglieri regionali in visibilio. Eppure, c’è chi, in sabato, vede la naturale continuazione del risveglio della società civile. Dino Marino, ad esempio. Secondo il consigliere regionale piddino, “finalmente una bella manifestazione, la mia gente ha animato un corteo immenso che ha occupato le strade del centro di Foggia”. Marino si spinge anche oltre, riferendosi al titolare di Lungomare Nazario Sauro: “Ora il presidente Vendola capirà che dietro la richiesta di riprendere i voli da Foggia non c’è solo il lamento isolato di qualche consigliere regionale, ma la forza di un movimento nuovo che chiede risposte e vuole discutere del futuro di questo territorio”. Il consigliere sanseverese non è solo. Ancora questa mattina, Giannicola De Leonardis affidava al suo ufficio stampa questa dichiarazione: “Il successo della manifestazione nata per iniziativa di una vasta rete di associazioni, alla quale hanno poi aderito sindacati, associazioni di categoria e istituzioni, e alla quale hanno partecipato cittadini provenienti da ogni angolo della Capitanata, ha mostrato la consapevolezza e il senso di appartenenza di una intera comunità, e fatto sentire forte e chiara la voce di un territorio che non accetta più scelte discutibili, e chiede un pieno coinvolgimento in politiche che non possono non prevedere un’ampia condivisione e una visione e una programmazione veramente di largo respiro e prospettiva, in particolare per quanto riguarda le infrastrutture. Una manifestazione composta e assolutamente civile, per respingere al mittente le accuse di campanilismo e ‘foggianesimo’ e segnare l’inizio di una nuova stagione segnata dalla responsabilità e dall’impossibilità di escludere una larga fetta di cittadinanza che ha acquisito una piena coscienza nei propri diritti e nelle proprie prerogative”.

Contro trincea. Frattanto, sul fronte opposto, si gongola. I più lesti di tutti, a ferro ancora rovente, a scherzare sul fallimento della manifestazione, erano stati quelli di Jacob. Affidando il proprio commento al web, l’associazione alternativa foggiana aveva bollato l’evento come una “sfilata” dei sindacati. “Ci domandiamo durante il percorso goliardico, che non debba mai esistere un responsabile? Uno, bello, netto, preciso e identificabile. Quelle cose tipo: nome, cognome, data di nascita, ruoli ricoperti, risultati ottenuti. Invece l’antipolitica di bassa lega, nel suo indefesso attacco indiscriminato, ci si rovescia addosso col rovescio della medaglia. Se tutti sono colpevoli di tutto, nessuno è colpevole di niente. E Mongelli può sfilare indignato. E come lui, un bel po’ di quei papaveri che chiederebbero il contributo statale pure per curarsi le carie. Il percorso fila via ordinario. Gente ai margini delle strade, come ai tempi delle superiori, il tipo col cartello scritto coi colori a spirito che ringrazia Telefoggia, quello col cartello stampato che reclama la Moldaunia, quello dei fischietti che scrocca sigarette in cambio di fastidiosi quanto richiestissmi ululati. E tanta gente così, che il sindacato ha precettato per dimostrare di essere ancora alla testa delle mobilitazioni”, la descrizione fatta del corteo e dei suoi perché. Un’analisi lucidamente impietosa, quella di Jacob, che affronta la realtà di una Foggia “Vuota di sogni, vuota di progetti, svuotata persino della sua stessa voglia di fare messinscena. Una città sconfitta, che fa male al cuore. Gennaro e gli altri, dal palco, attaccano il teatrino politico-sindacale. Non condividiamo tutto, ma si, siamo in sintonia. È stata una pagliacciata. E come ciliegina sulla torta, tra il terzo e il quarto pezzo, fa irruzione sul palco il redivivo presentatore ed annuncia – come si fa alle cene tra colleghi, alle rimpatriate di classe, alle pizze con le comitive e soprattutto come se fosse una cosa importante, di rilievo – la telefonata di Pio e Amedeo. Nientepopodimenoche da Milano. L’altro mondo interattivo. Raggelante. Cento persone in attesa che un comico famoso solo a Foggia risponda al cellulare. Mentre il silenzio attorno si fa pressante, opprimente. E quando Pio (o Amedeo) ha il buon cuore di rispondere, il microfono piazzato sul cellulare fa impazzire le casse. Solo a Foggia si vedono impianti così. A Rocchetta potrebbero suonare i Ramones, a Castelluccio i Police. Ma qui è sempre come rivivere in una sit-com improvvisata. Una fiction che va avanti da decenni senza copione. Specchio delle mie brame. L’ho detto. Non sono per indole, per cultura, per educazione, contrario alle sagre. Ma a quella di stamane è completamente mancata l’autoironia”.

L'assessore regionale Minervini

SeL e gli altri. Ora, a due giorni dal corteo, iniziano a farsi sentire tutte le voci discordanti. Sinistra ecologia e Libertà, assente per scelta e non per svogliatezza, annuncia furba la salita in terra dauna di Guglielmo Minervini. Lui, l’assessore bistrattato, castigato dal suo partito (il pd) in una riunione in cui il solo Aldo Ragni ha assunto le sue difese, gioca la parte dell’eroe nel gruppetto capitanato da Rizzi e Del Carmine. Giovedì pomeriggio, il titolare dei trasporti sarà nella sede amica dell’Ente Fiera. Secondo procedura, per capire “quale è realmente lo stato delle cose e quali sono i termini di indirizzo con cui il governo regionale intende promuovere la politica dei Trasporti in Puglia ed in Capitanata, in un’ottica generale che tenga conto non solo delle vicende aeroportuali ma anche delle ulteriori problematiche che interessano in questi mesi la mobilità nella provincia dauna”. Una frase in politichese per ridiscutere i ruoli.

Non le manda a dire neppure Rifondazione Comunista. Giorgio Cislaghi, numero uno del Capoluogo (Cislaghi era alla manifestazione in quanto iscritto alla Acli), che aveva schierato il suo partito all’interno della manifestazione pur esentandosi dai toni ultra polemici dell’associazionismo, osserva che “la riuscita della manifestazione segna un punto di non ritorno nei rapporti tra le istituzioni e la popolazione che non può più limitarsi alla delega ricevuta nelle consultazioni elettorali. Nel contempo, celebrando il successo della mobilitazione, risalta la poca capacità di coinvolgere la popolazione locale da parte delle associazioni spontanee in quanto la riuscita della manifestazione è stata assicurata dall’impegno delle organizzazioni sindacali, in particolare della CGIL, e dalle ACLI”.


Anche Mimmo Di Gioia, responsabile regionale dei Verdi Ambiente e Società, interpellato da Stato, riflette. “Tanta gente ma poca partecipazione. Non è un’affermazione ossimorica, bensì il senso di una partecipazione indotta non dai promotori della giornata ma dai sindacati. Senza Cgil, Cisl e Uil, oggi, staremmo qui a discutere di una manifestazione di un paio di centinaia di protestatori”. Di Gioia non ha pensato neppure un secondo di rimpinguare il fronte dei favorevoli al Gino Lisa. “Gli attacchi sul baricentrismo, le polemiche sterili sulla ripartizione dei fondi, gli slogan contro questo o quel politico sono più che altro un appiglio per chi ne intravede un ritorno in termini elettorali. Per quel che mi riguarda, sono vent’anni che, interpellato sulla questione, sostengo che l’unica pista credibile, in tutti i sensi, sia quella dell’Amendola. E mi dispiace che, da questo orecchio, nessuna delle associazioni senta”.

Le percentuali di Raffaele De Seneen, Auser. Ben piantata con i piedi per terra anche l’argomentazione di Raffaele De Seneen, Auser. “Di aeroporto, aerei e voli si parlava – riflette, lucido, De Seneen – ma sin dall’inizio s’era capito che dietro c’era di tutto. Non mi erano ben chiare le percentuali, oggi le ho focalizzate meglio anche se alla luce di inaspettate presenze ed altre dell’ultima ora”. Sulla ‘rete’, De Seneen la vede così: “Quella che doveva essere una manifestazione di popolo motivato e condotto per mano dal mondo dell’associazionismo locale, la rete, si è dispiegata lungo il corso principale di Foggia con in testa la politica vestita da istituzioni, Provincia, Comune di Foggia, altri della Capitanata, strisce tricolore a tracolla e gonfaloni. Diciamo un 8% del tutto”. Di contro, a fronte di questa risibile partecipazione popolare, c’è una consistente fetta dei confederali. “I sindacati hanno sopportato i costi maggiori di questa manifestazione, hanno mosso e trasportato un po’ di provincia. Comunque partendo dalla CGIL, passando per l’UGL e finendo alle ACLI diciamo che hanno assicurato il 60% del corteo”. Nel serpentone, poi, il gruppo degli anti: “Un 15% è la sommatoria fra antivendolismo, antibaresismo, antimongellismo, localismo e foggianesimo, un 3% di Forza Nuova, c’era, con lo striscione e si faceva sentire, e un 2% di Moldaunia, quella visibile, a chiudere il corteo in P.zza Cavour una macchina attrezzata e l’ingegnere con cartello a sandwich, però il fenomeno è un po’ più grande, era diluito nella massa. Poi in C.so Cairoli la coda è cambiata, o questi, un gruppetto del peso dell’1,5%, sono arrivati in ritardo, un po’ li conosco, fanno così, e quando li ho interrogati con gli occhi, mi hanno risposto alzando i loro al cielo indicandomi un bandierone nero, la scritta: Fuggi da Foggia”. Ma, al di là delle cifre, De Seneen riflette sullo scarso senso di appartenenza. Quello, sostanzialmente, casato dalla tattica del muro contro muro. “Non ho visto studenti organizzati, parlo degli universitari, gli altri meglio che siano andati a scuola, non ho visto al passaggio del corteo un esercizio commerciale abbassare la serranda neanche a metà, come gesto di solidarietà. Una volta si faceva quando passavano per funerali, manifestazioni e scioperi. Se questi sono i numeri, e qualcuno li trova significativi, a me sta bene, ma lasciatemi pensare che oltre alle ali abbiamo perso pure la traiettoria”.

p.ferrante@statoquotidiano.it
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Manifestazione Gino Lisa, focus , Video e Foto

Gino Lisa, crudo day after tra web e dichiarazioni. Jacob: “Una fiction che va avanti” ultima modifica: 2011-11-21T16:43:56+00:00 da Piero Ferrante



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  • Redazione

    CGIL, CISL e UIL di Foggia, soddisfazione per la partecipazione di cittadini e istituzioni alla manifestazione in difesa e per lo sviluppo del sistema dei trasporti di Capitanata. “Pronti a spostare la mobilitazione a livello regionale e nazionale”.

    CGIL, CISL e UIL di Foggia esprimono soddisfazione per il buon esito della manifestazione provinciale promossa sabato 19 novembre in difesa e per lo sviluppo del sistema dei trasporti di Capitanata. “Ringraziamo tutti i cittadini, le associazioni, le rappresentanze politiche e le Istituzioni che, a vario titolo ed in maniera diversa, hanno voluto partecipare per manifestare pacificamente e democraticamente”, rilevano i segretari generali territoriali, Mara De Felici, Emilio Di Conza, Gianni Ricci. “Si è trattato di una tappa fondamentale per un territorio che deve – sottolineano i sindacati – recuperare determinazione, efficacia ed unità d’intenti per rilanciare il ruolo della provincia di Foggia nel contesto regionale e per contrastare, anche attraverso lo sviluppo infrastrutturale, la grave crisi occupazionale che affligge le famiglie di lavoratori e pensionati di Capitanata”.

    Secondo CGIL, CISL e UIL, “la partecipazione unitaria e la condivisione forte delle ragioni della protesta, messe in campo in questa manifestazione, sono un patrimonio da non disperdere per proseguire efficacemente nelle legittime rivendicazioni di un’importante comunità territoriale come la nostra. Per raggiungere risultati positivi a favore della nostra rete infrastrutturale e dei servizi di trasporto, a partire dal ripristino dei voli dal Gino Lisa, delle tratte ferroviarie eliminate da Trenitalia, nonché dall’ eliminazione da parte del governo dei pesantissimi tagli previsti al trasporto pubblico locale, è assolutamente opportuno – affermano le segreterie provinciali – consolidare e rafforzare le sinergie espresse in questa mobilitazione, finalizzandole all’individuazione di un percorso comune che veda finalmente le Istituzioni della Capitanata protagoniste di una nuova stagione di impegno per il perseguimento del benessere e della qualità della vita delle nostre comunità”. Pertanto, i sindacati esprimono “apprezzamento per la disponibilità e la presenza alla manifestazione del sindaco di Foggia, Gianni Mongelli, del presidente della Provincia, Antonio Pepe, e di numerosi sindaci ed amministratori locali, ai quali è ora più che mai – rilevano le organizzazioni sindacali – assegnato il compito di rappresentare queste istanze popolari e dare loro le fondamentali risposte che spettano alla politica”.

    In questa direzione, CGIL, CISL e UIL di Foggia confermano “la volontà di continuare la battaglia sociale, civile e democratica per il pieno esercizio del diritto alla mobilità dei cittadini di Capitanata e per tutelare l’occupazione di migliaia e migliaia di lavoratori che operano, direttamente o indirettamente, nel settore dei trasporti”. In merito alla questione del Gino Lisa, i sindacati confederali “sono pronti a sostenere ogni iniziativa imprenditoriale capace di garantire la rapida ripresa dei voli dall’aeroporto di Foggia”. A tal fine, “auspicano che già nei prossimi giorni si apra un tavolo in cui la Regione, la Provincia, il Comune capoluogo, le rappresentanze sociali e produttive e le associazioni possano conoscere pienamente e discutere delle nuove opportunità di sviluppo del trasporto aereo da Foggia – Gino Lisa. In mancanza di riscontri alle legittime istanze espresse dalla manifestazione del 19 ottobre, CGIL, CISL e UIL provinciali si dichiarano “pronte a spostare a livello regionale e nazionale la mobilitazione territoriale della Capitanata”.

    Foggia, 21 novembre 2011


  • Redazione

    Oggetto: Congresso nazionale Forza Nuova

    L’11 ed il 12 Dicembre 2011 a Tivoli si svolgerà il 3° Congresso nazionale di Forza Nuova, al quale parteciperà una folta delegazione della capitanata, oltre al segretario provinciale Avv.Michele Lozupone, è prevista la la presenza del coordinamento cittadino di Foggia, e di San Giovanni Rotondo, nonché di diversi iscritti e simpatizzanti di capitanata. Nell’attuale scenario politico-economico il congresso forzanovista è quanto mai attuale, da sempre infatti il movimento di Roberto Fiore propone la sovranità monetaria italiana contrapponendolo alla dittature delle lobby mondialiste e bancarie, saranno toccati inoltre argomenti importantissimi, come l’intreccio tra mafia,massoneria e politica. Molto folta la presenza di delegazioni straniere provenienti da tutta Europa, in rappresentanza dei movimenti nazionalisti, prevista anche la presenza di una delegazione Palestinese.

    Il congresso sarà l’occasione per rilanciare le storiche battaglie forzanoviste che da sempre contraddistinguono il movimento: difesa della vita fin dal suo concepimento, incentivi alla famiglia tradizionale, messa al bando di lobby e sette segrete, contrasto alla criminalità organizzata italiana e straniera, lotta alle catastrofiche politiche sull’immigrazione perpetrate dai governi di centro-destra e centro-sinistra negli ultimi 20 anni, sovranità monetaria e difesa dello stato sociale, in contrapposizione alla speculazione delle lobby mondialiste di banche e speculatori.

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