Cronaca

Gema, Ladogana a Metta: lo smemorato di Cerignola

Di:

Franco Metta (St)

Cerignola – “IL consigliere di opposizione Metta confonde il politichese con l’italiano e l’aula consiliare con quella di un tribunale, cominciando a mostrare i chiari segni dell’età nel momento in cui ricorda solo gli avvenimenti più vicini nel tempo e dimentica quelli più distanti. Su GEMA, molto prima che l’avvocato gracchiasse, sia io, sia il consigliere Longo abbiamo avuto modo di indicare colpevoli e soluzioni e lo stesso vale per il caso delle assunzioni al nuovo centro commerciale di Viale Fra Daniele”. Lo dice in una nota Silvana Ladogana del Pd di Cerignola.

“Sappiamo che l’avvocato legge poco, ma in compenso scrive molto, troppo, quindi dica a chi gli riferisce le cose, delle quale poi scribacchia, di essere più attento a ciò che legge e di informarlo meglio. Nel caso delle assunzioni alla LIDL, se ha coraggio, il consigliere faccia i nomi tanto della moglie dell’assessore assunto, quanto dell’altro personale preso in cambio di chissà cosa, altrimenti taccia! La sua disattenzione non gli ha fatto rendere conto che per primi abbiamo sollevato il problema delle procedure di selezione del personale in quello che, ricordiamo, resta pur sempre un esercizio privato e lo abbiamo fatto, ovviamente, in maniera politica e non spettegolando come vecchie zitelle. Sulle coop.,poi, il consigliere Metta può raccogliere tutti i commenti anonimi che vuole sul web, noi abbiamo segnalato l’unica strada possibile per la loro futura sopravvivenza, al netto anche di errori che in passato abbiamo potuto commettere (chi non ne fa)”.

“Ma siamo umanamente preoccupati del fatto che l’avvocato dimentica persino, pensate, ciò che egli stesso ha scritto in un comunicato del 28 agosto scorso, nel quale aspramente bacchettava Giannatempo in ragione delle continue proroghe dei contratti per la fornitura dei servizi comunali, attaccando le cooperative che oggi difende e dicendo quello che da sempre noi sosteniamo sul sistema cooperativo (confrontate questo comunicato con l’ultimo di martedì 20 novembre, e capirete). Dimentica tutto questo ma non tralascia mai, anche quando assolutamente fuori dal contesto, Rocco Dalessandro ed Elena Gentile, oramai le sue ossessioni, il suo incubo, la sua fonte di frustrazione e disperazione. Questo meccanismo infangante dell’insinuazione e del sospetto anonimo, della maldicenza da bar dello sport è un’arma che con noi non attacca: manganello e olio di ricino con noi non funzionano”.

“Ecco la differenza tra il suo gracchiare e il nostro far politica: non è questione di alzare i toni, o mettere sottotitoli, è questione di qualità di ciò che si dice. Noi poniamo sempre e solo problemi politici e ci sforziamo di trovare soluzioni di natura politica, non scateniamo cacce all’uomo perché noi non facciamo politica contro le persone ma per le persone. Interpretare la rabbia non significa darle risposta, lei sul palco domenica ha detto una serie di cose senza senso, cose fattibili solo in un mondo tutto suo, è bene che le persone lo sappiano: Il consigliere di opposizione Metta usa ancora la vecchia tecnica della promessa elettorale, solo in chiave più urlata. Che ci vuole fare Avvocato, la politica è anche questione di stile e ognuno ha il suo“.


Redazione Stato



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