Cronaca

Mo, volontari Modavi bloccati vicino Tel Aviv

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Israelis take cover in a bomb shelter in central Tel Aviv as sirens wail on November 16, 2012. A rocket fired from the Gaza Strip crashed into the sea off Tel Aviv in the second incident in as many days, police and an eyewitness told AFP, shortly after sirens wailed across the city. AFP PHOTO/DANIEL BAR-ON ==ISRAEL OUT==Daniel Bar-On/AFP/Getty Images

Roma – “QUI siamo piuttosto al nord, lontani da Gaza, ma e’ altamente sconsigliato uscire se non strettamente necessario” – spiega Luca, volontario del Modavi in diretta telefonica da Megiddo, Israele, nel corso dell’odierna puntata della web radio Frequenza Modavi. “Al centro Maas Tlamim – continua – lavoriamo con ragazzi disabili, abbiamo lavorato anche al fianco di giovani arabi, con i quali c’e’ stato scambio professionale”. “Israele è una terra ferita al pari della Palestina – interviene Irma Casula, presidente della Ong Modavi – troppi pregiudizi hanno fatto sì che in tutto il mondo si costituissero delle tifoserie che di certo non hanno agevolato il processo di pace”.


“Non saranno solo i soldati a doversi togliere “elmetto e mimetica” – continua Casula – ma anche tutti quei giornalisti, politici, volontari, cooperanti che si sono schierati partecipando idealmente al conflitto. Cio’ che dovremmo fare e’, invece, concentrare tutte le nostre forze in un messaggio di pace e solidarieta’ che sia contagioso per tutto il Medio Oriente’”.


Redazione Stato



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