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Riforma condomini, Mongiello: “Migliore vita per milioni di italiani”

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Condominio (St - archivio Quotidianocasa)

Foggia – “GRAZIE alla riforma della legge sul condominio la qualità della vita di milioni di italiani migliorerà e i Tribunali saranno meno ingolfati da migliaia di cause”. La senatrice Colomba Mongiello, firmataria della riforma approvata ieri a Palazzo Madama, esprime soddisfazione per “un risultato di grande valore legislativo, giacché si innovano e coordinano norma vecchie anche di 70 anni, e che avrà positivi riflessi sulle quotidiane relazioni tra milioni di italiani”.

Grazie alla nuova legge, “gli amministratori dovranno essere qualificati, non aver subito condanne per reati contro la Pubblica Amministrazione e li si potrà revocare più facilmente – spiega Mongiello – così come sarà più semplice riunire e validare le assemblee e recuperare le quote condominiali non versate. Gli animali domestici avranno libero accesso, si potrà facilmente accedere al riscaldamento autonomo e saranno più salate le contravvenzioni inflitte a chi disturba.

Tutta questa materia interessa almeno 30 milioni di italiani ed erano 11 anni che il Parlamento provava a modificarla per semplificare la loro vita. Inoltre – conclude Colomba Mongiello – si riequilibra la posizione tra doveri condominiali e diritti di proprietà, eliminando vincoli e veti francamente assurdi e discorsivi della natura stessa dei condomini”.


Le principali innovazioni (fonte Sole 24 Ore).
L’entrata in vigore è fissata sei mesi dopo la pubblicazione in “Gazzetta Ufficiale”. Vediamo in sintesi le principali innovazioni.

La figura dell’amministratore – L’amministratore resterà in carica due anni e che dovrà rispondere a secondo precisi requisiti “di formazione e onorabilità”. L’amministratore, inoltre, su richiesta dell’assemblea, dovrà stipulare una speciale polizza assicurativa a tutela dai rischi derivanti dalla professione svolta. A sostenerne le spese sarà il condominio.

La revoca dell’amministratore – Nel caso in cui l’amministratore abbia commesso gravi irregolarità fiscali o non abbia aperto o utilizzato il conto corrente condominiale, i condomini possono, anche singolarmente, chiedere la convocazione dell’assemblea per far cessare la violazione e revocare il mandato all’amministratore. L’amministratore, inoltre, al momento di accettare la nomina o il rinnovo deve obbligatoriamente specificare analiticamente l’importo del suo stipendio, senza avere diritto ad ulteriori compensi, a meno che non vengano deliberati
dell’assemblea.

L’impianto di riscaldamento – Novità anche per una delle questioni più spinose e dibattute nelle estenuanti riunioni di condominio: il riscaldamento. Secondo le nuove norme, ci si potrà staccare dal riscaldamento centralizzato solo in caso di oggettivi problemi tecnici dell’impianto comune, che non siano stati risolti dal condominio nell’arco di un’intera stagione di riscaldamento. Il distacco non è comunque consentito se puo’ causare squilibri tali da compromettere la normale erogazione di calore agli altri condomini o aggravi di spesa.

Quorum più bassi per la videosorveglianza – Sarà più snella, grazie ad un quorum meno impegnativo (la maggioranza degli intervenuti in assemblea, che rappresentino almeno la meta’ dei millesimi), la procedura per deliberare, ad esempio, l’installazione di impianti di videosorveglianza sulle parti comuni dell’edificio.Con lo stesso quorum potrà essere deliberata l’installazione di impianti per la produzione di energia eolica, solare o comunque rinnovabile, anche da parte di terzi che conseguano a titolo oneroso un diritto reale o personale di godimento del lastrico solare o di altra idonea superficie comune.


Impianti che potranno essere installati anche per singole unita’immobiliari
, sia sul lastrico solare che su ogni altra idonea superficie comune, nonché sulle parti di proprietà esclusiva. L’assemblea, su richiesta dei condomini interessati, provvedera’ a ripartire l’uso del lastrico solare e delle altre superfici comuni, al svaguardando le diverse forme di utilizzo previste dal regolamento di condominio.

Sito internet per controllare le spese – Stessa maggioranza anche per deliberare l’attivazione, a cura dell’amministratore e a spese dei condomini, di un sito internet del condominio, ad accesso individuale protetto da una parola chiave, per consultare e stampare in formato digitale i rendiconti mensili e gli altri documenti dell’assemblea.

Tutela delle parti comuni – Novità anche nella definizione e nella protezione delle cosiddette ‘parti comuni’, che includeranno ad esempio anche i sottotetti destinati appunto all’uso comune. Più severità, inoltre, per chi arreca danni o disturba: nel testo licenziato dalla commissione Giustizia della Camera vengono infatti meglio esplicitati concetti già definiti in giurisprudenza. Come ad esempio eventuali delibere dell’assemblea per la cessazione delle attività che incidono negativamente sulle cose comuni, e quindi anche sulla tranquillitàcomune.

Le tutele per gli animali domestici – “Per la condivisione di spazi privati e comuni nel medesimo immobile abitativo, buone notizie in arrivo per chi ha in casa animali domestici. Le nuove norme, infatti, stabiliscono che i singoli regolamenti non possano in alcun modo precludere il possesso o la presenza di cani e gatti, ne’, tantomeno, porre limiti alle destinazioni d’uso di proprieta’ esclusiva”.

Redazione Stato@riproduzioneriservata



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Commenti


  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: Avv. Eugenio Gargiulo ( eucariota@tiscali.it)

    Le scale ed i piazzali condominiali possono essere usati da ciascun condomino a condizione che…

    Ogni singolo condomino può utilizzare, anche in modo esclusivo, le parti comuni dell’edificio (scale, piazzali, cortili, androne, ecc.), purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri condomini di farne lo stesso uso.

    Secondo la Suprema Corte di Cassazione, il singolo condomino può legittimamente servirsi delle parti comuni dell’edificio per soddisfare propri bisogni. ( in tal senso , Cass. sent. n. 19205 del 21.09.2011.; anche Cass. sent. n. 1062 del 18 gennaio 2011; Cass. sent. n. 13752 del 14 giugno 2006; Cass. sent. n. 972 del 19 gennaio 2006; Cass. sent. n. 1737 del 28 gennaio 2005).

    Poniamo per esempio il caso di un condomino che voglia installare una caldaia all’interno del vano scale. In questi casi, la Suprema Corte ritiene che l’uso esclusivo di parti in comunione possa avvenire solo se ricorrano due condizioni:
    1. che lo spazio condominiale utilizzato, nelle parti residue, sia sufficiente a soddisfare anche le potenziali, analoghe esigenze degli altri condomini;
    2. che lo stesso spazio, qualora tutte le predette esigenze risultino soddisfatte, non perda la sua normale ed originaria destinazione.

    Nell’esempio della caldaia, la prima delle due condizioni sarebbe soddisfatta, ma non anche la seconda. Bisogna infatti valutare non solo se l’allocazione (non di una sola, ma) di tante caldaie per quanti sono i condomini sia materialmente possibile; ma bisogna accertarsi anche se tali opere siano compatibili con l’originaria destinazione del vano scala comune, che nasce per la diversa finalità di dare accesso alle proprietà individuali.

    Immaginiamo infatti cosa avverrebbe se ogni proprietario ponesse sulle scale il proprio impianto. Le scale muterebbero la loro originaria destinazione! E per modificare la destinazione di una parte comune c’è sempre bisogno di una volontà dell’assemblea, presa all’unanimità.
    Foggia, 21 novembre 2012 Avv. Eugenio Gargiulo


  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: Avv. Eugenio Gargiulo ( eucariota@tiscali.it)

    Le scale ed i piazzali condominiali possono essere usati da ciascun condomino a condizione ….

    Ogni singolo condomino può utilizzare, anche in modo esclusivo, le parti comuni dell’edificio (scale, piazzali, cortili, androne, ecc.), purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri condomini di farne lo stesso uso.

    Secondo la Suprema Corte di Cassazione, il singolo condomino può legittimamente servirsi delle parti comuni dell’edificio per soddisfare propri bisogni. ( in tal senso , Cass. sent. n. 19205 del 21.09.2011.; anche Cass. sent. n. 1062 del 18 gennaio 2011; Cass. sent. n. 13752 del 14 giugno 2006; Cass. sent. n. 972 del 19 gennaio 2006; Cass. sent. n. 1737 del 28 gennaio 2005).

    Poniamo per esempio il caso di un condomino che voglia installare una caldaia all’interno del vano scale. In questi casi, la Suprema Corte ritiene che l’uso esclusivo di parti in comunione possa avvenire solo se ricorrano due condizioni:
    1. che lo spazio condominiale utilizzato, nelle parti residue, sia sufficiente a soddisfare anche le potenziali, analoghe esigenze degli altri condomini;
    2. che lo stesso spazio, qualora tutte le predette esigenze risultino soddisfatte, non perda la sua normale ed originaria destinazione.

    Nell’esempio della caldaia, la prima delle due condizioni sarebbe soddisfatta, ma non anche la seconda. Bisogna infatti valutare non solo se l’allocazione (non di una sola, ma) di tante caldaie per quanti sono i condomini sia materialmente possibile; ma bisogna accertarsi anche se tali opere siano compatibili con l’originaria destinazione del vano scala comune, che nasce per la diversa finalità di dare accesso alle proprietà individuali.

    Immaginiamo infatti cosa avverrebbe se ogni proprietario ponesse sulle scale il proprio impianto. Le scale muterebbero la loro originaria destinazione! E per modificare la destinazione di una parte comune c’è sempre bisogno di una volontà dell’assemblea, presa all’unanimità.
    Foggia, 21 novembre 2012 Avv. Eugenio Gargiulo

  • La riforma è una rivoluzione, lo è ancora di più il social network per il condominio.
    Questo è Condomani.
    Infatti su http://www.condomani.it è possibile creare il sito web condominiale e avere il bilancio trasparente, come prevede la riforma.
    Condomani è il social network per la gestione del condominio rivolto a tre figure:
    1. condòmini
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    Il nostro obiettivo? Migliorare sensibilmente la vita condominiale dei cittadini.
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