Manfredonia

Secondo voi, “fare il politico è un lavoro?”

Di:

Politici al lavoro, inaugurazione Cantieri Olimpici all'aeroporto di Torino Caselle (Lorenzo Coppi-LaPresse 21-05-2004 Torino Interni)

Manfredonia – “FARE il politico, l’assessore il consigliere non è affatto un lavoro anzi dire questo” contrasterebbe con quanto fanno ogni giorno tante persone “spaccandosi la schiena, sottopagati, costretti spesso a subire nella propria dignità e nel proprio carattere per non perdere il lavoro, il vero lavoro per portare avanti la famiglia“.

E voi cosa ne pensate?

Svolgere la propria professione con dignità, dedizione, costanza, responsabilità, rappresenta costituzionalmente un lavoro o meno?

Redazione Stato@riproduzioneriservata



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Commenti


  • maria

    E’ come tutti i lavori
    se fatto con responsabilità.


  • mic

    Ogni lavoro è tale se svolto onestamente con impegno, dedizione e se “concorre” al progresso materiale e spirituale della società…


  • Grazie Stato Quotidiano

    Fare politica con la P maiuscola no è un lavoro è una missione sociale, e se fatta con gran parte dei politici dei paesi democratici evoluti è davvero un gran bel da fare sino a mettere a repentaglio la propria vita. Ovviamente ci vuola un pò di gratificazione economica e non trattamenti e privilegi
    da Corte del Re Sole piuttosto che quella della corte Zarista. La politica con la P è tutto tranne, il clientellismo, la sete di danaro, la sete di arricchimento, le ruberie, la creazione di veri comitati di affari, il pensare solo alla clientela e alla sistemzione dei propri famigliari.
    La politica è progettare il futuro della nazione e dei giovani non guardano solo il presente della propria tasca e sperperando immani risorse pubblica. La politica è mirare al benessere sociale di tutti e non di una sola parte. La politica dev’essere il buon esempio per la collettività enon il contrario.Buona sera.


  • Redazione

    Grazie,saluti; Red.Stato


  • CICCIO

    = FARE IL DEL…….


  • giiuanumunicip

    Fare il politico…., tutti bene o male fanno i politici. Facendo delle considerazioni è già fare politica, quindi non è fare il politico che è lavoro…; mentre chi tramite la “politica” diviene amministratore di un determinato ente, dove si entra “grazie” alla “contrattazione politica”, svolge una funzione e per questo dev’essere, giustamente, pagato con parsimonia. Detto/fatto ciò deve dare conto del proprio operato e cioè deve dare risultati della propria amministrazione… se nulla fa “concretamente” dovrebbe risarcire quello che diventa maltolto e pagare anche i danni subiti dalla collettività per il proprio falso, iniquo impegno. Un esempio… un certo assessore di Manfredonia… cosa ha fatto… ha messo solo la sua faccia sorridente a servizio di questa giunta che ci fa…. piangere soltanto, unitamente a tante opere pubbliche incompiute che mortificano l’ambiente urbano di Manfredonia…..


  • barabba

    La politica è percepita dalla maggioranza degli italiani come un modo per far soldi presto e con pochi rischi. Naturalmente non tutti sono mossi dagli stessi turpi obiettivi, ma è davvero difficile fare politica onestamente stando a contatto con persone che fanno della politica un mestiere per fare cassa? Insomma se si entra in un ambiente corrotto, è molto difficile restare indenni dalle lusinghe dei facili guadagni? Qualcuno certamente ci riesce e fa del proprio impegno politico una professione. Certo nel periodo che stiamo vivendo, anche se sei onesto vieni additato come un ladro, allora si che è difficile. Ma non credo che si possa dire che la politica è un lavoro. Il lavoro presuppone che chi lo svolge sia motivato dalla primaria esigenza del guadagno. L’attività politica pone come prima esigenza il bene comune. Per questa sostanziale differenza la politica non può e non deve essere un lavoro.


  • PINCO PALLINO


  • Gigi

    Partiamo dal presupposto che il “politico” non è un lavoro: altrimenti bisognerebbe garantirgli un “posto” di lavoro, una eventuale “indennità” per gli stati di disoccupazione, gli assegni familiari, la maternità etc.
    Il politico, in realtà, svolge una funzione temporanea e “di rappresentanza” di quella parte di popolazione che lo delega alla gestione della “cosa pubblica” per proprio conto. E’ una “carica elettiva” che subisce il volere del popolo e al cui volere deve sottostare!
    E’ molto pericoloso dire che “fare il politico è un lavoro”, perché con questa definizione si giustificano indirettamente quel fenomeno che nel corso degli ultimi anni ha caratterizzato in negativo la politica italiana: la caccia alla poltrona !!!
    Perché, se il fare il politico è un lavoro, allora è suo diritto concorrere ad ambite posizioni nella “cosa pubblica”, prescindendo, nella pratica, dal merito o competenze.
    Per cui, NO : fare il politico non è e non deve essere considerato un lavoro!


  • GIUSTIZIA ANONIMA

    LA POLITICA NON DOVREBBE ESSERE UN MESTIERE …. SE CI GUARDIAMO INTORNO, E BASTA GUARDARE I NOSTRI AMMINISTRATORI …… CI RENDIAMO CONTO NON è COSì. IL 70% DI LORO NON HA NE UN LAVORO NE UNA PROFESSIONE … E ….SONO COSTRETTI A VIVERE DI POLITICA.

  • fare politica può anche essere un “lavoro” perche alla fine si è impegnati ecc.. ma tutto cambia quando una persona vive di politica e questa è una cosa brutta perche se uno vive di politica automaticamente fa la politica per prima cosa x i suoi interessi ed è grave…ma a manfredonia ce tanta gente k ci amministra tutt ora k ha sempre vissuto di politica e vive di politica..


  • predicone

    Il lavoro è un’attività o una funzione che concorre al progresso materiale o spirituale della società, secondo quanto stabilito nella Costituzione della Repubblica italiana (articolo 4 comma 2). i nostri politici intendono in questa accezione il lavoro?


  • Angelo

    Complimenti alla redazione per le sacrosante parole inserite nell,’articolo. Sono pienamente condivisibili ed in fondo é la Realtà.
    Avete ragione bravi


  • Redazione

    Grazie a Lei, buona giornata; Red.Stato


  • Oliviero Mannucci

    Purtroppo per quanto riguarda lo stipendio viene considerato un lavoro e come tale quindi dovrebbe essere sottoposto al controllo dei datori di lavoro, che siamo noi tutti cittadini italiani. Cosa che non avviene ! Si vuole arrivare alla tracciabilità completa delle spese di un cittadino, mentre i politici prendono soldi dal loro partito per le “attività politiche” come faceva Fiorito, facendo una semplice autocertificazione. C’è qualcosa che non va in tutto questo. Il “lavoro” di questi signori dovrebbe essere sottoposto al controllo di un comitato di cittadini a rotazione, i quali dovrebbero controllare la loro presenza in Parlamento o al Senato, il loro rendimento, le loro spese in relazione al “lavoro” svolto e così via. Inoltre in Parlamento e al Senato ci dovrebbe essere sempre una piccola commissione di controllo, composta sempre da cittadini a rotazione, che se necessario richiamino all’ordine se un Parlamentare o un Senatore dorme, gioca con il tablet, o si distrae durante la discussione delle varie leggi. Dovrebbe esistere una specie di patente a punti per questi signori, dopo una serie di infrazioni dovrebbero esere dichiarati non adatti a rappresentare i cittadini che li hanno eletti e interdetti dall’attività politica qualunque essa sia. Inoltre il loro incarico dovrebbe essere a tempo, in modo da dare spazio ad altri cittadini che vogliano contribuire alla vita politica del paese. Come è invece ora, fanno troppo come cazzo gli pare. Vorrei vedere che cosa direbbe un datore di lavoro a un dipendente molto ben pagato, se si addormenta sul lavoro, o fosse colto a giocare con il tablet durante una importante riunione. E soprattutto questi politici dovrebbero essere molti di meno, più onesti e corretti eticamente. Non si lamentino poi se la gente è incazzata nera con la “casta”, l’Italia è diventato il paese del sempre pagare e mai ricevere. Le tasse pagate vengono spese male e i servizi in generale fanno schifo. Di questo passo si arriverà presto ad una rivoluzione!

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