Manfredonia

Art. 70 Riforma Costituzionale – Riflessione n.3

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Manfredonia. Per comprendere l’illogico, l’incongruenza, l’irrazionale, l’irragionevole, il falso, l’insensato, l’inconcepibile, l’incoerenza, le contradizioni, la paradossale, la folle, stravagante e pazzesca riforma costituzionale targata Renzi-Boschi, è sufficente leggere la nuova dizione dell’articolo 70.

L’Art. 70, così riformato, si richiama al metodo della legislazione italiana che nella premessa, per formulare una qualsiasi delibera, sentenza, vertenza e tutto ciò che richiede l’inevitabile richiamo alle 80 mila leggi italiane, si usa la solita formula: visto il comma “x” dell’articolo “y”, modificato con il comma “z” dell’articolo “u”, così modificato con decreto legislativo “xj”, convertito in legge il bla, bla, bla…; considerato che bla, bla, bla… e così via fino ad occupare diverse pagine per arrivare al risultato finale di 3 o 5 righe per una sentenza e/o decisione finale.

Il cittadino normale, e non solo, nel garbuglio di queste formulazioni non ci capisce niente, per cui nella confusione totale può essere raggirato da soggetti pericolosi. E’ esattamente la strategia messa in atto da coloro che hanno ideato questa aberrante riforma costituzionale.

I padri costituenti, per scrivere la Costituzione italiana, hanno usato un metodo semplice, breve, conciso e chiaro, per far sì che la “Carta” fosse accessibile a tutti i cittadini a iniziare da quelli delle scuole elementari. L’art 70 dell’attuale Carta Costituzionale, calza perfettamente con tali affermazioni e recita: “La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere”. E’ accessibile a tutti per la semplicità, la chiarezza, la sintesi ed è recepito anche dallo scolaretto della prima elementare.

La modifica Renzi- Boschi dell’art. 70, realizzato anche con la collaborazione di un pidduista e un bancarottiere della p3 e p4, è così formulato: Art. 70- “La funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere per le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali, e soltanto per le leggi di attuazione delle disposizioni costituzionali concernenti la tutela delle minoranze linguistiche, i referendum popolari, le altre forme di consultazione di cui all’articolo 71, per le leggi che determinano l’ordinamento, la legislazione elettorale, gli organi di governo, le funzioni fondamentali dei Comuni e delle Città metropolitane e le disposizioni di principio sulle forme associative dei Comuni, per la legge che stabilisce le norme generali, le forme e i termini della partecipazione dell’Italia alla formazione e all’attuazione della normativa e delle politiche dell’Unione europea, per quella che determina i casi di ineleggibilità e di incompatibilità con l’ufficio di senatore di cui all’articolo 65, primo comma, e per le leggi di cui agli articoli 57, sesto comma, 80, secondo periodo, 114, terzo comma, 116, terzo comma, 117, quinto e nono comma, 119, sesto comma, 120, secondo comma, 122, primo comma, e 132, secondo comma.

Le stesse leggi, ciascuna con oggetto proprio, possono essere abrogate, modificate o derogate solo in forma espressa e da leggi approvate a norma del presente comma. Le altre leggi sono approvate dalla Camera dei deputati. Ogni disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati è immediatamente trasmesso al Senato della Repubblica che, entro dieci giorni, su richiesta di un terzo dei suoi componenti, può disporre di esaminarlo. Nei trenta giorni successivi il Senato della Repubblica può deliberare proposte di modificazione del testo, sulle quali la Camera dei deputati si pronuncia in via definitiva. Qualora il Senato della Repubblica non disponga di procedere all’esame o sia inutilmente decorso il termine per deliberare, ovvero quando la Camera dei deputati si sia pronunciata in via definitiva, la legge può essere promulgata. L’esame del Senato della Repubblica per le leggi che danno attuazione all’articolo 117, quarto comma, è disposto nel termine di dieci giorni dalla data di trasmissione. Per i medesimi disegni di legge, la Camera dei deputati può non conformarsi alle modificazioni proposte dal Senato della Repubblica a maggioranza assoluta dei suoi componenti, solo pronunciandosi nella votazione finale a maggioranza assoluta dei propri componenti. I disegni di legge di cui all’articolo 81, quarto comma, approvati dalla Camera dei deputati, sono esaminati dal Senato della Repubblica, che può deliberare proposte di modificazione entro quindici giorni dalla data della trasmissione. I Presidenti delle Camere decidono, d’intesa tra loro, le eventuali questioni di competenza, sollevate secondo le norme dei rispettivi regolamenti. Il Senato della Repubblica può, secondo quanto previsto dal proprio regolamento, svolgere attività conoscitive, nonché formulare osservazioni su atti o documenti all’esame della Camera dei deputati”. Un pasticciaccio da repubblica delle banane.”

Con questa versione sfido chiunque, edotto e non, addottrinato e non, a fornire una spiegazione chiara, sintetica e comprensibile ad un laureato in arte forense; figuriamoci poi ad un cittadino normale e ad uno scolaretto delle elementari che non ha studiato il “giargianese” alla scuola dell’infanzia.

Pino Delle Noci



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Commenti


  • Renzi il bamboccione viziato aspirante ducetto

    Liberarsi di questo strano personaggio.


  • MIster NO

    Dedicate a tutte le sipontine e i sipontini che amano Manfredonia dalle viscere del cuore.

    https://www.youtube.com/watch?v=UBmLA9S36GQ


  • VOTO SI

    Siamo il paese dei NO TAV, NO RENZI, NO GLOBAL, NO EXPO, NO al Ponte sullo Stretto, NO alle Olimpiadi, NO RIFORMA, NO NO NO, sempre e solo tutto NO.

    Ci lamentiamo di tutto, ma non vogliamo cambiare niente.

    L’unico No giusto, quello all’energas, è stato anche inutile.

    E basta con questi NO!

    Bisogna superare un bicameralismo malfatto e un regionalismo sprecone: ecco perché augurarsi che la riforma passi.
    Togliendo dal tavolo Renzi e tutto quel che non piace del suo governo.

    Il rapporto tra Stato e Regioni, quello che, dopo la riforma del Titolo V della costituzione, nel 2001, aveva assegnato a queste ultime un mare di competenze, ci sta rovinando.

    Qualche numero: la spesa sanitaria è passata dai 75 miliardi di euro del 2001 agli oltre 110 attuali.
    E dodici sanità regionali, dal 2001 a oggi, sono finite in bancarotta e commissariate. Il turismo è finito nelle mani degli uffici e delle agenzie regionali, così che c’è più Molise che Italia, nella nostra promozione estera. Non bastasse, i conflitti d’attribuzione tra Stato e Regioni sono aumentati esponenzialmente.
    Riportare al centro un bel po’ di competenze, dai trasporti all’energia, dalle politiche attive del lavoro al commercio con l’estero sembra essere una buona idea, insomma.
    La contrarietà di molti governatori regionali, soprattutto al Sud, non fa che rafforzare questa convinzione.

    VOTO SIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII


  • LA NAZIONE PIU' CORROTTA DELL'O.C.S.E. DELLA NATO E FORSE DELL'.O.N.U

    LEGGO DEI COMMENTI CHE FANNO RIFERIMENTO ANCHE AL PONTE DELLO STRETTO OLIMPIADI…UNA MANNA PER LA MAFIA DEI COLLETTI BIANCHI E LE LORO BRACCIA ARMATE..QUANTA IRRESPONSABILITA’ NESSUNO SI PONE DEL PROBLEMA DEL NOSTRO SPAVENTOSO DEBITO PUBBLICO ANZI TENDONO AD AUMENTARLO ANZICHE COMBATTERE MAFIA, CORRUZIONE ED EVASIONE FISCALE…PIU’ SALE IL DEBITO SOVRANO NAZIONALE E PIU’ SUBIAMO RICATTI NON VI BASTA AVER RIDOTTO L’EX BEL PAESE IN UN CENTRO DI ACCOGLIENZA PERMANENTE E RICATTATO DA TUTTO IL MONDO?

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