Foggia
Dichiarazione del consigliere comunale di Foggia e consigliere provinciale uscente di Forza Italia

La Torre: “Miglio mette le istituzioni al servizio sua parte politica”

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Foggia. “Ancora una volta il presidente della Provincia Francesco Miglio dimostra tutta la sua inadeguatezza istituzionale, certificando una volta di più la bontà della mia scelta di non ricandidarmi e di non prendere parte alla competizione elettorale per il rinnovo del Consiglio provinciale. Quale senso avrebbe tornare tra i banchi di Palazzo Dogana con un presidente che tende a mettere l’istituzione al servizio della sua coalizione? Che senso ha tornare sui banchi del Consiglio provinciale con un presidente che non pratica il dialogo neanche su un tema così delicato ed importante come quello che riguarda il rinvio delle elezioni?

Concordo con i rilievi sollevati dal nostro coordinatore provinciale, Raffaele Di Mauro, ed aggiungo che aver deciso di posticipare la data delle elezioni ascoltando soltanto il Partito Democratico la dice lunga sull’affidabilità di un presidente che continua a non capire quale dovrebbe essere la sua funzione dopo la sciagurata riforma Delrio. Un presidente che divide anziché unire, che impone anziché confrontarsi, che non ha alcuna difficoltà ad assecondare le richieste dei suoi compagni di partito, anche se facendolo calpesta quella logica di confronto, di partecipazione e di costruzione di intese ampie che dovrebbe essere l’a-b-c, soprattutto per chi guida l’Amministrazione provinciale senza alcun mandato diretto da parte dei cittadini.

Il sospetto, soprattutto leggendo le motivazioni del provvedimento di rinvio delle elezioni, è che il presidente della Provincia abbia voluto fare un favore a chi, probabilmente, non era ancora pronto ad affrontare la tornata elettorale. A chi, probabilmente, aveva qualche difficoltà con la chiusura della liste e con la ‘conta’ dei voti a disposizione. Ma non è così che funziona. Neppure se le elezioni provinciali sono state trasformate dalle decisioni del centrosinistra a livello nazionale in una contesa tutta interna al ceto politico, escludendo la volontà popolare. Un comportamento che rende opportune le dimissioni di Francesco Miglio, quantomeno come atto di decoro istituzionale.

La logica applicata in questa circostanza conferma l’idea del tutto singolare che il PD ha della democrazia. Un assaggio, forse, di come, in caso di vittoria del “Sì” al referendum sulla riforma costituzionale, il Partito Democratico finirebbe per governare il Paese. Un modo di governare unilaterale, con la vocazione all’imposizione delle decisioni e senza alcuna propensione al dialogo”.

(Dichiarazione del consigliere comunale di Foggia e consigliere provinciale uscente di Forza Italia)



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