Manfredonia
Fonte lintellettualedissidente, a cura di Nico Spuntoni

L’intellettuale dissidente “L’altro referendum”

Una calamità gigantesca che danneggerebbe anche l’ecosistema sottomarino delle praterie di Posidonia di cui questi fondali sono ricchi

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Mentre tutti i riflettori sono puntati sull’appuntamento del 4 dicembre, è passato pressoché in sordina il referendum svoltosi nel comune di Manfredonia sulla realizzazione di un impianto di Gpl nella zona costiera. La cittadinanza è stata chiamata alle urne lo scorso 13 Novembre per pronunciarsi sul progetto della multinazionale Energas e lo ha respinto con uno schiacciante 96,02 % dei votanti. Il fronte del “No”, guidato dal sindaco Riccardi con l’appoggio del presidente di regione Emiliano, è uscito nettamente vittorioso dalla consultazione referendaria dopo aver denunciato il pericolo derivante dalla decisione di installare una struttura enorme – sarebbe il più grande deposito europeo di gas – su un territorio ad altissimo rischio sismico. Il comune di Manfredonia, infatti, dal punto di vista sismologico appartiene alla zona 2, proprio come L’Aquila. Secondo gli oppositori, la possibile rottura del mega deposito in caso di terremoto causerebbe una fuoriuscita di gas e di liquidi determinando la distruzione degli habitat e degli equilibri naturali circostanti. Una calamità gigantesca che danneggerebbe anche l’ecosistema sottomarino delle praterie di Posidonia di cui questi fondali sono ricchi (…)

Fonte, articolo integrale www.lintellettualedissidente.it



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