Manfredonia
Incontro con una madre di un piccolo paziente del Centro di riabilitazione

Manfredonia, blocco turnover “Il Centro Cesarano sta morendo”

Già nell’estate del 2015, ricorda l’Amodeo, 15 bambini autistici rimasero senza riabilitazione per due mesi a causa del pensionamento di una terapista di psicomotricità

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Manfredonia. A causa del blocco del turnover del personale, il Centro Cesarano sta morendo lentamente di inedia, mentre le promesse di nuove assunzioni da parte delle autorità sanitarie, non si sono ancora concretizzate. La mancanza di fondi e l’invadenza della burocrazia in ambito sanitario sono innegabili, ma non possono diventare un alibi per non intervenire su un servizio pubblico essenziale ed insostituibile come quello riabilitativo.

Stato Quotidiano ha incontrato Enrica Amodeo (militante del movimento Manfredonia Nuova e soprattutto) madre di un piccolo paziente del Centro di riabilitazione Andrea Cesarano, in prima linea nella battaglia contro il suo declino.

Mio figlio ha iniziato a frequentare il centro circa 5 anni e mezzo fa, quando aveva appena 6 mesi-esordisce l’Amodeo -fin dalle prime sedute di kinesiterapia e terapia occupazionale, ci siamo sentiti accolti e presi in carico anche come famiglia, le terapiste sono diventate un prezioso punto di riferimento per me nelle difficoltà che ho incontrato, specie nei primi anni di vita del bambino, non essendo abituata a vivere la disabilità nel quotidiano. Per mio figlio il Centro Cesarano è diventato una seconda casa, le terapiste quasi delle “zie” che lui è felice di andare a trovare, e qualche volta fra una seduta e l’altra ha anche la possibilità di giocare o fare terapia assieme ai bambini che frequentano il centro nella sua stessa fascia oraria, con benefici enormi per la sua socializzazione. Tuttavia la serenità e l’efficienza di quella che per circa 130 bambini e adolescenti è una casa è fortemente a rischio: a lavorarci infatti sono rimaste soltanto una decina di terapiste ed il turn over è fermo ormai da anni.

Già nell’estate del 2015, ricorda Amodeo, 15 bambini autistici rimasero senza riabilitazione per due mesi a causa del pensionamento di una terapista di psicomotricità. La situazione rientrò quando la dottoressa Ermidia Teutonico direttrice del Centro, fece spostare una terapista dal secondo piano, dedicato alla riabilitazione post-operatoria degli adulti, al primo piano dedicato ai bambini, ma si è trattato comunque di un provvedimento tampone a cui non è seguita una nuova assunzione.

Mio figlio rischia presto di vivere la stessa situazione, poiché entrambe le “zie” terapiste che lo trattano da una vita, andranno in pensione, rispettivamente nel 2017 e nel 2018, con l’aggravante che esse sono l’unica terapista occupazionale e l’unica kinesiterapista specializzate nel trattamento dei bambini rimaste in organico. Anche le terapiste del linguaggio sono rimaste soltanto in due e per avere un intervento logopedico si sfiorano i due anni di attesa. Dunque, non è più tempo di rimandi e provvedimenti tampone, afferma l’Amodeo, ciò che noi mamme chiediamo per i nostri figli è l’inserimento nell’organico del centro di riabilitazione di nuove leve, possibilmente affiancate nei primi mesi di attività dalle terapiste che andranno a sostituire, poiché- specifica- nel caso di un bambino è impossibile pensare di poter cambiare terapista dall’oggi al domani. Attorno al piccolo paziente si forma infatti una rete in cui terapiste, medici specialisti, genitori, e maestre di scuola lavorano in team per il suo benessere. L’improvviso venir meno di una maglia di questa rete rende più difficoltoso e in parte vanifica il lavoro delle altre, senza contare che la costruzione di una relazione di affetto e fiducia fra il paziente ed un eventuale nuovo operatore necessita di tempo.

Per ora le petizioni dei genitori ed i cartelli di protesta con cui Vito Piazzolla, Direttore Generale della ASL di Foggia e Leonardo Trivisano, direttore del Dipartimento di Riabilitazione sono stati messi al corrente della situazione del Cesarano, sono sfociati in una promessa di nuove assunzioni che da marzo scorso non è stata ancora mantenuta.

La paura di noi mamme, confessa Enrica Amodeo,è che il servizio di riabilitazione venga esternalizzato e affidato alle cooperative, caratterizzate da finanziamenti altalenanti e personale precario che ruota costantemente, mettendo a rischio la rete e le relazioni di fiducia di cui abbiamo parlato e quindi la continuità dell’intervento riabilitativo e dei risultati. La qualità del servizio si abbasserebbe, provocando un’emorragia di utenti che, portafoglio permettendo, si rivolgerebbero a strutture private. A sua volta una minore utenza porterebbe ad una ulteriore riduzione dell’offerta innescando un circolo vizioso.

Una gestione di questo tipo sarebbe in contraddizione con le motivazioni profonde per cui nel 1964 un gruppo di genitori mise su il Cesarano, una struttura, all’epoca semiresidenziale, che avesse al centro le esigenze riabilitative, ma anche sociali e ricreative dei loro figli disabili. Oggi resta solo il servizio riabilitativo, essenziale ed insostituibile, che non può morire per incuria, conclude l’Amodeo. Nei servizi pubblici che si occupano della formazione e della salute, specie dei nostri bambini, i parametri di efficienza ed efficacia devono essere declinati in maniera “amorevole, affettuosa ed umana”: al centro non devono esserci numeri, ore e ruoli, ma il bambino/persona nella rete di relazioni che deve avere come fine ultimo il suo benessere.

(A cura di Annapina Rinaldi, Manfredonia 20.11.2016)



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Commenti


  • Antonello Scarlatella

    Questa è una cosa molto grave. Il grado di civiltà di un popolo si misura sulla capacità di aiutare i più deboli.
    In Italia continuiamo a permettere che i soldi si buttano nel cesso e poi si chiudono ospedali e centri di assistenza per i bisognosi.
    Come non ci può incazzare nei confronti di uno stato che permette la polverizzazione di 60 miliardi di euro su base annua, questo è il costo sociale della corruzione, e 130 miliardi di evasione fiscale.
    Lasciamo poi stare i super aerei noleggiati per somigliare ad Obama o i giocattolini degli F35 per giocare alla guerra, come se le guerre nel terzo millennio si facessero ancora con gli aerei.
    Tra evasione fiscale e corruzione circa 190 miliardi annui bruciati pari a 15 circa punti di PIL.
    Però si chiudono strutture per i diversamente abili, ospedali in zone montane dove se pigli un infarto sei bello che morto, si riducono a poco più di un pronto soccorso ospedali in città di 60 mila abitanti.
    Uno stato che risparmia sulla sanità sull’assistenza lasciando in difficoltà ed a volte sole mamme come Enrica non è uno stato civile ma uno stato mediocre molto mediocre.
    Il mio pensiero poi va a quelle persone che hanno problemi ancor più seri. I malati di alzaimer, di sla, dove se non hai un buon reddito o parenti che ti aiutano non ti puoi neanche permettere una badante o assistenza.
    Però eroghiamo pensioni d oro, stipendi da nababbi a tanti personaggi della pubblica amministrazione a mediocri che tranne che fare i leccaculi non sono capaci a nulla, permettiamo che dipendenti vanno a timbrare i badge in mutande….tuteliamo questi sprechi a danno dei bisognosi e di tante e tante altre cose.
    Questo non è uno stato moderno che guarda al futuro ma uno stato di tipo medioevale che tende alla pleibizzazione del popolo in maniera costante e continua.
    Dobbiamo uscire da questo modello di stato che continua imperterrito a difendere gli interessi di pochi piegando i diritti di molti.
    Dobbiamo però cambiare principalmente noi. Diversamente il sistema non cambia.


  • rino colletta

    Quello che ho appena letto mi ha intristito profondamente ! Ma nello stesso tempo mi favorisce una sentita vicinanza alla famiglia di Enrica , tesa a sperare
    che il proprio figlio possa continuare a ricevere,con una sicura continuità , le necessarie terapie per migliorare la sua salute . Naturalmente auguro anche
    a tutti coloro, che hanno bisogno dell assistenza offerta dal rinomato Centro Cesarano , di poter sempre ottenere le cure ed attenzioni necessarie al graduale miglioramento del proprio stato di salute .
    Poi confesso che non manca un senso di grande delusione e una forte rabbia anche per la decimazione dei servizi ospedalieri. Per cui dovremo organizzarci per avere la forza di manifestare i nostri reclami ed esigenze per
    avere ,dalle cosiddette autorità precostituite, i necessari aiuti per il nostro buon stato di salute .


  • Anna

    Manfredonia sta perdendo tutto come l’italia in generale.. c’è un impoverimento delle strutture essenziali perchè impoveriti sono quelli che ci comandano. Sono una logopedista che lavora al Nord perchè nel mio bel paese, dove anche li a tutto si pensano tranne che ai punti essenziali, c’è poca possibilità, poche strutture e poca scelta… andando fuori ho avuto possibilità di crescere professionalmente…. chissà se un domani mi daranno la possibilità di ritornare nella mia amata città a fare il lavoro che amo investendo le mie energie a casa mia con dei piccoli pazienti miei concittadini . Appoggio pienamente la mamma del piccolo e le dico di non mollare. Lotti signore fino in fondo per salvare l’ultima struttura rimasta.


  • mamma sensibile

    Brava Enrica,hai sollevato un problema che necessita una rapida soluzione ,non è possibile che da marzo le istituzioni che sono venute a conoscenza del Cesarano non si sono fatte sentire.Un paese che non cresce economicamente e culturalmente va ad incidere sulle classi più deboli. Il Signore dice che chi è più fortunato di un’ altro deve aiutare il più debole affinchè non resta indietro, perchè quella fortuna non è stata opera sua ,ma di Dio. Scongiuriamo la chiusura del Cesarano, il nostro fiore all’occhiello dal 1964.


  • GIUSEPPE

    I politici Manfredoniani sia a livello locale sia a livello Provinciale che Regionale sono una grande delusione hanno fatto morire Manfredonia le strutture funzionanti le stanno facendo chiudere tutte vero schifo


  • Pinuccio

    Manfredonia in ginocchio con strutture pubbliche e private. Matteo Renzi dice che se votiamo “no” torniamo indietro di trent’anni. Magari?


  • Decreto antigas di Renzi prima del 4 di dicembre: altrimenti il NO al referendum

    Anche il resto della sanità si avvia allo sfascio.


  • Antonello Scarlatella

    Giuseppe che i politici Manfredoniani hanno commesso errori non c’è dubbio. Ma che il popolo se ne freghi altamente dei problemi della città è una certezza.
    Vedi referendum su Energas…la politica tutta diceva di andare a votate.
    A mala pena abbiamo raggiunto il 51% chiediti ma il 49%dei Manfredoniani dove erano? A passeggio per il corso?
    Ti ripeto non si può tramite il voto concedere una delega in bianco alla politica e noi fare gli strafottente. Ci vuole partecipazione attiva ai problemi della cittadinanza non dobbiamo solo essere bravi a riempire le pizzerie.
    Ti faccio un esempio. Se la politica organizzasse in segno di protesta il cenone di capodanno dinnanzi all ospedale o al centro cesarano tu verresti? Gli altri andrebbero? Passerebbero la notte davanti all ospedale per amplificare a livello nazionale tramite i media la nostra protesta ed il nostro dissenso?
    Troppo facile dare sempre la colpa alla politica chiunque esso sia.
    È il popolo che fa la politica.


  • Menaldonialik

    Giusto, giustissimo Scarlatella..di conseguenza poi ogni popolo si merita la sua sanità’ i suoi politici i suoi governanti e il suo vulcano o le atomiche sotto il balcone di casa. Siamo in gran parte marionette con lamentele a ritroso e poi anziché maturare rimaniamo sempre marionette e il direttore del teatrino e i vari orchestrali lo sanno.


  • Giovanni Civica

    Queste cose dovrebbero far riflettere coloro, che per sorte fortunata, certe problematiche non li ha toccati. Questa denuncia, l’ennesima, fa affiorire un problema sempre più attuale e frequente che denota una società menefreghista e ottusa dove emerge, come la punta di un iceberg, una classe politica e dirigenziale manchevole di sensibilità e di altruismo che sembra essere al servizio di coloro che amano una sola cosa ” IL PROFITTO”. L’ipocrisia la fa da padrone perchè da un lato ci preoccupiamo dei poveri immigrati ( dove i fondi per assisterli ci sono) dall’altra, trascuriamo i nostri connazionali. SIAMO UNA NAZIONE DESTINATA A SCOMPARIRE, eppure tante sono le cose che si possono fare per aiutare coloro che sono stati più sfortunati.

  • W ENERGAS E MENTRE A MANFREDONIA STA CHIUDENDO L OSPEDALE CONTINUA LA FACCENDA ESAMINANDO IL CENTRO CESARANO CHIUDE LA MENSA SCOLASTICA VA VERSO L ABROGAZIONE LA PISTA CICLABILE UN PARCHEGGIO IL BIKE SCHARING UN ROTTAME IL FRANGI FLUTTI TUTTA UNA CYMOCYDEA DI COSA SI OCCUPANO I MASSIMI ESPONENTI POLITICI DI MANFREDONIA DI DIRE NO A UN DEPOSITO VERGOGNATEVI MANFREDONIANI

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