Manfredonia

24 dicembre, Tomaiuolo: Radicali e Osapp nel carcere di Foggia

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Foggia – IL 24 dicembre alle 9.00, Elisabetta Tomaiuolo, Maria Rosaria lo Muzio e Ivana De Leo, dell’ associazione radicale Mariateresa Di Lascia, accompagnate dal consigliere regionale del PDL, Giandiego Gatta, si recheranno al carcere di Foggia per una visita ai detenuti e ai 310 agenti di polizia penitenziaria in servizio nel più affollato penitenziario dauno. L’iniziativa è appoggiata dall’ O.S.A.P.P. (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) e della Sua Segreteria Generale Nazionale, uno tra i maggiori sindacati di polizia penitenziaria. Contemporaneamente fuori dal carcere si terrà un sit-in a sostegno dell’amnistia con i familiari dei detenuti e con tutti i cittadini che vogliano prender parte a questa battaglia di civiltà.


IL CARCERE DI FOGGIA.
Già lo scorso 24 marzo alcuni componenti dell’Associazione Mariateresa Di Lascia sono entrati nel carcere di Foggia, per una visita ispettiva, insieme alla deputata radicale Rita Bernardini. Le condizioni di vita dei detenuti del carcere di Foggia e quelle di lavoro degli agenti di polizia penitenziaria sono difficili come nel resto d’Italia. Il carcere è sovraffollato, il personale di Vigilanza e Sicurezza è sotto organico e costretto a turni di lavoro molto pesanti,le scorte viaggiano sotto i livelli minimi di sicurezza dettati dalle norme vigenti. Alcune strutture all’interno del carcere sono inagibili o chiuse. Nella sezione femminile vi sono inoltre detenute con tre bambini, tutti di età inferiore ai tre anni, anch’essi “condannati” a trascorrere in carcere i primi anni della loro vita.


Il gruppo dell'Associazione Di Lascia promotore dell'ispezione nel carcere di Foggia - Presente la deputata Rita Bernardini (Copyright ST@2011)

UNA GIUSTIZIA DISASTROSA. I radicali da tempo denunciano la situazione disastrosa della giustizia italiana: 9 milioni di processi pendenti, 170 mila processi ogni anno in prescrizione per i ricchi che possono permettersi buoni avvocati, 600 suicidi negli ultimi 10 anni tra detenuti e personale di Polizia Penitenziaria. Il carcere non è che l’appendice infiammata di questo sistema. Il sindacato di Polizia attraverso il suo leader Domenico Matrulli da tempo denunzia situazioni fatiscenti e criticità alte nei penitenziari pugliesi, particolare attenzione su Foggia dove incontrando i vertici del DAP, Mastrulli ha chiesto maggiore presenza di dirigenti penitenziari reggenti, almeno tre Commissari di polizia titolari nel comando, vice comando e Coordinamento NTP, un gruppo di almeno 20 unità del GOM (Gruppo Operativo Mobile) che gestisca le 400 unità detentive ad alta sicurezza. In Italia i detenuti sono 67.000 su una capienza di 43.000, in Puglia sarebbero 4.400 detenuti su una capienza regolamentare di 2.400; I poliziotti in Puglia sono 2440 ne servirebbero altre 600 unità per soddisfare anche le criticità dei Nuclei traduzioni e piantonamenti oltre che grande attenzione economica per ristrutturare le fatiscenti carceri.


AMNISTIA.
Da tempo i Radicali chiedono l’amnistia, non perché sia ”la panacea di tutti i mali”, ma come primo atto di “rientro nella legalità”, primo passo verso una riforma vera del sistema giustizia in Italia, perché un sistema giudiziario inefficace lede il diritto di ogni cittadino e diventa una zavorra pesantissima per l’economia e lo sviluppo, scoraggiando gli imprenditori che preferiscono investire all’estero.


VOTO AI DETENUTI.
Con questa iniziativa si intende anche portare all’attenzione della direzione del carcere la questione del voto ai detenuti. Poche centinaia sono stati coloro i quali si sono visti riconosciuti questo diritto negli ultimi decenni pur essendo previsto dalle nostre leggi per coloro che sono in attesa di giudizio (che sono il 42%) e per coloro che non hanno avuto pene accessorie come l’interdizione e anche tra i definitivi ce ne sono tantissimi. Il punto è che pochi sono messi in condizione di votare, ostacolati da procedure burocratiche che, di fatto, privano i detenuti di questo importante diritto-dovere. La deputata radicale Rita Bernardini si è fatta promotrice di una risoluzione sottoscritta da quasi 40 deputati e approvata dalle Commissioni di Giustizia e Affari Costituzionali della Camera, che chiede al Governo di sollecitare, tramite il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, i direttori delle carceri, affinché informino tempestivamente i detenuti sugli adempimenti da portare a termine per essere ammessi al voto.


Per informazioni e adesioni: associazionedilascia@gmail.com


Redazione Stato@riproduzioneriservata



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