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Andria, auto senza assicurazione, sos sicurezza

Di:

Andria, Via Jannuzzi (ST)

Andria – I dati relativi alla preziosa attività della Polizia Municipale nel corso dell’anno passato parlano chiaro e a parte quelle infrazioni che non hanno comportato un controllo approfondito e “fisico” sui veicoli, come quelle rilevate tramite il photored o con altri strumenti elettronici, il dato che, a nostro avviso, è il più significativo e il più preoccupante è quello relativo all’enorme numero di veicoli circolanti senza l’obbligatoria copertura assicurativa.

Se rapportiamo il dato proporzionale di queste infrazioni rispetto al numero complessivo degli accertamenti effettuati nell’anno passato e lo commisuriamo al numero effettivo di veicoli, automobili, autocarri, motoveicoli e motocicli immatricolati in città, il numero diventa impressionante e in costante aumento. Un veicolo che circola senza copertura assicurativa rappresenta non solo una violazione agli obblighi di legge e l’evasione di un pagamento obbligatorio nel caso di veicoli circolanti ma anche e soprattutto un pericolo per gli stessi conducenti, per gli altri automobilisti e per pedoni e quanti dovessero malauguratamente trovarsi vittime di incidenti.

La mancanza di copertura assicurativa, inoltre, rappresenta un ulteriore elemento di preoccupazione in quanto il conducente di un mezzo sprovvisto di tale copertura è portato a “fuggire” dopo aver causato un incidente stradale o di fronte ad un controllo da parte delle Forze dell’Ordine, con conseguenze drammatiche anche per le vittime di tali incidenti che subiscono anche la beffa di non potersi vedere risarciti dei danni subiti, siano materiali o fisici e per gli investitori che si rendono fautori di un ulteriore gravissimo reato che è l’omissione di soccorso.

Mentre abbondano, quindi, le campagne pubblicitarie da parte dei comuni per promuovere spesso eventi propagandistici di discutibile utilità, si fa sempre troppa poca sensibilizzazione rispetto a questo gravissimo problema perché bisogna ricordare quali siano le conseguenze per coloro che violano l’obbligo di copertura assicurativa non solo in termini di sanzioni di tipo economico ma anche per le conseguenze penali che ne potrebbero derivare.
Ricordiamo, infine, che esiste comunque un Fondo Nazionale di solidarietà che si occupa delle vittime della strada ma dato che questo tipo di infrazione è tendenzialmente in crescita le risorse sono sempre più insufficienti anche perché il fondo è alimentato da coloro che pagano regolarmente l’assicurazione e se questi sono sempre meno il fondo sarà sempre più insufficiente al punto che si allungano sempre più anche i tempi per ottenere il risarcimento, se riconosciuto, che possono anche superare gli otto anni di attesa.

A questo crescente aumento dei veicoli sprovvisti di copertura assicurativa si aggiunga anche quello altrettanto in crescita della contraffazione del contrassegno assicurativo, anche in questo caso punita con pene severissime, quando applicate.


(A cura di Savino Montaruli – * Presidente Associazione “Io Ci Sono!” di Andria)



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Commenti


  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    Se il contachilometri dell’auto è manomesso, l’acquirente può annullare l’ atto di compravendita della vettura!

    Se il contachilometri dell’autovettura acquistata usata è stato manomesso, e la percorrenza non è reale, l’acquirente può richiedere l’annullamento dell’atto di compravendita. È quanto ha stabilito la Corte di Cassazione con la recente sentenza 1480/2012, esaminando il caso di un uomo., che circa 10 anni fa aveva acquistato una Opel Astra da un’officina di Roma e dal socio della stessa.

    Mentre il Tribunale di Ravenna accoglieva la domanda dell’acquirente ., annullando l’atto di compravendita per dolo del venditore, la Corte d’Appello di Bologna ribaltava quanto stabilito, escludendo l’esistenza del possibile raggiro, e che l’alterazione del contachilometri fosse da imputare all’officina e al suo socio, che anche in primo grado si erano definiti completamente estranei alla vicenda adducendo di aver venduto il veicolo in ottimo stato e al prezzo suggerito dalle riviste specializzate.

    Pertanto l’acquirente si era rivolto ai giudici della Suprema Corte che hanno accolto il ricorso spiegando che l’officina doveva per forza di cose “intuire” quale potesse essere la reale percorrenza del veicolo, ovvero 64.000 km a fronte dei 25.000 dichiarati, a motivo della competenza dei dipendenti e dal fatto che la vettura provenisse da una società di autonoleggio che non avrebbe certamente potuto effettuare cosi poca strada nell’arco di tempo in cui era stata utilizzata.

    Il “dolo”, ai sensi dell’ art. 1439 del codice civile, potenziale causa di annullamento del contratto, può consistere tanto nell’ingannare con notizie false, con parole o con fatti la parte interessata (dolo commissivo), quanto nel nascondere alla conoscenza altrui, col silenzio o con la reticenza, fatti o circostanze decisive (dolo omissivo).

    La Cassazione ha, quindi, rinviato il caso ad altra sezione della Corte d’Appello di Bologna, che dovrà riesaminare le carte in base a quanto stabilito dalla Corte Suprema.
    Foggia, 22 gennaio 2013 Avv. Eugenio Gargiulo

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