Cinema

La migliore offerta – G. Tornatore, 2013


Di:

Giuseppe Tornatore (fonte: bg.wikipedia.org)

Questa scheda è spoiler-free: nel rispetto del lettore vergine della visione del film verranno isolate, nell’arco della recensione, eventuali rivelazioni critiche di trama (spoiler) su note a piè pagina, oltre a essere suggerito, a fine articolo, un indice della presenza di punti sensibili nell’opera il cui svelamento accidentale possa incidere su una sua corretta fruizione

Titolo originale: La migliore offerta
Nazione: Italia
Genere: thriller, mistero

IL cinema italiano inaugura il 2013 con l’illustre Giuseppe Tornatore e lo fa con la sua ultima pellicola, La migliore offerta, nelle nostre sale dal primo dell’anno. Tra thriller e romanticismo, si narrano le enigmatiche circostanze in cui viene a trovarsi un famosissimo battitore d’aste e collezionista di dipinti, Virgil Oldman, a seguito della richiesta di valutazione del contenuto di un’antica villa. Le sue sicurezze e rigidità verranno messe alla prova dalla misteriosa cliente.

Dopo le altalenanti performance di uno dei notabili del cinema nazionale, Tornatore ritorna e in grande stile. E i meriti non sono solo dei tanti pregi facilmente constatabili in questo suo ultimo bel lavoro, ma del valore che esso assume nella recente e meno recente cinematografia italiana, rea indignitosamente di sottomissione al cinema impegnato o trans-gender – nel cui ambito, peraltro, raramente brilla – e snob di fronte a produzione di genere che non sia commediaccia da avanspettacolo.

La migliore offerta - locandina

L’uomo di Una pura formalità recupera la sua antica vena del mistero, del non detto, ai limiti dell’innaturale e sforna un thriller come non se ne vedevano da tempo. Debitore delle strategie hitchcockiane di tensione basate sul dubbio della realtà, Tornatore pare a tratti firmare il suo Vertigo quando cavalca l’onda romantica nella parte centrale. Il feticismo dell’oggetto, dell’idealità in cui incastrare anche gli uomini, diventa il perno sacro di questo gioiellino e il leitmotif che delizia e spiega, accompagnando lo spettatore fino al finale senza lasciargli tempi morti in cui assecondare la noia, nonostante un ritmo lento. Merito di una sceneggiatura lineare e solida, ricca di dettagli e perfettamente progressiva, il cui scheletro a ingranaggi da mistery-story sembra avere un suo contraltare – ancora feticistico – nell’automa, caronte fino ai titoli di coda.

La migliore offerta urla la parola “giallo” e lo fa attraverso la parola “ingranaggio”, gli ingranaggi della storia che consegna allo spettatore distraendolo abilmente dalla soluzione dell’enigma e al contempo affascinandolo mentre vede Virgil recuperare i pezzi mancanti del misterioso giocattolo meccanico. E il finale è ancora un tripudio di ingranaggi, […]1.

La migliore offerta - dal film

In questo sobrio esercizio d’artigianato da grandissimo professionista del genere, Tornatore ha anche il tempo per deliziarsi e deliziare con divertissement che sfiorano l’horror regionale di Avati, perle abilmente incastonate per intimorire, incuriosire e lasciare ancora una volta alta l’attenzione verso qualcosa che ci si aspetta accadrà prima o poi. Così la nana dalla straordinaria memoria puntella a tratti la narrazione, inquietante e misteriosa, nel locale di fronte alla casa protagonista, che non riesce a non rievocare per atmosfere quella “dalle finestre che ridono”, ma anche la dimora del più recente Il nascondiglio, antro di segreti e rumori rivelatori.

Sul fronte del meccanismo giallo, La migliore offerta osa meno rispetto al formalismo narrativo ed estetico, quasi dichiarando la sottomissione del soggetto alla sceneggiatura, un lusso che può permettersi solo chi conosce bene la materia di cui è fatto il cinema – solitamente e per sfortuna accade esattamente il contrario.
Buone le performance di molti degli attori, in primis del protagonista Geoffrey Rush, il terapeuta (premio Oscar) de Il discorso del re, tuttavia non eccellenti come il coinvolgimento del film porterebbe a ritenere. Meno interessante l’interpretazione di Myriam Catania, la quale, però, appare adattissima al suo ruolo di diafana icona-feticcio scivolata giù da un ammaliante dipinto d’annata.

Sorprende vedere all’opera con tale maestria, cura visiva e di sceneggiatura lo stesso regista del bruttissimo e leccato Baarìa, e si fa enorme fatica a immaginare che ne sia lo stesso autore. Ripensando a Una pura formalità, il film per alcuni versi più vicino a La migliore offerta, si può supporre che in certe acque Tornatore si muova più a suo agio o che altrove subentrino stati di eccitazione da regressione campanilistica o erotica che siano tutt’altro che carburante prolifico della sua verve d’artista.
Fermiamoci per ora alla certezza di aver ritrovato un vecchio regista in forma smagliante.
E alla speranza che questa sua non resti “la migliore offerta” del cinema italiano di genere per troppo tempo.

Valutazione: 7/10
Spoiler: 10/10

altreVisioni

Vita di Pi, A. Lee (2012) – favola delicata e sobria che riconcilia con la natura e se stessi. Incipit debole. 11 nomination agli Oscar 2013 * 7.5
Wrecked, M. Greenspan (2011) – soggetto intrigante per una sceneggiatura che non gioca bene sui meccanismi di tensione. Intrattenimento dilettantesco * 5
Munich, S. Spielberg (2005) – insolito Spielberg-movie per tema e struttura narrativa. Più sofisticato delle apparenze * 7
REC 3 – La genesi, P. Plaza (2012) – orrendo pasticcio pulp che non conserva quasi più nulla della saga. Ridicolo a tratti, involontariamente e volontariamente * 3
Cloud Atlas, L. Wachowski & A. Wachowski & T. Tykwer (2012) – epico intreccio di più storie, interconnesse, su generi diversi. Salto di qualità per i creatori di Matrix, che, finalmente, vincono con onestà. Singolare e audace * 7

In Stato d’osservazione

Django Unchained, Q. Tarantino (2012) – l’atteso western di Tarantino * 17gen
Frankenweenie, T. Burton (2012) – ultima stop motion di Burton * 17gen
Lincoln, S. Spielberg (2012) – 12 nomination Oscar 2013 * 24gen
Flight, R. Zemeckis (2012) – drammatico, 2 nomination Oscar 2013 * 24gen
In Darkness, A. Holland (2011) – drammatico * 24gen
Quartet, D. Hoffman (2012) – commedia * 24gen
Looper, R. Johnson (2012) – scheda * 31gen


[…]1 quelli della solitudine, del dolore, dell’aridità di un uomo ossessivo e metodico, a tratti inumano, che si scontra con la sua ombra, le sue emozioni e ne resta vittima

La migliore offerta – G. Tornatore, 2013 ultima modifica: 2013-01-22T00:45:24+00:00 da Alessandro Cellamare



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