ManfredoniaRicordi di storia
A cura di Franco Rinaldi

Il Carnevale sipontino (tra storia e folclore) (II – FOTO)

Dopo la seconda guerra mondiale il Carnevale a Manfredonia da vivace e spontaneo esplode per merito di alcuni sipontini

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Manfredonia. I riti del Carnevale Sipontino sono antichi come remote sono le vicende storiche e i reperti archeologici testimonianze di vecchia civiltà. Il busto della Baccante, custodita in un armadio nella stanza del Sindaco, rinvenuta negli scavi di Fontanarosa nel 1895, in una antica villa dell’agro Sipontino e un altro piccolissimo antico amuleto che i giovani sipontini portavano al polso quale simbolo di virilità, mentre le matrone di estrazione patrizia romane e le gentildonne dell’antica Siponto (a propiziare la loro fecondità) lo tenevano al collo o al braccio, fanno presagire direi confermare testimonianze che rievocano nella città di Siponto riti dionisaci e baccanali. Tali cerimoniali introdotti a Roma attraverso la Magna Grecia erano comuni in tutto il Mediterraneo. Numerosi storici locali e non, hanno decantato nel corso dei secoli il carnevale sipontino.

Notizie storiche a tal riguardo sono nella pubblicazione “Il Carnevale a Manfredonia” (dai ludi sipontini al terzo millennio) di Franco Rinaldi e Vincenzo Di Staso. Il piccolissimo monile sopra descritto, che è in mio possesso, trovato da un contadino mentre arava nel suo terreno in agro sipontino, lo donerò con una scheda dettagliata al Museo del Comune.

Dopo la seconda guerra mondiale il Carnevale a Manfredonia da vivace e spontaneo esplode per merito di alcuni sipontini, fra i quali voglio ricordare il rag. Antonio Murgo, il prof. Mario Garzia, l’orafo Giovanni (Giuannine) Bisceglia, il dott. Peppino De Salvia, il dott. Mimì Rinaldi, il rag. Filippo De Finis, l’imprenditore e musicista Fortunato D’Onofrio, il prof. Tommaso Adabbo, il musicista Raffael Occhionero, il prof. Tonino Valente, il giornalista Donato Apollonio, l’atelier Matteo Ciociola, l’avv. Antonio (Tonino) Fatone, l’avv. Matteo Pasqua.

Nei primi anni ’50 sulla esperienza della Festa della matricola si organizzano, durante il carnevale le prime sfilate con piccoli carri e gruppi spontanei non in concorso. In quello stesso periodo si tiene a Foggia presso il Teatro Giordano e al Cine-Teatro Pesante di Manfredonia l’agguerrito concorso per mascherine, successivamente sotto il nome di “Veglioncino dei Bambini”. Nel 1954 ha luogo la prima sfilata di carri allegorici di piccole dimensioni e gruppi mascherati non in concorso. E’ anche il periodo in cui riprende l’antico rito del “ballo per casa”. Le vie del centro storico nei giorni di carnevale sono invase da migliaia di maschere che scorazzano in cerca delle “socie” per il tradizionale “bballe pe chése”. L’anno 1955 vede sfilare per la prima in concorso, alcuni gruppi mascherati e due carri allegorici fra lo stupore e l’entusiasmo di tutti.

Nel 1956 il Comitato Carnevale Dauno retto dal rag. Antonio (Tonino) Murgo brillante “public man” darà alla manifestazione grande impulso turistico. Luogo di incontri per l’organizzazione del Carnevale era la farmacia Centrale Murgo in corso Manfredi. Sempre nel 1956 si tiene il primo ”Festival della canzone sipontina”. I motivi scritti e musicati da parolieri e talentuosi musicisti locali, sono cantati da Lino Trigiani. La Città nei giorni di carnevale di quell’anno è invasa da numerosi forestieri che insieme ai sipontini danno vita ad una festa di folclore incredibile. Grande spinta per il successo del Carnevale a Manfredonia in quegli anni, la daranno la grande rivalità delle scuole superiori nella costruzione di carri allegorici.

Nel tempo, dagli anni ’60 e per anni, grande supporto al Carnevale è stato dato dalla locale Azienda di Soggiorno e Turismo e dai numerosi personaggi, che hanno dato nuovo impulso al nostro Carnevale, dei quali vale la pena ricordare: avv. Matteo Pasqua, dott. Mimì Rinaldi, prof. Tommaso Adabbo, avv. Tonino Fatone, avv. Enzo D’Onofrio, Tonino Conoscitore, i cugini, professori Giuseppe e Peppino Sapone, prof.ssa Sipontina Mazzone, l’atelier Matteo Ciociola, Matteo Arena, Matteo Trotta, Lucio Riccardi, Pasquale Impagnatiello, Tonino Catalano, Tinella Capurso, Maria Felicia Attanasio, Marco Santoro, Gino Bordo, prof. Matteo Santoro, Orazio Ciociola, Oronzo Farfalletta, arch. Franco Sammarco, Giovanni Aspro, Libero Palena, Gigetto Prato (animatore e presidente di alcune edizioni del Comitato Carnevale Dauno), Maria Grazia Muscatiello e Lino Fabiano, I Forbicioni (Franco Rinaldi e Lello Castriotta) animatori in numerose edizioni del Carnevale, Mimmo Guerra, Tonino Lurdo ed altri bravi allestitori di carri allegorici e gruppi mascherati (l’elenco è lungo, non me ne vogliano gli esclusi). Vanno certamente inserite dagli inizi degli anni ’50, le numerose mamme e nonne che hanno cucito nel tempo straordinari costumi per i loro figli e nipoti partecipanti al “Veglioncino dei Bambini” e dagli anni ’90 le bravissime docenti (maestre) coadiuvate dalla mamme delle scolare e scolari che hanno realizzato e continuano ad allestire bellissimi costumi per i bambini partecipanti alla stupenda “Sfilata delle Meraviglie”.
Nonostante la crisi economica, le problematiche varie che attanagliano la nostra Città, la tradizione del Carnevale a Manfredonia in barba ai detrattori continua imperterrita.

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(A cura di Franco Rinaldi, cultore di tradizioni popolari e storia di Manfredonia)

Redazione Stato Quotidiano.it



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