"Sorrido amaramente quando mi descrivono esitante nel prendere questa decisione"

Emiliano “Mi candido alla segreteria del PD perchè questa è casa mia”

"Enrico, Roberto ed io abbiamo impedito al segretario dimissionario, assieme a migliaia e migliaia di militanti, di precipitare il Paese verso elezioni anticipate"

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Ecco l’intervento integrale pronunciato da Michele Emiliano nel corso della direzione odierna del Partito Democratico.


”Mi candido alla segreteria del Pd perché questa è casa mia, è casa nostra e nessuno può cacciarmi o cacciarci via. L’abbiamo costruita assieme a Romano Prodi e ai segretari e vicesegretari che si sono avvicendati, Piero Fassino, Francesco Rutelli, Walter Veltroni, Dario Franceschini, Pierluigi Bersani, Enrico Letta, Guglielmo Epifani, e a milioni di altri italiani che hanno fortemente voluto la nascita e la sopravvivenza di questo Partito anche a costo di rinunciare ai propri ruoli.

Mai in nessun’altra forza politica italiana tanti hanno rinunciato a tutto pur di far nascere e sopravvivere la loro comunità. Abbiamo così dato vita alla più grande forza politica della storia del centrosinistra italiano. Mi candido dunque accogliendo il loro invito ed il loro esempio, ma soprattutto quello tantissimi militanti che mi hanno chiesto in queste ore di far sopravvivere il progetto politico cui abbiamo lavorato insieme a partire dal 14 ottobre del 2007.

Sorrido amaramente quando mi descrivono esitante nel prendere questa decisione: è evidente che chi è capace di tanta superficialità rispetto a questioni così gravi, non ha mai vissuto analogo travaglio. Sono le stesse persone che nulla hanno avuto da dire ad un segretario e premier che dopo aver personalizzato un referendum costituzionale, promettendo addirittura il ritiro dalla vita politica in caso di sconfitta, oggi vanno avanti con lui senza porgli le domande che fanno a me.

E questo nulla toglie al rispetto profondo delle ragioni e dell’impegno dei tanti militanti che hanno partecipato al referendum e che sono stati coinvolti loro malgrado in una campagna referendaria che ha diviso inutilmente il Paese ed il PD.

Pensare prima di decidere è stata ed è la regola di tutta la mia vita senza paura di mostrare i miei limiti, le mie insufficienze, i miei dubbi. Ho condotto questa complessa riflessione assieme ad Enrico Rossi e Roberto Speranza che hanno condiviso con me questi giorni difficili. Enrico e Roberto sono persone perbene di grande spessore umano e politico che sono state offese e bastonate senza ragione da arroganti inviti alla scissione contenuti nei toni ironici e irrispettosi con i quali sono stati approcciati e nel cocciuto rifiuto di ogni mediazione.

L’ex segretario ha mostrato con evidenza di essere il più soddisfatto della possibile scissione.
Se il tuo contraddittore è contento che tu abbandoni la discussione, vuol dire che teme i tuoi argomenti.

Mi candido dunque nonostante il tentativo del segretario uscente, chiaro a tutti, di vincere il congresso ad ogni costo e con ogni mezzo, approfittando di avere gestito per tre anni tutto il potere politico, economico e mediatico di questo Paese.

Ha fretta perché non vuole rinunciare a questa posizione dominante e non concede ai suoi avversari il tempo necessario per girare nemmeno la metà delle province italiane perché i suoi errori e le sue contraddizioni, ove discussi dai militanti in uno spazio ragionevole, provocherebbero, un suo forte indebolimento.

Avremmo potuto confrontarci con la nostra gente sulle idee che ci hanno diviso. Avremmo potuto chiedere se l’idea di un programma partecipato dal basso, costruito grazie all’organizzazione del PD, se l’idea di un partito vicino vero e umile che sta dalla parte di chi non conta niente, se la battaglia per una civiltà industriale innovativa e rispettosa della salute e dell’ambiente, per regole del lavoro che salvaguardino dignità e benessere delle persone, sono o non sono un patrimonio del nostro partito non sacrificabile per nessuna ragione.

Il nostro è infatti un popolo di “liberi e forti” diceva Don Luigi Sturzo, che sa scegliere e ascoltare, che concede sempre, anche a coloro che non condivide, attenzione e disponibilità a cambiare idea.

Nonostante il poco tempo concesso, ci proveremo lo stesso, perché per noi il congresso non sarà mai una prova muscolare ma l’esercizio dell’anima democratica della nostra comunità.

Enrico, Roberto ed io abbiamo impedito al segretario dimissionario, assieme a migliaia e migliaia di militanti, di precipitare il Paese verso elezioni anticipate chiedendo che un congresso vero e approfondito ci consentisse di riflettere sui 1000 giorni di governo.

Ma lui si è inventato a questo punto un congresso col rito abbreviato da celebrare entro aprile. Se facciamo i bravi entro metà maggio.

Si costringeranno addirittura i circoli e il PD a svolgere il congresso mentre 1500 comuni vanno alle elezioni amministrative respingendo la nostra ragionevole richiesta di primarie in autunno che dessero a tutti il tempo di fare bene la conferenza programmatica, che avremmo potuto sviluppare come un Gran Tour dal vivo di confronto durante tutta l’estate approfittando delle Feste dell’Unità.

Ma evidentemente queste ultime non devono essere concesse agli avversari come luoghi di dibattito.”

Emiliano “Mi candido alla segreteria del PD perchè questa è casa mia” ultima modifica: 2017-02-22T10:28:28+00:00 da Redazione



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  • Redazione

    PD, LA SCOMMESSA DI EMILIANO: SE VINCO LE PRIMARIE DIMAGRISCO DI 20 CHILI (VIDEO)

    La promessa di Michele Emiliano: “se dovessi vincere le primarie del Pd, dimagrisco di 20 chili, da 120 a 100”. Il governatore della Puglia lo ha detto oggi al programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora, ospite di Geppi Cucciari e Giorgio Lauro. “Vincere la corsa alla segreteria sarebbe importantissimo, quindi varrebbe la pena mantenere questa promessa. Anche se in Italia, il posto dove si mangia meglio al mondo, è difficilissimo fare una dieta”, ha aggiunto Emiliano a Rai Radio1. Durante queste settimane di animata discussioni politica, è dimagrito o ingrassato? “Ho perso qualche chilo, ma non troppo, sicuramente non nel range che vi ho promesso”.

    VIDEO / CLICCA QUI PER IL VIDEO DELLA ‘PROMESSA’ DI M. EMILIANO: https://wetransfer.com/downloads/2a087c7ea1787af1eb812f44ae75e37c20170222153901/2f157930fba5107a091baf01a07eff8420170222153901/b423cb


  • Redazione

    > PD, EMILIANO: DATA PRIMARIE? DECIDE ‘IL CAPO’, QUANDO TORNA DALLA CALIFORNIA…
    >
    > “Quando voglio fare le primarie? Tanto non decidiamo noi, decide il capo, Renzi, quando tornerà dalla California…” Così Michele Emiliano oggi al programma di Rai Radio1 Un Giorno da Pecora, condotto da Giorgio Lauro e Geppi Cucciari. Cosa è andato a fare Renzi in America? “E’ andato nella Silicon Valley a vedere come si creano posti di lavoro…E’ la seconda volta che va in America e mi lascia come un salame, la volta precedente lo fece alla Fiera del Levante”. Lei ha detto che vorrebbe essere come Che Guevara, e subito D’Alema le ha risposto dicendo che non ha proprio lo stesso fisico…”Lui era più piccolino, e riusciva a fare quelle cose anche se era così piccolo”. Forse lei potrebbe esser più simile a Fidel Castro? “Lui era più alto, in effetti”.

  • Caro Emiliano che sei coraggioso lo sappiamo tutti ma sfidare l’ex presidente ed ex segretario del PD che ha messo nelle buste paghe di molti lavoratori 80 euro e che ha regalato 500 euro da spendere in libri ai giovani diciottenni e che stava per dare la quattordicesima ai pensionati minimi, mentre tu da governatore della Puglia hai chiuso molti ospedali , bè lo sconto è abbastanza impari come farai?


  • Geeno


  • Geeno

    Sempre i soliti mangia mangia!
    console.log(“emiliano”);


  • svolta

    Tra due parlisti…. Uno che da molto ai poteri forti e l’altro che toglie servizi alla povera gente…. preferisco nessuno dei due in quanto pari sono…..

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