Foggia, Zooprofilattico per la sicurezza nazionale
Foggia – PER il momento, ancora nessun arrivo. Per ora. Ma quel che è certo è che, da qui, passeranno tutti i prodotti sospetti provenienti dal Giappone. L’Istituto Zooprofilattico sperimentale di Puglia e Basilicata, un palazzone dalle forme moderne sito alla periferia Nord di Foggia, risponde attenti alla chiamata a raccolta della sicurezza nazionale. Come ai tempi della mucca pazza, Foggia farà da sentinella sulle importazioni.
SENTINELLA - Non più i bovini, non più i volatili afflitti da aviaria, ma, questa volta, sotto la lente i prodotti organici nipponici. In definitiva, non dovrebbe esserci surplus di lavoro per questi super-esperti della sicurezza alimentare. In prima battuta perché dall’Oriente avvelenato dalla follia di Fukushima, la quantità di prodotti in arrivo in Italia è stata pesantemente dimensionata. Tutto quanto prodotto antecedentemente all’11 marzo, infatti, viene filtrato con esito prositvo dalle frontiere. Al contrario, ciò che arreca data successiva non entra nel nostro Paese. Questione di sicurezza nazionale. Una difesa ad oltranza contro il pericolo radiazioni (pericolo che, in ogni caso, sembra essere in arrivo comunque, a causa dei venti che starebbero per portare nella nostra atmosfera zaffate radiattive) che coinvolgerà tutto quanto finirà sulle nostre tavole.
PRODOTTO ITTICO - Il pesce, ad esempio. Gli ultimi dispacci nipponici, pure stimati a ribasso per non acuire la tensione, descrivono maree ormai infestate e scorie che penetrano sempre più al largo e sempre più in profondità. Con dirette, ovvie e catastrofiche ricadute sulla popolazione ittica del Mar del Giappone. C’è da stare attenti. Anche perchè – spiegano a Stato diversi commercianti – non sempre la grande distribuzione utilizzano prodotti locali o nazionali. E molti degli allevamenti si concentrano in zone oggi a forte rischio contaminazione. Cina e Giappone in primis.
SOIA E SESAMO - Non solo. Al Campus di Via Manfredonia si attendono anche soia e sesamo. E, chiaramente, tutto quanto contenga anche solo in parte questi prodotti. La sbarra, resta sempre l’11 marzo. In ogni caso, a livello di tempistica, quelli che, oggi, stanno per arrivare in Italia, sarebbe tutti stati prodotti e sigillati prima dello tzunami. E, quindi, dovrebbero essere immuni da contaminazione.
ALGHE - Dal Giappone, inoltre, arrivano anche partite di alghe. Anche in questo caso, attenzione sollecitata dalla contingenza. Comunque, ci assicurano alcuni esperti, lo stesso Giappone spesso si serve di allevamenti presenti in territorio cinese. Passeranno al monitoraggio (sempre con la pregiudiziale della data di produzione) anche le partite di the verde e nero.
COSA SI CERCA - Cesio 134, cesio 137 e iodio 131. Sono questi i pericoli per la salute. Il cetro foggiano diretto da Doriano Chiocco, comunque, ha tutte le strumentazioni per scovarli nel giro di poco tempo, al massimo un paio d’ore. Insomma, Authority o meno che sia, la sicurezza alimentare di un intero paese affondato nella psicosi radioattiva dipende dagli esperti foggiani. Ancora una volta. Ma se, come sembra, la nube radioattiva è pronta all’invasione dei cieli italici, allora le eventuali piogge potrebbero amplificare i problemi, contaminando anche i prodotti nazionali. Questa, però, è un’altra storia. E, ma si spera nel contrario, un’altra emergenza.






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