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Michele Schiavone: un pugliese nel mondo il neo Segretario Generale del CGIE

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Roma. E’ un pugliese nel mondo il neo Segretario Generale del CGIEE’ Michele Schiavone, pugliese residente in Svizzera, il nuovo Segretario Generale del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), l’organo di consulenza del Parlamento italiano sui temi di interesse per i nostri connazionali all’estero. L’elezione a Segretario Generale è avvenuta nella serata di lunedì 21 marzo, a Roma, presso la Farnesina, nel corso della prima di cinque giornate di lavori dell’assemblea plenaria del CGIE. Michele Schiavone, 56 anni ad aprile, pugliese di Fasano (BR), trasferitosi in Svizzera all’età di 18 anni, è da sempre impegnato in politica e nel mondo dell’associazionismo, organizzando e animando la grandissima comunità italiana nella Confederazione Elvetica. Non a caso è considerato un veterano del CGIE ma anche del Consiglio Generale dei Pugliesi nel Mondo (CGPM), l’omologo organo regionale consultivo e di garanzia delle comunità di pugliesi nel mondo, di cui è componente.

Questa le sua prima dichiarazione dopo l’elezione: “Sono onorato di dare il benvenuto a tutti i colleghi di ogni parte del mondo, affinché possano avere in questa casa un punto di ritrovo in occasione delle assemblee plenarie. Questo lavoro, di cui sono lusingato, non può essere svolto da una sola persona: cercheremo di svolgerlo insieme mettendo in condizione tutti di essere protagonisti, cercando di valorizzare le comunità che rappresentiamo in giro per il mondo”. Moltissime le sfide e le aspettative che investono questo nuovo CGIE, ma sembra che Michele Schiavone abbia le idee molto chiare in merito. Ha infatti dichiarato apertamente la volontà di promuovere la lingua italiana nel mondo, di rafforzare l’internazionalizzazione delle nostre produzioni e di rendere protagonisti i giovani della “nuova mobilità”. Il nuovo Segretario Generale ha anche immediatamente esplicitato che per raggiungere questi nuovi obiettivi bisogna dotarsi di strumenti moderni e adeguati, in linea con gli standard della vita contemporanea. Un chiaro messaggio al mondo dell’associazionismo degli italiani all’estero. I lavori proseguiranno nei prossimi giorni con l’elezione e la formazione dei diversi organi di cui si compone il CGIE, tra cui il nuovo Comitato di Presidenza e le Commissioni tematiche e continentali. L’assemblea plenaria si concluderà venerdì 25 marzo con il voto sui punti all’Ordine del Giorno e con la definizione del calendario delle prossime attività del Consiglio Generale.



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Commenti


  • Redazione

    Elezione del nuovo segretario del CGIE
    Una farsa inutile e costosa
    Il CGIEdopo 10 anni ha eletto un nuovo segretario ma, colui che è stato nominato a dirigere questo organo di consulenza del Parlamento italiano per la nostra comunità che vive all’estero, è una vecchia conoscenza che da diversi decenni ruota nel mondo politico dell’emigrazione, cioè Michele Schiavone, segretario del PD-Svizzera.
    Sarebbe statoopportuno e auspicabilechiamare a coordinare il suddetto organo una persona non coinvolta direttamente con i partiti, in modo da essere libera di rappresentare gli interessi dell’intera collettività italiana che vive oltreconfine.
    Invecesarà di nuovo la sinistra a guidarci, grazie ai voti dei circoli del PD, dei rappresentanti dell’associazionismo e dei patronati sempre legati alla stessa scuderia.
    Purtroppo i risultati, finora, hanno dimostrato che questo organo non ha prodotto nessuna proposta utile per la nostra comunità e non ha difeso sia le nostre esigenzesia i nostri interessi. Coloro che si sono succedutial vertice del sopra citato organo, sono stati solo dei servitori delloro partito di appartenenza, cioèdei DS e del PD.
    A dir la verità, questi membri del CGIE tranne ad andare ogni tanto in gita a Roma, a nostre spese, e incontrare velocemente il Ministro degli Esteri quando ha tempo o qualche Sottosegretario, si sono dimostrati inconsistenti, perché sono i dirigenti del loro partito a decidere la rotta da seguire per questo organismo.
    Attualmente la comunità italiana residente all’estero può contare su tre organi di rappresentanza: i Comites, il CGIE e la Circoscrizione estero dal 2006 con i suoi 18 parlamentari.

    Pertanto, propriodopo l’istituzionedella Circoscrizione estero, sarebbe stato lungimirante eliminare il CGIE, diventato un doppione inutile e costoso che va a pesare sulle nostre spalle, con un ingente spreco di denaro pubblico.
    Un duplicato,tra l’altro, votato solo dal 3% degli italiani residenti all’estero che ha eletto prima i rappresentanti dei Comites che a loro volta, infine, potevano candidarsi ed eleggere i nuovi consiglieri del CGIE.
    I numeri ci dicono chiaramenteche il 97% dei nostri connazionali non ha voluto in nessun modo essere rappresentato da questi personaggi.
    E adesso, prima di Pasqua,i 63 nuovi consiglieri del CGIE, compresi quelli di nomina governativa, si sono riuniti a Roma per eleggere il loro segretario.
    In effetti,avrebbero fatto meglio a convocare un congresso del PD-estero ed eleggere il loro segretario generale.
    Il risultato non sarebbe assolutamentecambiato e avremmo risparmiato questa farsa inutile, in quanto era già stato tutto stabilito precedentemente, a tavolino, dai dirigenti del partito democratico.
    Questa volta è stato eletto il segretario del PD-Svizzera, la prossima volta, senon cambieranno le regole del gioco, eleggeranno comunque un altro esponente del PD o come si chiamerà in futuro la casa della sinistra.
    La prima mossaora del nuovo segretario del CGIE sarebbe quella di dimettersi immediatamente dal suo incarico di segretario di partito, perché egli dovrebbe rappresentare tutta l’emigrazione italiana e non solo chi l’ha votato.
    Credo peròche sperare che qualcuno rinunci a una poltrona sia pura utopia!
    Lo stessoRenzi ci insegna che, dopo essere diventato premier dell’Italia,ha mantenuto comunque la carica di segretario del PD.
    Le poltrone, perciò,è meglio tenersele che cederle!
    La realtà, invece,è che la comunità italiana che vive all’estero è prigioniera di troppi organi che invece di agire in modo libero e concreto, cercando di portare avanti le nostre priorità, si lasciano frenare e influenzare dalle direttive dei vari partiti.
    Se si riuscisse a superare quest’ostacolo, basterebbe un solo organo a farsi carico delle nostre esigenze.
    Gerardo Petta

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